Poliša

Give You The Ghost

2012 (Memphis Industries) | soul, trip-hop, elettronica

Era evidente che le sensuali e prorompenti idee musicali del progetto Gayngs fossero solo un antipasto del succulento buffet della band di Minneapolis. Il produttore Ryan Olson e la vocalist Channy Leaneagh sciolgono le briglie e approdano alla Memphis Industries con un progetto collaterale, Poliça, che rimescola la sensibilità pop con il soul e il trip-hop e crea una mini-sinfonia in chiave dub coinvolgendo ancora una volta l'amico Bon Iver.
Flussi costanti di ritmi affidati a due batteristi e vortici vocali sostenuti dall'autotune (un software che garantisce una correzione di tutte le imperfezioni vocali con un effetto di distorsione, reso noto soprattutto da "Believe" di Cher) realizzano il fulcro sonoro delle canzoni, mentre campionamenti e percussioni trattate elettronicamente duellano con un basso pulsante, unico elemento fisico percepibile nel sognante ed etereo avvicendarsi di melodie evanescenti, spesso sottolineate da fiati e ottoni.

Non è un album di canzoni pop rivestite da una coltre di suoni alieni: sono le stesse movenze armoniche degli strumenti il breviario che dà origine a ogni variazione sul tema, che annulla tutte le evidenti influenze che si diramano a 360 gradi includendo Talking Heads, Daft Punk, Animal Collective e Kate Bush, evocando i mantra afro-jazz e la ciclicità di "Slave To The Rhythm" di Grace Jones.
"Give You The Ghost" è il manifesto della fusione cibernetica tra avant-garde, elettronica e gli ultimi scampoli di sensibilità della razza umana. Quando sembra che sia l'elemento naturale a vincere ("Form") ci si accorge che il flusso ritmico è robotizzante e privo di meraviglia o stupore, ma basta girare pagina e ritornare al singolo "Dark Star" per perdersi in una sensualità che segue le progressioni di un ipnotico groove, con splendide incursioni di fiati e un riff memorabile. Resta sempre percepibile un certo flavour malinconico e sognante - le code strumentali e vocali di ogni brano inseguono un climax emotivo che resta sempre vivo, e non è difficile pensare ai Cocteau Twins in episodi dream-pop così perfetti e lussuosi come "Lay Your Cards Out" con la partecipazione di Mike Noyce.
La voce di Channy Leaneagh è l'elemento di coesione e di disturbo del progetto Poliça. I groove si muovono tra raffinate soluzioni armoniche, a volte figlie del jazz ("Happy Be Fine"), del noise ("Amongster"), del kraut-rock ("The Maker") e inevitabilmente della disco e dell'hip-hop ("Violent Games").

Come un tappeto ricamato con arte sublime, "Give You The Ghost" agita i fantasmi dell'immaginazione con una serie di stati emotivi a volte confusionali, a tratti sognanti (si pensi a "Wandering Star") ma in definitiva eccellenti e ricchi di inventive e dinamica. Un album dal fascino mesmerico che induce al repeat continuo e incessante, grazie anche allo splendido intreccio elettronico finale di "Leading To Death", ma anche un progetto che disturba alcuni canoni estetici provocando un leggero disappunto - ma è proprio quella percezione di fascino nefasto e indefinito che lo candida tra gli album più invitanti e seducenti del 2012. I Poliça vi conquisteranno, la loro proposta non va sottovalutata.

(15/06/2012)



  • Tracklist
  1. Amongster
  2. I See My Mother
  3. Violent Games
  4. Dark Star
  5. Form
  6. The Maker
  7. Lay Your Cards Out (feat. Mike Noyce)
  8. Fist, Teeth, Money
  9. Happy Be Fine
  10. Wandering Star
  11. Leading To Death
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