FCUKERS - Ö

2026 (Ninja tune)
elettronica

I Fcukers – non “Fuckers”, il loro nome è un refuso intenzionale – sono nel 2026, solo quattro anni dopo la formazione, rimasti solo in due: Jackson Walker Lewis, producer e strumentista, e Shanny Wise, vocalist e già “volto” del gruppo a tutti gli effetti. L’ex-co-fondatore e batterista Ben Scharf ha lasciato alla fine del 2024, ma questo non ha impedito al duo rimasto di farsi notare rapidamente e di trovare uno spazio proprio nella scena alternativa newyorkese, a metà strada tra indie, punk ed elettronica, e diventare rapidamente uno dei nuovi nomi più chiacchierati di metà decennio.

L’atteggiamento è quello tipicamente bohémien, molto NYC, tra un Julian Casablancas, una Karen O e un The Dare – per non citare sua maestà James Murphy degli Lcd Soundsystem, chiaro loro riferimento, con il quale hanno anche già collaborato per un remix. La cantante Shanny Wise, in particolare, conferisce al progetto un carattere sardonico e provocatorio con performance vocali che vanno dall’annoiato al misterioso, ma sempre con uno stile disincantato e diretto, non certo gioioso ma a tratti certo esplosivo. Un paragone si potrebbe fare, a livello strettamente vocale, con Biig Piig: i melismi e i vocalizzi melodiosi del pop mainstream sono molto lontani.

Lo stile della cantante ben si sposa con le produzioni del collega Lewis, che nell’elaborazione delle basi del duo comprime influenze disparate che vengono in egual misura dalla house da dancefloor, dall’electroclash alternativo di inizio millennio, dall’indietronica e da un certo rock abrasivo e grigiastro che, ancora, richiama gli anni Zero – tendenza del resto, in questi mesi, non minoritaria. Dopo solo sei singoli e un solo Ep – “Baggy$$”, 2024 – il duo si affaccia frettolosamente al debutto nel 2026 con un album dal titolo sintetico: “Ö”.

Non è breve solo il titolo: l’album dura solo 28 minuti, con undici tracce succinte ma incisive, tra le quali il duo decide saggiamente di non inserire alcun singolo pre-2025. Esclusa anche la mini-hit cult “Homie Don’t Shake”, la canzone che più di ogni altra li ha messi, come dicono gli americani, sulla mappa. Il materiale qui è invece tutto nuovo, fresco e invitante: ritmiche essenziali e decise, produzioni dirette e scheletriche che privilegiano bassi e distorsioni, e decise atmosfere anni Zero che richiamano, più che i maestri newyorkesi, certe realtà tech-house europee come quelle dei Digitalism, Mason, Mylo o i primi Justice.

C’è sempre comunque spazio per deviazioni ed esplorazioni eclettiche, per esempio negli accenti “bubblegum” della leggiadra “Butterflies”, un brano alla Piri & Tommy; nel carattere inquietante e quasi “dark” di “If You Wanna Party, Come Over To My House”; nella fantasia esotica orientaleggiante del brano di apertura, “Beatback”.

Altrove si va anche oltre, quasi alla ricerca di una a-musicalità nichilista che davvero richiami gli anni Zero non solo in teoria: “Play Me” ne è un esempio, con bassi potenti che riportano subito alla mente il buon vecchio Mr. Oizo.

Uno dei brani più forti rimane certamente “L.U.C.K.Y.”, che già nel titolo puntato si richiama alla famosa “D.A.N.C.E.” dei Justice e vi si avvicina anche con un approccio house molto simile e, diciamolo tenendo presente che parliamo di un gruppo alternativo, “commerciale”. Stesso dicasi per “I Like It Like That”, melodiosa e ballabile, testimonianza ulteriore di come nonostante la loro proposta musicalmente “ostica”, Lewis e Wise sappiano perfettamente come si scrive una canzone per il grande pubblico.

Tra gli altri brani, ragguardevoli anche l’inserto “Shake It Up”, un divertissement quasi giullaresco che rimanda allo stile, molto attento alla texture di ritmo, del duo francese anni 10 The Dø; l’esperimento simil-reggae – impossibile non ripensare ai Major Lazer – di  “TTYGF”; e la distrazione folk/jungle di “Getaway”, un brano dai forti tratti acid – starebbe bene in un disco dei Basement Jaxx – e psichedelici che suggerisce la voglia forte di provare cose nuove ed estendersi oltre quello che è stilisticamente un punto di partenza già superlativo. Lo dimostra anche la chiusura “nobile” di “Feel The Real”, un pezzo certamente più autoriale ed elegante, con influenze soul e urban, nella quale Shanny Wise splende davvero alla voce come una Róisín Murphy: pare davvero di ascoltare i Moloko o gli Everything But The Girl – siamo quindi qui decisamente più negli anni 90 che nei 00 e in territorio trip-hop.

L’impressione finale è quella di un duo che vuole comunicare una certa percezione di sé senza tuttavia avere intenzione, per il momento, di “scoprire tutte le carte”, per così dire. Ossia: i Fcukers, come emerge dall’ascolto di questo album di debutto, sono molto più di quello che, per il momento, sembrano disposti a far sentire. In “Ö” i brani fluiscono uno nell’altro in soluzione di continuità e con naturalezza, dando prova della costruzione di uno stile solido e, per quanto sfaccettato, coerente e deciso. Se in apparenza l’approccio del gruppo sembra molto “punk”, le sfumature esplorate lungo la lista tracce svelano influenze plurali e idee inaspettate, nonché la chiara ambizione di fare una musica che possa, prima o poi, superare le limitazioni della dimensione della scena club. E sembra davvero che questi due ragazzi – entrambi prossimi alla trentina – abbiano tutto quello che serve. Se poi potranno davvero essere un progetto rivoluzionario o se resteranno solo un nome minore e “cult” della musica alternativa anni 20, questo lo potremo sapere solo a suo tempo.

11/04/2026

Tracklist

  1. 1. Beatback
  2. 2. Lucky
  3. 3. Butterfiels
  4. 4. If You Wanna Party, Come Over To My House
  5. 5. Play Me
  6. 6. Shake It Up
  7. 7. I Like It Like That
  8. 8. TTYGF
  9. 9. Lonely
  10. 10. Getaway
  11. 11. Feel The Real

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