No Age

People Helping People

2022 (Drag City) | experimental-rock, lo-fi, art-punk

C’è chi durante la pandemia è riuscito a mettere da parte tanto materiale da non necessitare d’altro che di un posto tranquillo dove potersi dedicare a raffinare quelle idee e aspettare il momento giusto per presentarle al mondo: è il caso dei No Age di Dean Spunt e Randy Randall, usciti in piena tempesta nell’estate del 2020 con “Goons Be Gone”, che ne segnava il ritorno sul sentiero garage-noise già battuto durante gli esordi, e pronti a registrare il successore, di cui avevano un’idea precisa da ben prima dell’avvento del Covid-19. Completato in uno studio casalingo ricavato dal garage di Randall, dopo aver perso gli spazi utilizzati di consueto, “People Helping People” rappresenta il primo lavoro realizzato interamente dal duo senza aiuti esterni, nonché il più sperimentale in assoluto, con prevalenza di trame elettroniche e psych in zona Boards Of Canada.

Lo si evince fin dall’inizio con l’incresparsi delle piccole onde sintetiche nella strumentale “You're Cooked”, che prendono corpo in sample più solidi e ossessivi e si scontrano con i virtuosismi improvvisi e psicotici di batteria in “Compact Flashes”, a metà tra Animal Collective e secche stilettate synth-punk. L’alternanza pezzo strumentale ambientale in stile Tim Hecker e brano cantato si ripropone con gli ululati sottili di “Fruit Bat Blunder” e i beat gommosi di “Plastic (You Want It)”; e ancora con la chitarra distorta e rallentata di “Interdependence” e la più sfacciatamente velvettiana “Violence”, grezza e rumorosa come un pezzo di “White Light/White Heat”, che inaugura una seconda metà del disco leggermente più coinvolgente. Si prosegue con la cacofonia danzereccia di “Flutter Freer” e la valida accoppiata guitar indie-rock formata dall’armonica road song “Rush To The Pond” e dalla più lo-fi “Slow Motion Shadow”, tra i cui riverberi riecheggiano gli ultimi Hüsker Dü.

Viene ceduto il passo alle atmosfere trasognate di “Blueberry Barefoot”, a cui fanno seguito “Tripped Out Before Scott”, le cui rullate di batteria in apertura suonano come un mezzo omaggio alla “Tommy Gun” dei Clash, la ritrovata quiete di “Heavenly” e la conclusiva “Andy Helping Andy”, che pare divincolarsi e riavvolgersi su se stessa come un nastro.
Posto che brevità e velocità dei pezzi (ben confezionati) siano un tratto distintivo della coppia Spunt-Randall solitamente positivo, o almeno quanto basta per far risultare il tutto equilibrato e più semplice da assimilare, il loro ritorno cigola un po' a causa dei troppi riempitivi e della scarsità di mordente, messo in campo perlopiù nella seconda parte dell’opera. Si riconosce e apprezza tuttavia l’audacia dei due, qui portata all’eccesso con l'ennesima evoluzione stilistica, dove le influenze chitarristiche garage e noise sembrano assumere un ruolo secondario, lasciando in sospeso un interrogativo sulla sorte della loro produzione futura.

(19/09/2022)

  • Tracklist
  1. You're Cooked
  2. Compact Flashes
  3. Fruit Bat Blunder
  4. Plastic (You Want It)
  5. Interdependence
  6. Violence
  7. Flutter Freer
  8. Rush To The Pond
  9. Slow Motion Shadow
  10. Blueberry Barefoot
  11. Tripped Out Before Scott
  12. Heavenly
  13. Andy Helping Andy


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