Sono diverse e diversificate le dinamiche sottese alla creazione di un tracciato a più voci, e dalla capacità di innescare attraverso di esse una sinergia efficace dipende gran parte della riuscita dell’operazione. Nel caso di “Rote Um” – primo tassello condiviso da Saverio Rosi/Leastupperbound (Open To The Sea) e Maurizio Martinucci/TeZ (Clock DVA) – le componenti messe in campo appaiono saldamente incastrate in un insieme coerente quanto sfaccettato.
Le premesse da cui l’incontro artistico prende le mosse sono l’amicizia decennale tra i due autori di stanza ad Amsterdam e la propensione comune a collaborare muovendosi perfettamente a proprio agio in territori affini, ma formalmente divergenti. Su tali basi si sviluppa una solida combinazione tra ambienti digitali nitidi e tessiture analogiche granulose, una costante compenetrazione di toni freddi e calde trame tattili, spinta verso soluzioni ed equilibri diversificati.
Se la melodia spettrale scandita da scarne stille pianistiche su un tappeto di sottili screziature di “Fir” lascia prevalere la dimensione più emozionale del connubio, in “Violetice” a dominare è il sentore algido dell’elettronica – prepotentemente tridimensionale in “Rust” – che imbriglia i frammenti elettroacustici mantenendoli sullo sfondo. In entrambi i casi, così come in ognuna delle successive tracce, il confronto tra le parti si mantiene proporzionato innescando itinerari immaginifici sottilmente onirici, mai debordanti, neanche quando in “Sauterne” si aprono a pulsanti escursioni cosmiche.
C’è poi una vena nostalgica serpeggiante, che emerge nitida quando il tracciato sonoro si colora di modulazioni ambientali vivide (“Heirloom”) o converge verso sature diluizioni ambient-drone (“Faded”), mostrando ulteriori sfumature di un’osmosi da cui è lecito attendersi ulteriori risultanze.
16/06/2023