LITTLE PIECES OF MARMELADE - Mexican Sugar Dance

2025 (Astralmusic)
alt-rock, crossover, garage-psych, lo-fi

Troppe persone continuano a percepire come musicisti di serie B coloro che tentano di raggiungere la popolarità attraverso la partecipazione a un talent show. Saranno forse colpevolizzati a vita i Maneskin e Marco Mengoni per aver trovato il successo partecipando rispettivamente a X-Factor (secondi classificati nel 2017, poi arriveranno Sanremo e l’Eurovision) e Amici (peraltro vincendolo, nel 2009). È in realtà una delle possibili strade per accompagnare giovani talentuosi davanti a un pubblico che altrimenti non riuscirebbero mai a raggiungere, un’opportunità che va poi fatta germogliare e crescere con tanto lavoro, idee, ispirazione, organizzazione. Se i Little Pieces Of Marmelade (usciti proprio da X-Factor) fossero stati americani, probabilmente oggi avrebbero avuto un riscontro ben più importante, e invece continuano a essere percepiti da molti come i figliocci raccomandati di Manuel Agnelli (uno di quelli che sa fare scouting molto bene), per il quale fra l’altro hanno anche suonato come backing band senza affatto demeritare.

“Mexican Sugar Dance”, concepito in lingua inglese, è il terzo album dei Little Pieces Of Marmelade, la prima parte di un ambizioso percorso che troverà completamento il prossimo 10 dicembre con la pubblicazione di un altro disco, questa volta in italiano, “4040DEI (Errore degli Dei)”. Istintivo e spontaneo, “Mexican Sugar Dance”, è stato registrato quasi di getto nello studio di proprietà del duo marchigiano, situazione che gli ha consentito di comporre e suonare senza subire alcuna pressione esterna da parte di discografici e produttori.

Dodici canzoni dal forte respiro internazionale, che intendono mettere subito in chiaro le cose: DD e Frankie fanno di tutto per sparigliare le carte e inserire nella propria scrittura il maggior numero di influenze possibili, senza preoccuparsi di fornire troppi elementi per un corretto orientamento.

“Family Therapy” mostra il medesimo approccio scanzonato di certe hit dei Black Keys, “Fame” si srotolata su un crescendo che fa molto Prince, con tanto di assolo finale figlio del folletto di Minneapolis, “Love” si apre con il passo funky del basso per poi schiudersi verso una costruzione d’impronta inequivocabilmente psych.

Non ci sono direttrici univoche, ma un continuo susseguirsi di fonti di ispirazione: dalle ascendenze wave di “Sonic Bloom” ai suoni super-saturi di “Qnew”, dal mood felpato (almeno nella prima parte) di “Doomy” all’approccio vintage di “D33pthroat”, fino alla pirotecnica conclusione affidata alla title track. Il tutto è basato sulla passione per la sperimentazione e sulla ricerca di soluzioni poco allineate: DD si diletta a elaborare nuovi suoni per la batteria, inserisce un wurlitzer e qualche synth analogico, Frankie gioca con tecniche di registrazione e mixaggio poco convenzionali.

Il risultato è un progetto fedele all’estetica lo-fi, volutamente imperfetto, a tratti persino scomposto, alieno alla perfezione formale di troppe produzioni dei nostri giorni.

15/10/2025

Tracklist

  1. 1. Family Therapy
  2. 2. Fame
  3. 3. Love
  4. 4. Sonic Bloom
  5. 5. Glass Villain
  6. 6. Qnew
  7. 7. Doomy
  8. 8. Sniffing Stars
  9. 9. D33pthroat
  10. 10. Path Of Glory
  11. 11. Sad Funk
  12. 12. Mexican Sugar Dance

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