Nas

King's Disease II

2021 (Mass Appeal) | hip-hop, conscious-hip-hop, trap

The world on my shoulders, it’s gettin’ too heavy
I been bench pressing the problems, ain’t even get sweaty
Cops brutalizing kids, I see it too steadily
Correctional facilities never do it correctly
My main statement is this whole game is triangulated

Un anno dopo il primo capitolo, che ha garantito anche un Grammy, il genio del rap Nas torna per il suo tredicesimo album insieme a un gruppo di amici, alcuni di grande caratura. Il protagonista è comunque sempre il suo modo naturale di rappare e raccontare, un’attitudine allo storytelling che ha pochi paragoni nel genere. In questi quindici brani il titolare del capolavoro “Illmatic” sembra dover semplicemente confermare che sta invecchiando bene, come ci era parso di capire dall’album del 2020. Produce soprattutto Hit-Boy, che aveva già fatto bene un anno fa e che questa volta fluttua fra soluzioni contemporanee e sofisticate costruzioni sonore nostalgiche.

Quando deve muoversi su un arrangiamento onirico, come nell’iniziale “The Pressure”, Nas dimostra di poter gestire il beat-switch come il miglior Travis Scott, ma da fuoriclasse qual è può anche avvicinarsi allo stile di 2Pac con “Death Row East”, amara riflessione sulla faida che ha insanguinato i Novanta. En passant, scrive anche un altro dei suoi racconti su Queensbridge, “Store Run”, che farà commuovere chi adora il suo periodo d’oro.
Nas flirta più volte anche con la trap, manipolando la velocità come pongo in “40 Side”, un racconto al livello della strada come i suoi classici. Questa veste sonora più moderna è l’ideale contrappeso alla nostalgia che pure si respira lungo tutta l’opera, uno sguardo a quel che è stato, ben esemplificato da “Moments”, che non diventa mai sterile passatismo: è il peso della storia, personale e artistica, di un rapper che rimane contemporaneo senza rinnegare il proprio percorso.

Numerosi gli ospiti, ma a rubare la scena ci sono due brani collaborativi: “EPMD 2”, con gli EPMD ed Eminem è l’occasione più unica che rara di assistere a un supergruppo delle meraviglie dietro al microfono; “Nobody”, con il ritorno dell’usignolo-rapper Lauryn Hill, 25 anni dopo il gioiello “If I Ruled The World (Imagine That)”, riesce a scrivere una versione disillusa di quel brano sognante.

Il fu ragazzo prodigio del 1994, che oggi ha 47 anni, è uno dei pochi della sua generazione a essere ancora rilevante. All’altezza del tredicesimo album, approcciarsi all’ascolto in cerca di una rivoluzione è comunque il presupposto di una delusione. “King’s Disease II” ci dice, però, che quello del 2020 non è stato un tardivo colpo di coda, bensì il risultato di una ritrovata creatività, matura e sicura di sé. Nel brano conclusivo, senza modestia, il rapper canta “Nas is good”: come dargli torto?

(25/08/2021)

  • Tracklist
  1. "The Pressure"
  2. "Death Row East"
  3. "40 Side"
  4. "EPMD 2" (featuring Eminem and EPMD)
  5. "Rare"
  6. "YKTV" (featuring A Boogie wit da Hoodie and YG)
  7. "Store Run"
  8. "Moments"
  9. "Nobody" (featuring Ms. Lauryn Hill)
  10. "No Phony Love" (featuring Charlie Wilson)
  11. "Brunch on Sundays" (featuring Blxst)
  12. "Count Me In"
  13. "Composure" (featuring Hit-Boy)
  14. "My Bible"
  15. "Nas Is Good"


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