Rose City Band

Earth Trip

2021 (Thrill Jockey) | psych-folk-rock

Non sono un fan delle limited edition in vinile colorato, anche se innegabilmente hanno un loro subdolo fascino estetico che spesso ridesta il furore collezionistico, ma devo ammettere che le gradazioni scelte da Ripley Johnson per i dischi pubblicati sotto il nome di Rose City Band hanno una logica quantomeno contestuale al contenuto e dunque accattivante. Dopo il raggiante color arancio di “Summerlong” e la variante marbled, il nuovo disco “Earth Trip” si presenta con due colorazioni: verde bosco e marrone legno, due scelte che svelano in parte il fascino di questo nuovo parto del musicista americano.

Nato come un piano di lavoro per una carriera da solista, collaterale alle vibrazioni psichedeliche condivise con i Wooden Shjips e alla più ardua mistura tra kraut-rock e psichedelia a nome Moon Duo, il progetto Rose City Band assume sempre di più i contorni di un vero e proprio organico (tra gli altri John Jeffrey e Sanae Yamada dei Moon Duo) costruito intorno alle visioni cosmic-country di Ripley Johnson.
L’assetto più solido dal punto di vista strumentale permette alle rilassate e soffici ballate di “Earth Trip” di catturare l’attenzione dell’ascoltatore senza ricorrere a inutili orpelli. Il tono più meditativo e riflessivo dell’album è sottolineato da fugaci apparizioni di armonica e da melodie affabili, che profumano di future-classic (“In The Rain”), e da incantevoli intuizioni armoniche, che pescano nell’immaginario del folk psichedelico inglese (“Rabbit”).

Sembra quasi che Johnson abbia trascorso l’ultimo anno immerso nell’ascolto di classici del country e del folk anni 70. Viene dunque facile perdonare il richiamo lirico di “Silver Roses” a “Helpless” di Crosby Stills Nash & Young ed è altresì evidente che dietro il malinconico slancio mistico di “Feel Of Love” si celi un’ammirazione per Van Morrison o che le temerarie trame folk-psych di “Down Patrol”, pur imbastite con riverberi, wah-wah e fumi lisergici tipici della musica West Coast, sono in parte assoggettate a quella dolcezza tipicamente British di gruppi come Trees e Incredible String Band.
“Earth Trip” è un disco che riesce a convertire il cosmic-country e la docezza della psichedelia in un insolito groove (alla Jesus & Mary Chain di “Darklands”), sul quale Johnson incastra gioiose pagine country (“Ramblin' With The Day”) e uptempo folk-blues degni del più ispirato J.J. Cale (“Lonely Places”).
Il risultato è un set di otto brani perfettamente incastonati: pedal steel, mandolino, piano, chitarre acustiche ed elettriche, organo, basso, arpa e tutti gli altri strumenti sprigionano sonorità genuine, schiette, autentiche.

Raffinato, ispirato, creativo, il nuovo disco della Rose City Band è in una sola parola impeccabile. Non fatevi ingannare dalla familiarità di “Earth Trip”: la semplicità è spesso lo scoglio più arduo per un musicista e Ripley Johnson è riuscito a superarlo senza affondare nella prevedibilità e nella monotonia, un risultato che non è alla portata di tutti.

(20/06/2021)

  • Tracklist
  1. Silver Roses
  2. In The Rain
  3. World Is Turning
  4. Feel Of Love
  5. Lonely Places
  6. Ramblin' With The Day
  7. Rabbit
  8. Down Patrol


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