THE YOUTH PLAY - Someday, Forever

2025 (Autoprodotto)
dream-pop, post-punk, shoegaze

Il nuovo album dei londinesi The Youth Play, “Someday, Forever”, mi ha ricordato quel periodo avventuroso della vita in cui si passava da una sala prove all’altra ad ascoltare le band degli amici e la sera si andava ai loro concerti; era bello percepire la netta sensazione di libertà, scoperta e possibilità. Tra un concerto dei Marlene Kuntz e uno dei Csi si parlava di musica, si suonava e ballava con la certezza di vivere il periodo più creativo e libero della vita. Non credete, cari ventenni/trentenni, a chi vi dice che la vita comincia a quarant’anni; la vita dai quaranta si trascina tra le difficoltà quotidiane e il ricordo, esaltante, dei pomeriggi e delle serate passate a liberare immaginazione e provare, con tutta l’innocenza possibile, a esprimersi nel qui ed ora. Come nella musica dei The Youth Play, autoprodotta e suonata con quella urgenza di esprimersi che sono un ventenne può permettersi e che invidio un po’. Diego Bracho (voce e chitarra), Alex Hanrahan (basso), Finley Bruce (batteria) e Harrison Ballard (chitarra) vengono dall’ambiente dei college e hanno l’aspirazione di rendere personali i generi che fanno parte delle loro identità musicali, il post-punk della generazione gotica di inizio anni 80, il dream-pop e lo shoegaze anni 90 di My Bloody Valentine e simili.

Il suono del loro primo Ep del 2023 (“Wildflowers”) mostrava questa esigenza in modo ancora acerbo ma già convincente nei suoni potenti e coerenti. Soprattutto liberi da costrizioni e con la voglia di aggregare intorno a sé un nugolo di appassionati. L’accostamento con i newyorkesi Been Stellar è spontaneo e conferma lo spessore della band che, in attesa dell’album di debutto, fa uscire questo “Someday, Forever” con sei canzoni dense di emozioni e suoni avvolgenti.

Già dall’iniziale “Maybe This Was All For Us” si capisce dove si va a parare: chitarre sferraglianti, ritmo veloce e nervoso, voce che proviene dal lontano con echi ed effetti. Siamo dalle parti dei Joy Division e dell’ansia esistenziale: “Volevo una canzone che parlasse dell’ansia di essere accettati in un paese che non è il tuo e di non avere il controllo su questa situazione”. Il testo lascia diversi punti in sospeso: “I don’t feel like spending more time trying to figure out/ Will we leave this behind?”.

“A Fair Life” ha come punto di riferimento gli strati di chitarre urlanti degli Editors, con quella caratteristica sensazione di fiume in piena e le voci in sottofondo a lamentarsi delle decisioni dei governanti che non sono prese e beneficio dei governati ma vengono presentate come tali (la Brexit torna come un’ossessione nelle nuove generazioni): “And the preacher doesn’t care/ Clings to the chair like a cat/ Fill your pockets out of air/ It was a nice try”. È il brano più bello, in equilibrio tra rabbia e melodia. “If We Just ever Were” richiama con energia certi stilemi shoegaze in cui la chitarra crea vapori effettati e permette al refrain di essere potente e facilmente assimilabile in un brano che parla della libertà dagli schemi sociali e del senso di apertura che ne deriva.

“Straight Line” è la versione londinese della malinconia degli Interpol: il cantato si fa tranquillo, la chitarra disegna arpeggi luminosi e il ritmo è lento. “Someday, Forever” è la più sognante delle canzoni dell’album, lenta e ondeggiante tra due accordi in ripetizione. Voce dolente, silenzi e poi le note di chitarra a creare il pathos in un brano dalle forti tinte dream-pop che cerca di descrivere la sensazione di pienezza nel lasciare che un momento duri per sempre. “Last Day On Earth” riprende ritmo e drammaticità, basandosi sulla linea di basso e sulla batteria scomposta. Il brano prende il volo a poco a poco, pur rimanendo una ballata che parla dell’importanza di fregarsene di tutto e di dedicarsi a realizzare il proprio sogno: “We fade away, The last day on earth”.

“Someday, Forever” è un lavoro serio come solo dei giovani musicisti sanno fare. Privo di fronzoli e ammiccamenti, lontano dagli algoritmi e vicino ai cuori di chi vuole sognare con la musica. 

29/10/2025

Tracklist

  1. 1. Maybe This Was All For Us
  2. 2. A Fair Life
  3. 3. If We Just Ever Were
  4. 4. Straight Line
  5. 5. Someday, Forever
  6. 6. Last Day On Earth

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