Italia 90

Living Human Treasure

2023 (Brace Yourself) | post-punk, avant-punk

Complici il nome del progetto e alcuni concerti degni di essere ricordati, il debutto degli Italia 90 era riuscito a suscitare più hype da noi che nella patria stessa del quartetto. Inutile ricordare che il Regno Unito sia ormai traboccante di gruppi che rispondono al suadente richiamo della nuova corrente post-punk, ognuno con un’accezione più o meno differente, e il rischio di finire archiviati in meno di un paio di singoli è piuttosto alto. Urgono quindi un ampliamento e una diversificazione del ventaglio delle sonorità, oltre a una capacità compositiva elevata (e penne affilate come coltelli).

 

La formazione di stanza a South London guidata da Les Miserable, e completata da The Edge alla chitarra (no, non quello degli U2), il bassista Bobby Portrait e J Dangerous alle percussioni, sfoggia esercizi di stile non indifferenti, strizzando l’occhio al rock sperimentale degli Squid, ma in una versione noisy e scura. Tiene banco anche il lato post-hardcore dei primi Idles, alternato a passi jazz-rock, ambientazioni gotiche, sprazzi new wave e derive jungle di indirizzo electro-funk.

 

L’incedere sinistro e minaccioso di “Cut” apre il disco con le sue atmosfere in direzione noise-rock macchiato di goth, con un’esplosione in chiusura che rimanda a Crows e Shame. Virtuosismi di batteria retti dai pesanti riff di basso in secondo piano introducono la nevrotica e provocatoria “Leisure Activities”, invettiva post-hc contro tutte quelle band che si danno un tono politico ormai per moda, limitandosi a fare considerazioni banali all’interno dei loro testi e mostrando quasi una maggiore ostilità nei confronti delle persone comuni. Una serie caotica di distorsioni taglienti e chitarre folli si fanno largo prepotentemente nel crescendo vertiginoso, dove spuntano rimandi a colossi come “Brutalism” degli Idles e “Dogrel” dei Fontaines D.C..

Abusi in ambienti religiosi e omertà sono il fulcro dell’orrorifica “Magdalene”, il cui incedere jazzato e asciutto delle strofe rievoca la colonna sonora di un thriller anni Settanta, mentre partono al rallentatore, facendosi via via sempre più vorticose, le arie rumorose ed echeggianti dei quasi otto minuti di “Competition”, versione affinata in studio della pseudo-suite presente nel primissimo Ep del gruppo nel 2017. In una nuova veste meno grezza appaiono anche i guitar-riff incalzanti e il basso idlesiano di “New Factory”, singolo del 2018, per poi spiazzare totalmente con i due minuti di “The MUMSNET Mambo”. Di matrice puramente jazz, la traccia è completata da piano e archi, su cui Les Miserable esegue il tipico cantato-parlato, ormai sdoganato da Dry Cleaning e soci.

In “Funny Bones” e “Tales From Beyond” viene fatto un maggiore uso del synth, collocando i pezzi in zona new wave: il primo associato a una matrice gothic-rock a cadenza fortemente gallupiana, il secondo invece più attuale, orecchiabile e focalizzato sulle stilettate contro l’ipocrisia degli ambienti radical-chic.
“Golgotha” mostra cambi di passo ripetitivi in stile Black Midi, mentre “Does He Dream?” rappresenta forse l’episodio meno riuscito del disco, vagando in maniera dinoccolata in una non-direzione simil-yardactiana.
A chiudere il percorso perfettamente è la mini-suite “Harmony”, costituita da tre parti, sunto delle sfaccettature dell’anima del gruppo: una ripetitiva e lontana litania retta dagli sfregi delle chitarre tremolanti, una piccola sezione con protagonisti gli immancabili giri di batteria di J Dangerous affiancati dal sax di Emily King, e un assalto punk nell’outro conclusivo.

 

Perennemente in bilico sul filo del rasoio, con un focus su bassline frenetiche e drumming da capogiro, “Living Human Treasure” si inserisce perfettamente nel panorama Uk odierno, e al di là delle mille possibili derivazioni rintracciabili, lo fa in maniera credibile e senza risparmiarsi, sgomitando per ottenere un posto in prima fila con quanta più carne al fuoco possibile. La stoffa e i giochi pirotecnici non mancano, il materiale di scrittura nemmeno, il risultato è un hype adeguatamente ripagato e la voglia di rivederli dal vivo.

(23/01/2023)

  • Tracklist
  1. Cut
  2. Leisure Activities
  3. Magdalene
  4. Competition
  5. New Factory
  6. The MUMSNET Mambo
  7. Funny Bones
  8. Golgotha
  9. Does He Dream?
  10. Tales From Beyond
  11. Harmony








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