NU GENEA - People Of The Moon

2026 (Carosello)
nu disco

Li avevamo lasciati danzanti sui tavoli del “Bar Mediterraneo”, persi tra i richiami di una terra, la Sicilia, e altri immancabilmente provenienti dalla natia Napoli, in un disco che ha raccolto il plauso della critica e anche del pubblico, confermandoli mattatori dei festival più chiccosi del vecchio continente e non solo. E li ritroviamo quattro anni dopo maturati, più composti e con la testa e i fianchi ondeggianti sulla Luna, in un nuovo album, il terzo in carriera, che ospita il cantautore inglese Tom Misch, la cantautrice andalusa María José Llergo, la partenopea Fabiana Martone, la libanese Celinatique e il percussionista carioca Gabriel Prado.

“People Of The Moon” emancipa fin dalla copertina, semplice e richiamante in parte l’estetica di “Shamal” dei Gong, uno dei dischi più sottovalutati dell’allegra combriccola di David Allen, Lucio Aquilina e Massimo Di Lena ad alfieri di una rinascita sudeuropea e magrebina di una nu-disco balearica, che strizza l’occhio un po’ dappertutto al raï algerino e alla jùjú nigeriana e ad altre fascinazioni esotiche, tra cui ovviamente certa samba. 
Dalla potenziale hit “Puleza”, con cui riaffiora il Neapolitan power di avitabileana memoria, alla bossa nova da pellicola romantica dei Settanta di “Celavi”, fino alle ritmiche frizzanti da party sulla spiaggia organizzato su qualche lido del girgentano di “Carè”, le dieci canzoni di “People Of The Moon” abbracciano all’unisono dialetto napoletano, arabo, inglese, spagnolo e portoghese, dando vita a una danza sinuosa che rinfresca e altrove culla.

In questo pimpante festino al tramonto, che spuntino echi afro, come in “Ma Tu Che Bbuò”, e altri brasileiri con tanto di sintetizzatore spaziale, tipo in “Ondas Do Mar”, l’effetto è sempre lo stesso, e ci si diverte a ballare senza sudare troppo sul bagnasciuga, mettendo da parte i pensieri negativi e i drammi della quotidianità. Perché i Nu Genea, in fondo, ambiscono ancora una volta a lenire gli animi potenziando il loro background di ascolti in una ricetta in apparenza popolare ma gourmet nella sostanza. Il che non è affatto un difetto, tutt’altro.

Con “People Of The Moon”, dunque, i due polistrumentisti partenopei restano fedeli alla loro linea, decorandola ulteriormente senza strafare e soprattutto con un approccio sornione, genuino, mai forzato. E’ questa, per ora, la loro caratteristica più affascinante.
Mancano forse i guizzi e gli impulsi di “Nuova Napoli”, che a conti fatti rimane ancora il loro “album capolavoro”, ma allo stesso tempo resta intatta la voglia matta di divertirsi con classe, tra improbabili camicie hawaiane e sorbetti da gustare in fretta, prima che il sole divori ogni cosa. E tanto basta.

09/05/2026

Tracklist

  1. Acelera with María José Llergo
  2. Onenon with Tom Misch
  3. Puleza with Fabiana Martone
  4. Celavì with María José Llergo
  5. Carè
  6. People of the Moon
  7. Ma Tu Che Bbuò
  8. Sciallà
  9. Shway Shway with Celinatique
  10. Ondas Do Mar with Gabriel Prado

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