Brigid Mae Power

Dream From The Deep Well

2023 (Fire)
new-folk

Voce, chitarra, fisarmonica, ukulele, harmonium e una chiesa a Galway. L'esordio di Brigid Mae Power del 2014 ("I Told You The Truth") è racchiuso tutto qui. Un disco che è già affidato al ricordo. Quel che è accaduto dopo è una delle storie più entusiasmanti della moderna scena folk: un Ep, un mini-album di cover, un altro live e tre splendidi dischi pubblicati con cadenza biennale.

Amata dalla critica internazionale, che l'ha spesso indicata come erede di Shirley Collins e Sandy Denny, dotata di una voce avvolgente e tagliente, ma nello stesso tempo malinconica e potente, la cantautrice irlandese non ha ancora raccolto in verità l'attenzione che merita. Annunciato ai primi di marzo, il quarto disco di Brigid Mae Power, il secondo per la Fire, è finalmente una realtà. "Dream From The Deep Well" è non solo una preziosa conferma, ma anche un capitolo che apre nuove frontiere e possibilità espressive.
L'artista irlandese ha imparato a dialogare con la malinconia, e il confrontarsi con Patsy Cline, Bob Dylan, Townes Van Zandt, Jason Molina e Aretha Franklin, nel mini-album di cover version "Burning Your Light", le ha permesso di ampliare il respiro emotivo delle proprie composizioni.
Una residua inquietudine fa ancora capolino, ad esempio nella cover del brano dei Clancy Brothers "I Know Who Is Sick", o nell'austero e allucinato folk psichedelico di "The Waterford Song", un brano fortemente autobiografico dove l'autrice racconta il difficile rapporto con luoghi e persone del passato, ma la voluta citazione di "Knockin' On Heaven's Door" nella sognante ballata "Counting Down" conferma una musicalità sempre meno autoctona, che più che alla modernità mira all'universalità.

Il quarto lavoro di Brigid Mae Power possiede il fascino di un album di fotografie ma anche quello di un'opera pittorica. Un misto di ritagli e spennellate che scivola come un sogno pur restando tangibile, autentico. Elementi narrativi più fluidi e lineari e una poetica intrisa di vibrante realismo designano "Dream From The Deep Well" come il disco più completo dell'artista irlandese. Un'opera in cui trovano spazio la genuinità e la semplicità di intuizioni melodiche tanto istintive quanto accattivanti ("Maybe It's Just Lightning") o l'appassionato racconto di marinai e solitudine incastonato in una malinconica ballata resa ancor più preziosa dal suono della fisarmonica, del Mellotron e di una pedal steel ("Some Life You've Known").
L'arte di Brigid Mae Power si nutre di storie, note, parole, che l'artista fa proprie. Mai così dirette e amabili, le canzoni si affidano ad accordi di chitarra tanto limpidi e cristallini quanto nobili ("Ashling", dedicata alla nonna), anche le pagine strumentalmente più ricche scivolano come una brezza con un languore poetico stile Laurel Canyon che incanta ("I'll Wait Outside For You"), o con un rigore e un'essenzialità armonica e lirica che stupiscono (la pianistica "I Don't Know Your Story".

Con "Dream From The Deep Well", Brigid Mae Power si confronta sempre di più con la musica americana e con le proprie passioni giovanili, ma nel dare voce a questi fantasmi del passato e a questi sogni non tradisce la propria cultura e le radici irlandesi. Nel bilanciare ricordi ed emozioni, conferma la propria sensibilità politica e sociale, proponendo, senza alcun intento didascalico, una delle canzoni più potenti della tradizione delle rebel songs irlandesi, ovvero la splendida "Down By The Glenside", portata al successo dai Dubliners.
Dalla tradizione americana invece estrae un brano di Tim Buckley del 1969, tratto dall'album "Blue Afternoon", offrendone una delicata e suggestiva versione per piano, violino, synth e voce, così rinnovando quel legame, spesso citato dai critici, con il geniale musicista di Washington, evidente già dall'omonimo album del 2016, soprattutto nell'indolente, lussuriosa, mistica ed epica "It's Clearing Now".

"Dream From The Deep Well" è una preziosa conferma per l'artista irlandese, un altro piccolo scrigno di meraviglie che rinnova la miglior tradizione folk e country - si noti la struggente bellezza della title track che evoca sia Joni Mitchell che Sandy Denny - e si candida come uno degli album più vividi dell'anno.

27/06/2023

Tracklist

  1. I Know Who Is Sick
  2. Counting Down
  3. Maybe It's Just Lightning
  4. I Must Have Been Blind
  5. The Waterford Song
  6. Ashling
  7. I'll Wait Outside For You
  8. Dream From The Deep Well
  9. I Don't Know Your Story
  10. Some Life You've Known
  11. Down By The Glenside




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