Il truce per eccellenza del nostro rap è tornato e all’altezza del settimo album è facile prevedere come suoni questo “Funny Games”, che non è stato anticipato da alcun singolo ed è interamente prodotto da Sine, un suo storico collaboratore. Nella promozione è stata suggerita una continuità con “Non dormire”, il travolgente esordio del 2005, ma in realtà Noyz Narcos ha trovato un sound assai più potabile già da molti anni e, così, ha capitalizzato il rispetto che si è guadagnato nella scena all’epoca dei sanguinolenti esordi.
Per quanto sia sempre un piacere risentirlo dietro al microfono, i presupposti per un album che esca dalla traiettoria intrapresa da molti anni non sembrano esserci. Fin qua, però, si tratta di congetture: come suona, “Funny Games”?
“Dopo vent'anni lo stesso sangue scorre ancora nei miei versi”, sentiamo in chiusura dell’iniziale "Ultimo banco", ed è davvero facile ritrovare il solito Noyz dietro al microfono, soprattutto quello successivo all’insuperato “Verano Zombie” (2007). Riecco i temi tipici del suo rap: degrado, criminalità, violenza, autodistruzione, conflittualità. Da professionista consumato, ruggisce con livore e gestisce la metrica per evidenziare le varie punchline, come sappiamo che sa fare. Il sound apparecchiato da Sine è un hardcore potente e grezzo, con sfumature gangsta, horrorcore e cyborg, ben presente anche nelle successive "John Belushi", "Back Again", "Giornata storta", le tormentate “Stesso Dio” e la title track, con violini ansiogeni: l’impressione, dal primo ascolto, è che non succederà nulla d’inaspettato.
Il registro più malinconico regala "Lacrime e sorrisi", con synth d’atmosfera, una confessione che colpisce duro grazie alla maturità nostalgica portata in dote dall’età:
Incubi e sogni belli a giorni alterniPoche sorprese anche con le collaborazioni: Kid Yugi interpreta sé stesso sul beat più veloce de "Il mio amico"; Guè non sorprende nell’inno cyber-gangsta assordante di “Drugstore”; "Celebrità" con Papa V & Nerissima Serpe rischia di dissipare la tensione mettendo nel ritornello la frase “Lambo giallo come una banana”.
Dopo che t'inventi quando giri tutti i tornanti degli inferni?Quarantacinque inverni, quarantacinque estati
Forse ritorneremo quelli che siamo già stati
Generazione di pischelli traumatizzati
06/12/2025