Charli XCX

Crash

2022 (Asylum / Atlantic) | dance-pop, synth-pop, freestyle

Che Charlotte Aitchison finisse con lo stancarsi dell'estetica hyperpop e del sound associato alla Pc Music era cosa che tutti potevano aspettarsi. Personalità in costante fermento, incapace di prendersi una pausa per sua stessa ammissione, per una come lei ricercare nuovi stimoli creativi è in fondo il pane quotidiano, la dimensione più naturale possibile. Alla volta dell'ultimo album di un contratto durato tredici anni, con la Atlantic che ha fatto il possibile per frenarne gli stimoli più eversivi e renderla l'ennesimo ingranaggio del sistema, la svolta non poteva essere però più totale.
Se il nucleo della proposta dell'autrice britannica è sempre stato pop, in "Crash" (evidente l'ispirazione cronenberghiana già dalla copertina) è tutta la proposta a esserlo, un gioco di maschere e di volumi che ripercorre, come un bignami, decenni interi di musica dance, con la prospettiva di chi è profondamente innamorato del genere e vuole aggiungere la sua impronta. Eppure, a tale roboante omaggio manca più di un tassello.

Definito già nel 2020 come il suo Janet-album, come a stabilire immediatamente l'ispirazione alla base del progetto, "Crash" è disco che trasporta di peso negli eterni, inossidabili anni Ottanta. Certo, lo fa a modo suo, facendo dominare più tratteggi freestyle alla Exposé (il funk scheletrico di "Baby", tutta Roland e stacchi di chitarra) e veri e propri ritorni al new jack swing delle origini (l'ammucchiata "New Shapes", in compagnia delle amiche Christine And The Queens e Caroline Polachek) piuttosto che alla nostalgia soverchiante propria della synthwave e dintorni. "Good Ones", il singolo di lancio, con i suoi lineamenti reminiscenti degli Eurythmics e l'assetto sintetico in pieno schieramento, è in questo senso l'eccezione, l'esplosiva introduzione a un universo pop tutto da scoprire, nel suo euforico senso della sorpresa. L'aver chiamato a raccolta un fitto parterre di collaboratori e amici fidati dovrebbe aiutare alla causa.

Dovrebbe, appunto: il condizionale è d'obbligo, perché un così altisonante parterre di colleghi, reclutato quasi come se si trattasse di un'estensione degli influenti mixtape del 2017, avrebbe il potenziale per tirare fuori il capolavoro dell'anno. E invece tutto frana, senza nemmeno grossi sconquassi. Fallisce la chiacchierata accoppiata con Rina Sawayama, in una "Beg For You" che riprende pari pari il ritornello di "Cry For You" di September ma manca totalmente della sua energia, del suo slancio espressivo. E anche la già citata "New Shapes" pare quasi il tentativo malmesso di tirare fuori l'art-queer-synthpoppata dell'anno, privandosi però di una prospettiva che vada oltre un fiacco rimaneggiamento di idee spendibili giusto nei singoli delle Seduction (ve le ricordate?).
Conoscenze, esperienza, tutto si spegne in ricalchi dell'r&b che è stato (una "Move Me" che nemmeno il trattamento trance della produzione sa caricare dell'opportuno pathos), languide romanze avvolte da superflui trattamenti robotici ("Every Rule"), sconfortanti riprese di classici eurodance (il classico "Show Me Love" del tutto stemperato in un'anonima imitazione degli ATC per "Used To Know Me").

Ben poco riesce davvero a entusiasmare, nei neanche 34 minuti della collezione: paradossalmente, quando anche alla lontana riesce ad evocare l'abrasiva eversività dei suoi momenti migliori: una "Constant Repeat" che è dance spiritata, dal tocco progressivo, e le effusioni simil-flamencate dell'hi-nrg di "Lightning", con Ariel Rechtshaid a produrre in grandissima scioltezza. Veramente troppo poco per riuscire a convincersi che la "svolta mainstream" (come se un "Sucker" non contasse) conti davvero.
C'è chi si è affrettato ad affermare come quest'album non sia il precipitoso commiato per un contratto da concludere il prima possibile: le classifiche indubbiamente corroborano tale assunto, ma la sensazione è che a ritmi così sostenuti per un decennio, sia giunto il momento per Charli XCX di ricaricare le pile, e soprattutto fare le cose pienamente alla sua maniera. Un album come "How I'm Feeling Now" è il giusto punto di partenza.

(25/03/2022)

  • Tracklist
  1. Crash
  2. New Shapes (ft. Christine and The Queens & Caroline Polachek)
  3. Good Ones
  4. Constant Repeat
  5. Beg For You (ft. Rina Sawayama)
  6. Move Me
  7. Baby
  8. Lightning
  9. Every Rule
  10. Yuck
  11. Used To Know Me
  12. Twice




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