Muse

Will Of The People

2022 (Warner Music) | pop-rock, alt-rock

Dopo svariati decenni di attività, alcuni dischi memorabili, tutti pressoché collocati a inizio carriera, alternati a numerosi momenti interlocutori - per usare un termine non troppo tranchant - stadi stracolmi per esibizioni live sempre di grande impatto e qualità (questo va ammesso), visioni del mondo piazzate tra il reale e l’irreale, l’uscita di un nuovo album dei Muse è sempre una circostanza che smuove lunghe schiere di appassionati, sistemati al varco chi per sostenere che siano ormai diventati una band godibile solo per le performance da palco e che dai nuovi dischi si possa cavare poco di interessante, chi, invece, per difendere una delle testimonianze più autorevoli e capaci di proiettare il rock e tutte le sue sfaccettature sui dispositivi di milioni di ascoltatori.

 

“Will Of The People” è il nono album in studio della band originaria di Teignmouth, un disco autoprodotto che, per fugare immediatamente ogni dubbio, possiede, in maniera incontrastata, tutta l’essenza dei Muse, nel bene e nel male.
A Bellamy, Howard e Wostenholme, da tempo, non è chiesto altro che proseguire su questo loro ricchissimo percorso di successo, fatto di scelte stravaganti, un po' kitsch, in poche parole di continuare a essere riconoscibili. A differenza di quanto accaduto in numerosi degli ultimi loro lavori, qui è infatti lasciato poco spazio a maldestri tentativi di sfociare verso inconsueti ambiti, proprio quelli che in passato hanno destato enormi perplessità invece di aggiungere qualcosa di più.

L’imperterrita osservazione del mondo circostante che Bellamy ama effondere da sempre sui propri testi, tratta, in queste dieci tracce, argomenti attuali, che vanno dall’instabilità politica del mondo all’oppressione dei potenti sui più deboli, dai danni naturali alle paure che attanagliano l’individuo, per toccare ovviamente l’onnipresente pandemia. Questi pensieri sono fissati in un calderone sonoro che si lascia ascoltare con più immediatezza che in precedenza, scorrendo dall’inizio alla fine in assoluta elasticità.
Già dai singoli apripista, che dallo scorso gennaio hanno iniziato le procedure di avviamento del progetto, si erano intuite alcune avvisaglie di tale approccio più convenzionale: dai granitici riff di “Won’t Stand Down”, provvista di alcuni inserti metal che appaiono un tantino forzati all’interno di un brano che viaggerebbe bene anche senza, agli schemi standard di “Compliance”, pezzo che sembra la fotocopia di molti altri del loro repertorio (soprattutto quello del periodo di fine 2000), per giungere al pot-pourri tra glam-rock e Marilyn Manson della title track.

 

Dal novero sbucano alcuni passi assolutamente rivedibili, su tutte l’imbarazzante “You Make Me Feel Like It’s Halloween” (salvata però da un ottimo videoclip) o “Liberation”, un richiamo troppo palese agli amatissimi Queen, ma fortunatamente anche frangenti degni di nota, come la pirotecnica “Kill Or Be Killed”, un tentativo riuscito di rinverdire i fasti di gemme quali “Stockholm Syndrome” e affini, ovvero negli oscuri presagi di “Ghosts (How Can I Move On)”, dove la sempre impeccabile voce di Bellamy è questa volta distesa su un intenso e funzionale tessuto pianistico.

 

Dall’accorato richiamo synth-pop di “Verona”, dove un amore contrastato fa chiaramente riferimento alla tragedia shakespeariana ambientata nella città scaligera, a “Euphoria”, in poche parole un’appendice di “Knights Of Cydonia” (con minore appeal) si giunge con estremo agio, come accennato in apertura, al termine del disco, e non è poco, ma forse, per molti, non abbastanza per una band che ha scritto alcune delle pagine più importanti dell’alt-rock degli ultimi decenni e dalla quale ci si aspetta sempre il classico colpo di coda.
Sarebbe più corretto, forse, provare ad abituarsi, e magari accontentarsi, a valutare i Muse con orecchie e occhi diversi da quelli che bramano da sempre un ritorno a quelle seminali sonorità.  

(28/08/2022)

  • Tracklist
  1. Will Of The People
  2. Compliance
  3. Liberation
  4. Won’t Stand Down
  5. Ghosts (How Can I Move On)
  6. You Make Me Feel Like It’s Halloween
  7. Kill Or Be Killed
  8. Verona
  9. Euphoria
  10. We Are Fucking Fucked










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