Kings Of Convenience

Peace Or Love

2021 (Emi) | folk-pop

Come riabbracciare un paio di cari amici dopo un lungo periodo di assenza: sin dalle prime note del singolo di lancio "Rocky Trail", era chiaro che anche il quarto lavoro in studio dei Kings Of Convenience sarebbe tornato indietro nel tempo, sul sentiero di quella dolciastra nostalgia folk-pop per giovani europei cosmopoliti. Il fatto che Erlend ed Eirik abbiano finalmente dato alle stampe un nuovo disco proprio ai possibili sgoccioli dell'isolamento dovuto all'emergenza Covid-19 non fa che rendere il processo di amichevole restaurazione ancor più ficcante, oltre a riscaldare quasi ruffianamente i cuori di tutti quegli ascoltatori che seguono le loro timide gesta da ormai un ventennio buono. 
"Peace Or Love" in questo è un lavoro alquanto semplice; undici nuove miniature, condotte da due riconoscibilissime linee vocali e poi impacchettate da un fingerpicking di chitarra acustica e leggiadri rintocchi di archi, pianoforte e percussioni battute quasi sempre a mano.
 
Momenti particolarmente scarni ("Ask For Help"), mondani ("Washing Machine"), dolenti ("Killers") e innocenti al limite del naif ("Song About It") si mescolano lungo la scaletta ad altri dal più marcato afflato pop ("Angel") e spazzolati da un nostalgico coretto disco music ("Fever"), creando un lavoro fresco, accessibile e squisitamente bilanciato. L'attacco di "Rumours" è come una carezza dritta sul cuore, "Comb My Hair" riporta al gusto anni Sessanta di Simon & Garfunkel e del folk di Terry Callier e Labi Siffre.
A marcare ulteriormente un ponte col passato come vent'anni fa c'è pure Feist: eccola che vibra nella triste realizzazione di "Love Is A Lonely Thing", poi duetta con grazia nel primaverile ritratto di una "Catholic Country".
 
Se cercate innovazioni, questo non è assolutamente il disco per voi. Sia il più estroverso e avventuroso Erlend che lo schivo e umbratile Eirik tendono a riservarsi la libertà di esplorare nuove strade nei rispettivi progetti solisti - il primo ama giocare con l'elettronica, l'altro qualche tempo fa aveva creato una curiosa miscela di "Analog Dance Music" assieme ai Kommode. E va bene così; con soli quattro dischi in vent'anni d'attività, la mancanza di innovazione nella musica dei Kings Of Convenience non è tanto un problema quanto piuttosto la conscia creazione di una piccola isola felice dove poter fare scalo in santa pace. 

Certo, manca una nuova "Misread" in grado di trasformarsi in inedito tormentone estivo, ma del resto l'era streaming non è più adatta a tali sottigliezze. L'arte dei Kings Of Convenience sta tutta nel dettaglio, nella cura di un arrangiamento, o in quei testi così semplici e lineari che in bocca a chiunque altro risulterebbero quasi stucchevoli e che, invece, diventano stranamente poetici se intonati da due adorabili nerd norvegesi. Bentornati.

(22/06/2021)

  • Tracklist
  1. Rumours
  2. Rocky Trail
  3. Comb My Hair
  4. Angel
  5. Love Is A Lonely Thing feat. Feist
  6. Fever
  7. Killers
  8. Ask For Help
  9. Catholic Country feat. Feist
  10. Song About It
  11. Washing Machine
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