ROLLING STONES - Goats Head Soup (Deluxe Edition)

2020 (Polydor)
blues, rock'n'roll

Chiunque stiate ascoltando adesso,

non sarebbe in giro se non fosse per me

(Keith Richards)

Considerato il fratellino minore e meno virtuoso dei quattro album che lo precedettero, “Goats Head Soup” ha avuto la “sfortuna” di essere stato concepito a margine dell’irripetibile quadriennio che consacrò in maniera definitiva la grandezza dei Rolling Stones. Quattro anni, quelli che andarono dal 1968 al 1972, che svuotarono la band, logorata non soltanto da tour infiniti condotti all’insegna di ogni immaginabile eccesso, ma anche dalle smanie di presenzialismo di Mick Jagger, sempre più coinvolto dai clamori del jet set e flirt da prima pagina, dal baratro della tossicodipendenza che si era aperto come una voragine sotto i piedi di Keith Richards, dal malcontento strisciante di Mick Taylor, che di lì a poco abbandonerà la partita, insoddisfatto dal non vedersi accreditato quasi alcun contributo in sede compositiva.

Sembravano in pista da due secoli, ma in realtà gli Stones esistevano da meno di dieci anni. Dieci anni durante i quali erano diventati nell’immaginario collettivo la più grande rock’n’roll band del pianeta, avevano prodotto canzoni assurte a simbolo di un’intera generazione, erano sopravvissuti agli eterni rivali Beatles, dimostrando peraltro di essere molto più efficaci di loro nella dimensione live. Nel frattempo avevano perso per sempre il fondatore Brian Jones, erano presenze abituali nelle aule dei tribunali, e banditi sia dall’Inghilterra per diatribe fiscali che da quasi tutto il resto del globo per i problemi legati all’intenso consumo di stupefacenti.

Quasi tutto il globo: in realtà se in quei giorni per loro era diventato impossibile ottenere un visto per entrare negli Stati Uniti, in Giamaica erano ben disposti a ospitarli per le registrazioni di quello che sarebbe diventato il successore del doppio “Exile On Main Street”, per molti il capolavoro assoluto del gruppo. Fare meglio di “Goats Head Soup”, pubblicato alla fine di agosto del 1973, in quel momento sarebbe stato oggettivamente impossibile. Ma non era tanto un problema di scrittura: a mancare era proprio l’energia in fase di esecuzione, tanto è vero che il pezzo trainante dell’album, per una volta, è una ballad, forse la ballad per antonomasia dell’intera carriera dei Rolling Stones, “Angie”. Ma la situazione, nonostante la rilassante atmosfera caraibica, restava complicata. Persino lo scatto scelto per la copertina fu estremamente dibattuto, quella fotografia che ritraeva Jagger in una posa molto Audrey Hepburn, da lui osteggiata.

Sta di fatto che, nonostante tutto, “Goats Head Soup”, progetto attraverso il quale si immerse nel glam-rock l’anima profondamente blues del gruppo, finì primo in classifica su entrambe le sponde dell’Atlantico e, pur se non divenne mai un vero classico della band inglese, riuscì a essere sufficientemente rivalutato nel tempo, anche grazie al fatto che diversi dei lavori successivi si rivelarono a loro volta qualitativamente inferiori.

L’edizione deluxe, contenente i dieci brani originali rimasterizzati, rende definitiva giustizia al disco, e per più di un motivo. Anzi tutto per la presenza di tre inediti che incrementano il tasso energetico complessivo, fra i quali spicca “Scarlet”, eseguita con la partecipazione di Jimmy Page. Secondariamente perché vengono inseriti demo, versioni strumentali e alternative mix che risaltano la bellezza di alcune tracce, svelando interessanti aspetti del processo compositivo del gruppo.

In coda al disco tra i bonus compaiono anche due remix dell’inedita “Scarlet”, realizzati rispettivamente dai War On Drugs (con il basso in bella evidenza) e dai Killers. Ma a rendere ancor più indispensabile questa dovuta deluxe edition è la registrazione del concerto che la band tenne il 17 novembre 1973 alla Forest National Arena di Bruxelles, che contribuisce a riabilitare i brani estratti da “Goats Head Soup”, dimostrando una volta di più (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che razza di diabolica ed eccitante macchina live fossero.

Scorrono quindici super classici che riflettono la straordinaria capacità della band di costruire canzoni sensazionalmente coinvolgenti. Se non ne avete a casa una copia, potete serenamente porre rimedio con questa edizione di “Goats Head Soup”, che finalmente la rende un’opera tutt’altro che secondaria nell’imponente, monumentale discografia dei Rolling Stones.

06/11/2020

Tracklist

  1. Disc 1 - Remastered
  2. 1. Dancing With Mr D
  3. 2. 100 Years Ago
  4. 3. Coming Down Again
  5. 4. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
  6. 5. Angie
  7. 6. Silver Train
  8. 7. Hide Your Love
  9. 8. Winter
  10. 9. Can You Hear The Music
  11. 10. Star Star
  12. Disc 2 - Bonus
  13. 1. Scarlet
  14. 2. All The Rage
  15. 3. Criss Cross
  16. 4. 100 Years Ago - Piano Demo
  17. 5. Dancing With Mr D - Instrumental
  18. 6. Heartbreaker - Instrumental
  19. 7. Hide Your Love - Alternate Mix
  20. 8. Dancing With Mr D
  21. 9. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
  22. 10. Silver Train
  23. 11. Scarlet - The War On Drugs Remix
  24. 12. Scarlet - The Killers & Jacques Lu Cont Remix
  25. Disc 3 - Live at Forest National Arena, Bruxelles, 17/10/1973
  26. 1. Brown Sugar
  27. 2. Gimme Shelter
  28. 3. Happy
  29. 4. Tumbling Dice
  30. 5. Star Star
  31. 6. Dancing With Mr D
  32. 7. Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
  33. 8. Angie
  34. 9. You Can't Always Get What You Want
  35. 10. Midnight Rambler
  36. 11. Honky Tonk Women
  37. 12. All Down The Line
  38. 13. Rip This Joint
  39. 14. Jumpin' Jack Flash
  40. 15. Street Fighting Man

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