John Edwards & Dirk Serries

Melancholia

2021 (New Wave Of Jazz) | free jazz

Cominciamo da John Edwards. Ne trovate tracce anche su OndaRock, grazie agli impagabili Palozzo e Meda. E se volete andare su Wikipedia, scoprirete l'intera carriera del bassista inglese, un peso massimo della scena free jazz che ha suonato con Louis Moholo, Eddie Prevost, Lol Coxhill, Phil Minton, Evan Parker, Elton Dean, Sunny Murray, John Butcher e un mare di altri musicisti leggendari.

In confronto, la carriera del nostro amato Dirk Serries (chi scrive è cresciuto con i dischi di VidnaObmana) sembra quasi scomparire, dato che è da relativamente pochi anni che il musicista belga si è introdotto nella scena free-jazz europea. Lo raccontavamo pochi mesi fa: dopo aver navigato i mari oscuri della scena post-industriale e quelli malinconici della dark-ambient, Serries ha preso a improvvisare con la chitarra elettrica (Fear Falls Burning) prima di scoprire il meraviglioso mondo della fire music e delle chitarre acustiche, decidendo di pubblicare la nuova musica con il suo nome di battesimo.

"Melancholia" è già la quarantasettesima pubblicazione della New Wave Of Jazz, l'etichetta fondata dallo stesso Dirk Serries nel 2017, appena cinque anni fa. Un catalogo sterminato che non smette di stupire con la qualità delle sue pubblicazioni. "The aim of art is to represent not the outward appearance of things, but their inward significance", è il motto dell'etichetta belga.
"Melancholia" colpisce già dal titolo. Come sposare il fuoco dell'improvvisazione più libera con la sensazione di perdita e smarrimento dello spleen più romantico? Ci riescono egregiamente John Edwards e Dirk Serries lungo l'evolversi di due improvvisazioni che trascinano l'ascoltatore in un turbine di stravolgimenti senza fine. Il contrabbasso all'inizio della prima improvvisazione in scaletta sembra voler fare il verso alla nervosa chitarra di Serries: ma il gioco dura solo qualche minuto prima che i ruoli comincino a sdoppiarsi e finalmente trovare i due musicisti completamente coordinati nel creare atmosfere in continua mutazione. Un dialogo che non trova sosta lungo i 21 minuti del brano.

C'è una gran fisicità nel modo in cui i due musicisti percuotono le corde dei propri strumenti, ma anche un incredibile orecchio rivolto verso l'altro. E la seconda improvvisazione in scaletta è ancora più a fuoco. Sicuramente fire music, ma anche blues, jazz e deep listening music: una cosmologia che prende forma ogni volta la si ascolta. Silenzi che pesano più di mille note. Da ascoltare e riascoltare.

(19/01/2022)

  • Tracklist
  1. I
  2. II
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