Boards Of Canada

Music Has The Right To Children

1998 (Warp) | elettronica

E’ opinione sempre più diffusa che la musica rock, così come canonicamente intesa, non abbia oramai più molto di nuovo da dire, e continui da anni a ripetere pedissequamente sé stessa, citando stereotipi ed ammalandosi di incurabile retromania, riciclando tutto il possibile dalle ere glaciali precedenti. A corollario di questo teorema, c’è la visione secondo la quale l’unica vera frontiera musicale della nostra epoca sarebbe l’elettronica, il solo genere oggi in grado di spostare in alto l’asticella, di esplorare nuovi sentieri, soprattutto quando sceglie di contaminarsi con altri stili. A dimostrazione di ciò si prende comunemente ad esempio il caso scuola Radiohead, fra i più abili a miscelare rock ed elettronica in quella dichiarazione d’intenti che è stata “OK Computer”.
Il rapporto fra i due generi non è assolutamente conflittuale: molti estimatori dei palcoscenici rock apprezzano i lavori di compagini quali Chemical Brothers, Prodigy, Massive Attack, Underworld o Transglobal Underground. Ed oggi sono in molti a scoprire un nome nuovo nel palcoscenico della musica sintetica, un progetto scozzese, nato in maniera allargata e presto ridotto a sole due persone, peraltro fratelli: Michael Sandison e Marcus Eoin, rispettivamente classe 70 e 71.

I Boards Of Canada iniziarono a muovere i primi passi nel 1986 e, dopo una corposa gavetta materializzata in numerosi EP, giungono alla pubblicazione del primo vero album. Sin dalla prime cassettine fatte circolare nella zona di residenza, i Boards si mostrarono interessati alla rielaborazione di musiche usate nei documentari: persino il nome della band deriva dal “National Film Board Of Canada”, importante agenzia governativa canadese con sede principale a Montreal che si occupa prevalentemente della produzione e distribuzione di documentari naturalistici.
Il motivo è presto spiegato: nel 1979 papà Sandison si trasferì con tutta la famiglia per un anno ad Alberta, in Canada, dove i fratellini trascorrevano molto tempo guardando in televisione le produzioni del National Film Board. Per chiunque sarebbe stata una noia mortale, non per loro, incuriositi e colpiti già in tenera età da quei sottofondi musicali realizzati con primordiali synth. L’immagazzinamento di queste informazioni sonore, unito alla visione di rilassanti paesaggi naturali, svilupperà nei futuri musicisti il background necessario per poter elaborare una visione musicale assolutamente personale. L’attività live intanto si intensifica e le performance assumono sempre più le sembianze di eventi multimediali, basati tra l’altro sulla proiezione di video autoprodotti.

Le prime registrazioni carbonare di cui si ha notizia risalgono agli EP “Catalog 3” (1987) e “Acid Memories” (1989) editi in pochissime copie esclusivamente su cassetta. Grazie a “Closes Vol. 1” (del 1992, ma ristampato dalla Warp nel 1997) i ragazzi iniziarono  a crearsi una piccola reputazione locale nella natia Scozia, e si infittirono le prime collaborazioni.
Michael e Marcus si destreggiavano abilmente fra samples e cut-up, e con il passare dei mesi gli esperimenti si direzionarono in maniera sempre più adulta e consapevole, finché grazie a “Twoism” (pubblicato nel 1995 con ancora in line-up Chris Horne), ed al successivo “Boc Maxima” (1996) vennero notati dalla Skam Records, etichetta specializzata in musica elettronica di stanza a Manchester, la quale diede alle stampe i successivi “Hi Scores” (1996) e “Aquarius” (1998).

E qui arrivò la svolta: un contratto con la Warp Records, che genera oggi (in co-produzione proprio con la Skam) quello che può essere considerato il loro primo vero album ufficiale, “Music Has The Right To Children”, lanciato anche sul mercato statunitense grazie all’intervento della Matador. Con tali nomi alle spalle, non è impossibile immaginare i Boards Of Canada nell’olimpo dei nomi caldi della scena electro.
La Warp, grazie all’acquisizione delle prestazioni dei fratelli Sandison, completa così un fenomenale trittico composto da Autechre, Aphex Twin e Boards Of Canada, perfetto per rilanciare in forma sintetica il revivalismo sonoro degli anni 70, con gli ultimi che si ispirano apertamente  all’operato dei primi due. Fra l’altro i BoC remixarono alcune cose degli Autechre e suonarono con loro al Phoenix Festival del 1997.

Music Has The Right To Children”, 71 minuti di elettronica digitale d'alta classe in bilico tra atmosfere lente, melodie trasognate, sibili galattici ed invenzioni ritmiche, raccoglie in parte composizioni già diffuse nei precedenti Ep, alcune opportunamente modificate o remixate. Centrifugando i ricordi dell’infanzia scozzese, fatti di immagini sfocate (come l’inquietante famigliola senza volti ritratta in copertina) e vecchi Super8, i fratellini si lanciano nel disegno di un proprio mondo, costruito su disegni ritmici irregolari, percussioni psichedeliche, rumori meccanici e beat hip-hop midtempo.
Meno minimalisti e più ovattati rispetto ai compagni di scuderia, i due scozzesi umanizzano le proprie tessiture sonore, innervandole di pulsazioni calde, come nella intelligent- dance di "Aquarius", proiettata verso una sorta di funk surreale. Le tracce scorrono in maniera fluida, tanto che risulta difficile determinare dove finisca una ed inizi la successiva. Le soluzioni sono interessanti e variegate: la delicata partitura spaziale di "An Eagle in Your Mind" pullula di droni e beat sincopati, vibrazioni ipnotiche costellano l'escursione galattica di "Roygbiv", le atmosfere divengono invece eteree nelle lente piece "Turquoise Hexagon Sun" e "Happy Cycling".

Composizioni più complesse si alternano a brevi intermezzi (quasi sempre sotto i due minuti) che delineano scenari fra l’apocalittico e l’etereo. Le semplici melodie, adagiate su elaborati breakbeat ritmici, ambiscono a definire un nuovo standard ambientale. L’effetto nostalgia è sempre dietro l’angolo, ma i Boards guardano dritti verso il futuro, in una new wave elettronica ricca di alchimie coraggiose, dove i mood ambientali si impossessano spesso del centro della scena.
Non è difficile intravedere ricercate commistioni con la musica kraut, la psichedelia, persino con la jungle, il funk e soprattutto con l’hip-hop, in un lavoro che contribuisce ad aprire la musica elettronica verso nuovi scenari ed arditi crossover. L'effetto finale è uno stato di relax cosmico assai vicino alla trance, uno stimolante modello di ambient music disseminato di stravaganze, che potrebbe diventare in breve tempo un nuovo modello di riferimento.

(24/02/2014)

  • Tracklist
  1. Wildlife Analysis
  2. An Eagle In Your Mind
  3. The Color Of The Fire
  4. Telephasic Workshop
  5. Triangles & Rhombuses
  6. Sixtyten
  7. Turquoise Hexagon Sun
  8. Kaini Industries
  9. Bocuma
  10. Roygbiv
  11. Rue The Whirl
  12. Aquarius
  13. Olson
  14. Pete Standing Alone
  15. Smokes Quantity
  16. Open The Light
  17. One Very Important Thought
  18. Happy Cycling
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