Rich Aucoin

We're All Dying To Live

2011 (Sonic Records) | art-pop, progressive indie-pop

Cosa aspettarsi da "We're All Dying To Live" è chiarissimo fin dalla copertina. Ma lo sarebbe ancora di più se da qualche parte ci fosse il sottotitoletto: "Illinois, part 2".
La recensione dunque potrebbe/dovrebbe finire qui: giusto un paio di note biografiche (Rich Aucoin, canadese di Halifax, età tra i venti e i trenta, due Ep alle spalle) e siamo già pronti ad archiviare questo clone di Sufjan Stevens, per passare al prossimo.

E invece no. Perché il disco è bello, è strano, e ricco di spunti. Merita che se ne parli e perfino - udite udite - che lo si ascolti. Catapultatevi allora su Bandcamp, schiacciate play e mettetevi comodi: andiamo alla scoperta di questo piacevolissimo guazzabuglio.
Il signorino Aucoin ha fatto le cose in grande. "The Morning Becomes Eclectic", la prima traccia, è una overture strumentale con fiati, sitar, pianoforte a pedale abbassato, mellotron o chi per esso e un piglio Arcade Fire/festante che non lascia dubbi sul livello di grandiosità sfoderata dal disco. D'altra parte, la monumentalità fa parte del progetto: tre anni di lavoro, un film di un'ora sincronizzato alla musica, più di 500 musicisti coinvolti, sparsi per tutto il Canada.
Condivisione e collaborazione sono le parole magiche che hanno reso possibile l'impresa. I musicisti sono stati selezionati secondo la logica del "chiunque voglia partecipare è ben accetto": ci son finiti dentro dunque cori, jazzisti, musicisti classici, bimbi delle elementari, bande di paese, membri e collaboratori di Arcade Fire, The Besnard Lakes, Feist, gente della Arts&Crafts e chi più ne ha più ne metta (la lista completa è ancora sconosciuta). Il super-video che accompagna il disco, poi, è stato realizzato unendo spezzoni di quaranta film di pubblico dominio (per decadimento dei diritti d'autore, o perché protetti da Creative Commons).

Ma dicevamo delle tracce, più di venti, che compongono il disco. Tutto questo bel parlare di cooperazione avrà suggerito che lo spirito è quello della nuova coralità: così infatti è, ma le sorprese non mancano. Il ventaglio stilistico è impressionante, e il disco pare andare a mille giri. Ai prevedibili riferimenti a tutti i più tintinnanti ottimisti neocorali, si aggiungono maestri del pop colorato di ogni epoca: Beach Boys, Elo, Mgmt, Flaming Lips, ma anche Daft Punk e - palesemente - Justice.
"Brian Wilson Is A.L.i.V.E.", con coretti di bambini, bassone superfunky, battiti di mani sintetici e archi disco sparati nella stratosfera pare in effetti un'outtake di ; e non è mica tanto strano, visto che Aucoin ha voluto al suo fianco lo stesso uomo per il mastering, Nilesh Patel. E "P:U:S:H", non ricalca spudoratamente "Harder, Better, Faster Stronger"? Sì, ma il tripudio di broken beat, lì e altrove, pare più roba da Beck.

Nomi, nomi, nomi. Basta, ne ho fatti troppi. La cosa non rende onore a un disco che è fatto soprattutto di grande personalità (camaleontica, trasformista, kitsch, ma pur sempre personalità) e talento musicale. I pezzi fluiscono l'uno nell'altro, hanno arrangiamenti caleidoscopici ma impeccabili, sono un continuo uno-due di melodie da k.o.
Non sperate di ricordarvene una - quello no; non c'è il tempo di sedimentare un ritornello che subito arriva il successivo. E quando non è il tema a cambiare, è l'arrangiamento che spiazza: tanti pezzi sono sequele di voltafaccia musicali e non importa se non hanno un capo e una coda, sono perfetti così. Poi però arrivano quei cinque/sei/dieci pezzoni che superano la fatidica soglia dei tre minuti e fanno andare ogni cosa a fuoco. Prova ne sia, per dire, la suite "Undedad", che fa festa trascina entusiasma e non sta ferma un attimo.
C'è di tutto in quest'album, non si riesce a stargli dietro. Una cosa, però, manca del tutto: la malinconia. Caso più unico che raro, "We're All Dying To Live" è indie-pop all'insegna dell'ottimismo più sfrenato. Una boccata d'ossigeno, in tempi come questi.

(01/12/2011)

  • Tracklist
  1. The Morning Becomes Eclectic Overture
  2. All You Cannot Live Without
  3. Being In Need Of Something
  4. Even If All Your Friends Abondoned SMiLE
  5. Brian Wilson is A.L.i.V.E. (All Living Instantly Vanquish Everything)
  6. We're All Slaves To The Two-Four
  7. The Little Creatures Know
  8. It
  9. The Greatest Secret In The World
  10. Watching Ice Station Zebra For The 151st Time
  11. P:U:S:H
  12. We Must Imagine Sisyphus/Ourselves Happy
  13. 1929-1971
  14. Watching, Wishing, Waiting
  15. Please Give This To Seymour Stein
  16. Hope For The Flowers
  17. Undead Pt. 1: Estrangement
  18. Undead Pt. 2: Reconciliation
  19. Watching Herzog And Listening To The Idiot
  20. Living To Dye
  21. Dying To Live
  22. 500 People Talking
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