Pochi potrebbero negarlo: il mondo scandinavo, per molti di noi tanto remoto quanto segretamente vicino, ha saputo negli anni imporsi come una delle regioni musicalmente più vitali dell'intero pianeta, a dispetto di dimensioni certo non ragguardevoli e di una collocazione geografica per più aspetti periferica. Una scena multiforme e policentrica, senza particolari cifre di genere a prevalere sulle altre, che ha tuttavia aperto la strada a un flusso pressoché ininterrotto di artisti più o meno slegati fra di loro, ma sempre mossi da un afflato originario e da una visione fortemente personale della propria ricerca. A questa via tutta scandinava alla popular music OndaDrops dedica dunque il suo quinto capitolo, nel tentativo di esplorare (senza esaurire, ma suggerendo semmai suggestivi percorsi e associazioni) la composita geografia musicale del profondo nord europeo, con il proposito neanche troppo nascosto di illuminare alcune delle sue zone più segrete e preziose. Risuonano in queste canzoni (tutte rigorosamente in esclusiva per il sito), siano esse pop, folk, ambient o rock, molte delle caratteristiche costitutive dello "spirito" nordico: la predilezione per melodie garbate ed eleganti, una sospensione densa di attese, la percezione costante della vastità del tempo e dello spazio, il delicatissimo legame affettivo con la natura. Basterebbero le bellissime parole del recente premio Nobel Tranströmer per definire tutto questo: "Presenza di Dio./ Nel tunnel del canto degli uccelli/ si apre una porta chiusa a chiave". Fate posto nel vostro taccuino a questa piccola collezione di cartoline e haiku, nella consapevolezza che difficilissimo sarà privarsene.


Emerald ParkEmerald Park
Gli svedesi Emerald Park vengono da Malmö e hanno avuto un buon successo internazionale con il loro secondo album "For Tomorrow", prodotto dal piccolo genio che risponde al nome di Ola Frick, talentuoso polistrumentista e titolare dei Moonbabies. Uscito nel 2008 e di nuovo, in versione espansa e in free download su Bandcamp, nel 2010 è stato l'album in download gratuito più scaricato in Svezia.
Nel marzo di quest'anno vedrà la luce un nuovo lavoro, "The Rules Of Engagement", dal quale è già stato tratto il singolo "Reality Bites" e di cui farà parte anche la canzone "Things" che ci è stata regalata in anteprima.
La scelta della band è ricaduta su "Things" poiché, secondo l'opinione di Tobias Borelius, cantante e chitarrista della band, "È una canzone che rappresenta il perfetto amalgama tra il suono del vecchio album e quello di "The Rules Of Engagement": il nuovo album avrà un'ispirazione più folk e sarà pieno di canzoni suonate con l'ukulele e la viola". Le premesse per un lavoro interessante ci sono tutte.
Gli Emerald Park sono: Tobias Borelius (voce, chitarre acustiche, ukelele), Martina Johansson (voce), Frans af Schmidt (chitarra elettrica), Conny Fridh (basso), Daniel Jönsson (tastiere), Måns Katsler (batteria) e Mattias Wilke (violino).    
Emerald Park - Things
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ÚtidúrÚtidúr
Innanzitutto un "aiutino": "Útidúr" pare si debba pronunciare "ooh! - detour". Questa giovane band dal nome difficile, fondata a Reykjavík dal cantante e chitarrista Gunnar Örn e dalla tastierista Kristinn Roach nell'estate del 2009, si è velocemente evoluta fino a diventare una piccola orchestra di dodici elementi fissi.
Il loro chamber pop solare e gioioso è arrivato in Italia grazie alla Bad Panda Records, etichetta romana che cede gratuitamente sulla rete singoli di giovani e promettenti band da tutto il mondo che, nel 2010, ha licenziato il singolo "Fisherman's Friend/Grasping for Thoughts".
A breve distanza è seguito l'album di debutto "This Mess We've Made". Registrato nell'estate del 2010 negli studi di Sundlaugin, di proprietà dei Sigur Rós, è un esordio esuberante e vitale, composto, così come programmaticamente chiarisce il titolo, da canzoni frizzanti, rumorose e sghembe, nella miglior tradizione dell'indie folk islandese.
"Let's Make Space" è una versione alternativa del brano "Let's Make Room", contenuto nell'album di debutto, e dimostra quanto il prossimo lavoro degli Útidúr (un Ep che uscirà entro primavera) sarà ancora più ambizioso e colorato.
Útidúr - Let's Make Space [download]


I'm KingfisherI'm Kingfisher
Essere annoverati dal Times tra i sei portabandiera del pop svedese dai tempi degli ABBA non è cosa da tutti. Si sarà sentito di certo onorato di questo titolo Thomas Jonsson, cantautore che, grazie a una sensibilità musicale fuori dal comune e alla capacità di abbinare una grande forza espressiva a uno stile minimalista estremamente curato, si colloca tra i nomi più interessanti della scena folk-pop scandinava. Dopo aver raccolto crescenti consensi di critica e pubblico con tre album a firma Thomas Denver Jonsson, nel 2010 il songwriter svedese ha scelto per sé il moniker I'm Kingfisher ed è tornato con "Arctic", album dedicato alle spedizioni di Fridtjof Nansen al Polo Nord e primo capitolo di una trilogia incentrata sui temi dell'identità e della passione, e sui mille dubbi che popolano la mente dell'uomo. Nell'attesa della pubblicazione del successivo capitolo della trilogia (tra fine 2012 e inizio 2013), Thomas apre per OndaRock lo scrigno segreto di una sessione acustica nella quale, insieme al suo produttore Carl Edlom, ha registrato tutti i brani contenuti in "Arctic" in una seconda versione fatta solo di voce, chitarre e tastiera. Il freddo inverno (dei cuori) si dissolverà senz'altro al calore della splendida alt-version di "A Continent Lost".
I'm Kingfisher - A Continent Lost (Acoustic Version) [download]


Lady SpaceLady Space
Trio originario di Gävle, i Lady Space rappresentano un'esperienza musicale atemporale e alquanto rara nella pur variopinta offerta del panorama musicale nordico; si rivolgono infatti ai misteri di un recondito misticismo folk (segnatamente quello di antica tradizione britannica) veicolato da cristallino fingerpicking, melodie nitide e frammenti di semplice e trasognata psichedelia. Chitarre, basso, organo e mandolino sono gli arnesi del mestiere di Andreas Spåls, Leif Olsson e Jocke Claesson, che hanno lavorato a lungo prima di rivelarsi per il prezioso tramite dall'etichetta-culto britannica Reverb Worship, che ne ha confezionato il debutto "Long Lost In A Twilight Head".
Sulla medesima peculiare linea di candore acido di quell'album si colloca pure "Garden Of Faces", brano destinato a essere incluso, in una versione leggermente più lunga, nel secondo lavoro della band svedese.
Lady Space - Garden Of Faces [download]


Christine OwmanChristine Owman
Se anche un songwriter della statura di Mark Lanegan ha deciso di collaborare con lei, qualcosa vorrà pur dire: le canzoni di Christine Owman sono vecchie pellicole dalle tinte seppia, dove passato e presente si specchiano in un riflesso inquieto. "Mi piace pensare che le menti delle persone possano essere affini indipendentemente dal secolo in cui sono nate", afferma. Il suo secondo album vero e proprio, "Throwing Knives", ha contribuito a farla conoscere anche al di fuori dei confini della sua terra, la Svezia. Senza però rinunciare alla sua fiera indipendenza, che l'ha portata sin dal 2002 a dare vita a un'etichetta discografica (la Revolving Records) dalla missione ben precisa: "Sono le imperfezioni a creare la personalità e la profondità nella musica". "Day 1" è l'eco rarefatto dell'attesa di un nuovo giorno: la possibilità fragile e preziosa di ricominciare, senza più cercare di anestetizzare la fame del proprio cuore.
Christine Owman - Day 1 [download]


Ossian EkengerOssian Ekenger
Se la voce profonda che disegna le melodie gentili del suo pop a tinte pastello potrebbe trarre in inganno, il volto pulito di Ossian Ekenger ne tradisce subito la giovane età. A soli ventidue anni, il cantautore svedese ha già collezionato un buon numero di brani (alcuni apparsi nelle compilation della Series Two Records), cimentandosi nelle proprie registrazioni con i più svariati strumenti, e ha in cantiere numerosi progetti paralleli tra i più disparati e curiosi, tra i quali la realizzazione, insieme a un gruppo di amici, di una collezione di brani dedicati ciascuno a un giocatore che abbia preso parte alla prima partita della propria squadra nei mondiali di calcio del 1998. Tra le svariate imprese che vedono protagonista il musicista di Göteborg vi è anche "The Great Hunger", progetto che deve il suo nome al titolo di un lungo poema dello scrittore irlandese Patrick Kavanagh, tradotto in svedese dal padre di Ossian. A Natale del 2010 Ossian ha regalato a suo padre i primi due brani di questo progetto, "No Escape" e "Only Time Can Bless". La dolce "Be Easy, October" ne rappresenta il seguito.
Ossian Ekenger - Be Easy, October [download]


Klifton FilenteKlifton Filente
Non si può fare a meno pensare alle fantasie beatlesiane di Elliott Smith, quando il pianoforte e le tastiere avvolgono la melodia di "Sister" con la loro carezza nostalgica. Ma Jonas Lundvall da Göteborg, alias Klifton Filente, ha una personalità che non si riduce semplicemente agli inevitabili modelli della sua musica. Ha imparato ad affinare il suo artigianato pop, dalle registrazioni ancora incerte dei primi demo fino ad arrivare all'esordio con l'album "Common Ground". Ha imparato a dare alle sue canzoni il tempo necessario per crescere, dedicando un anno intero alla realizzazione del suo secondo disco, "Breaking The Clouds", pubblicato alla fine del 2011. Ha imparato a rivestire di immagini i suoi brani, come dimostra il video girato insieme al fratello Tobias per "It Takes A Thorn To Remove A Thorn". Adesso è arrivato il momento di lasciar sbocciare il suo talento, e il madrigale amoroso di "Sister" ne è la conferma più persuasiva.
Klifton Filente - Sister [download]


Old Lost JohnOld Lost John
L'uomo che sussurrava ai cavalli non è più quello del romanzo di Evans: non fa il cowboy nel Montana, e le sue fattezze non rispondono più a quelle di Robert Redford. L'uomo che sussurrava ai cavalli vive a Malmö, nel sud della Svezia. Non si occupa più di cavalli, né fa più il taglialegna nei boschi attorno alla natia Lund, ma consegna giornali alla mattina e nei momenti liberi scrive avvolgenti ballate folk dai toni crepuscolari. L'uomo che sussurrava ai cavalli ha il volto di Tomas Thunberg e firma la sua musica come Old Lost John. Dietro questo moniker, il cantautore svedese ha esordito nel 2007 con l'incantevole "Faceless", e nel 2011 è tornato sulle scene con "Bringing Down The Sky", confermando una scrittura concreta e lineare, permeata da atmosfere malinconiche, talvolta oscure, e capace di veicolare il calore di un senso di appartenenza e di forte attaccamento alle origini. Ne è un eccellente esempio "Cold Dark Night", brano che Tomas ha scritto per OndaRock a fine novembre del 2011, ispirandosi al buio clima invernale (e i norvegesi di queste cose se ne intendono).
Old Lost John - Cold Dark Night [download]


SymfoniorkesternSymfoniorkestern
Come il nome della band lascia intuire, i Symfoniorkestern sono un'orchestra sinfonica sperimentale composta da sei membri base, ma aperta ai contributi di chiunque voglia parteciparvi. Originari di Göteborg, al pari di altri ampi collettivi nordici, presentano uno spiccato interesse per tradizioni musicali non necessariamente scandinave, alle quali si aggiunge una vena pop brillante, resa ancora scatenata dall'utilizzo della lingua natale. Il loro Ep "IV" è in download gratuito dal loro sito e nella medesima modalità la band ha inteso concedere il suo contributo alla presente raccolta, "Aldrig Speciell" (in inglese "Never Special"), descritto come una piccola popsong dal retrogusto malinconico, poiché tratta della sofferenza provocata dalla repressione dei sentimenti. Il tutto narrato con toni lievi e colorati.
Symfoniorkerstern - Aldrig Speciell [download]


Ji NilssonJi Nilsson
Quando le chiedono di dare una definizione della sua musica, non esita a citare pop, cabaret e jazz. Ji Nilsson è innamorata dei vecchi musical di Broadway, del romanticismo bohémien e delle atmosfere da burlesque. Scrive canzoni fin da quando aveva tredici anni: canzoni allegramente retrò, dallo spirito vivace e dai colori disneyani. Il carosello per pianoforte di "I Won't Dance" è la versione alternativa di uno dei brani destinati a comparire nel suo disco d'esordio, ormai in dirittura d'arrivo. Un brano che mette subito in scena tutta la verve della ventiquattrenne cantante di Stoccolma, aprendo come per incanto il sipario su una sala da ballo degli anni ruggenti. "È sempre uno dei miei brani preferiti da cantare", confessa. Con il sorriso sulle labbra e un paio di scarpette di lustrini ai piedi.
Ji Nilsson
- I Won't Dance
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Mountain LowMountain Low
"Now I'm waiting on a friend/ To give me advice if I ask him/ And his presence will tell me what I need to know." (Palace Music - The Mountain Low)
Ci sono canzoni destinate a segnare il percorso di un artista. E ci sono legami destinati a crescere e a consolidarsi nel tempo attraverso la musica. Dietro al progetto Mountain Low si nascondono i due svedesi Niklas Hegfalk e Emil Jönsson, i quali, avvalendosi del contributo di numerosi altri artisti della scena di Malmö (tanto in sede di registrazione quanto in sede live), danno vita a una musica in perenne divenire. Col precedente moniker di Niklas Hegfalk & The Sanctuary Seekers, Niklas e Emil hanno pubblicato nel 2007 l'Ep, "At One With The Tide", una manciata di brani che si muovono tra indie-folk e alt-country riflettendo la profonda indagine interiore che Niklas pone al centro dei propri testi. Alla costante ricerca di nuove forme espressive, con "When I'm Not Here I Am A Hawk, When I'm Not A Hawk I Am Here" Niklas e Emil scandagliano i fondali più oscuri dell'alt-rock in un'amosfera di intensa spiritualità, regalando a OndaRock una suggestiva anticipazione del loro album d'esordio a firma Mountain Low.
Mountain Low - When I'm Not Here I Am A Hawk, When I'm Not A Hawk I Am Here [download]


Turn Off Your TelevisionTurn Off Your Television
Il perentorio invito che i Turn Off Your Television hanno scelto come nome può suonare un po' datato: davvero c'è qualcuno che guarda ancora la televisione? Ma il bisogno di far tacere il rumore di fondo della vita - almeno per il tempo di una canzone - resta più vivo e attuale che mai. Il trio di Malmö, capitanato da Jon Rinneby, mette al primo posto tra le fonti di ispirazione la "depressione svedese": "è uno strano e ambivalente miscuglio di amore e infelicità". Proprio come quello che percorre la loro musica, velata da una solitaria malinconia di stampo Sparklehorse. Il loro disco d'esordio si può trovare in download gratuito su Bandcamp e il successore è già in arrivo, anticipato dal singolo "Phony Doctors". "How Low" accentua la sensibilità melodica del gruppo, calandola in un'atmosfera dai contorni polverosi e dal gusto dolceamaro.
Turn Off Your Television - How Low [download]


Koria Kitten RiotKoria Kitten Riot
Ci sono canzoni che sono fatte solo per sé stessi. È per questo che il songwriter di Helsinki Antti Reikko, nel 2006, ha deciso di dare vita al progetto Koria Kitten Riot: per dare spazio alle canzoni troppo delicate per lo spigoloso repertorio indie-rock della sua band, i Johnny Superhero. Ed è per questo che è nata "A Folk Song For Me": "mi sentivo frustrato e ho scritto una canzone su di me, per me stesso". Un semplice arpeggio e il bisogno di guardarsi allo specchio. Il brano è una outtake del nuovo album targato Koria Kitten Riot, "The Lows & The Highs", chiamato a dare un seguito al disco d'esordio del finlandese, risalente al 2009. Nel frattempo, quello che era solo uno scampolo di fai da te artigianale si è trasformato sul palco in un collettivo di cinque elementi. Ma lo spirito intimo e personale delle canzoni di Koria Kitten Riot è rimasto lo stesso.   
Koria Kitten Riot - A Folk Song For Me [download]


Satellite StoriesSatellite Stories
"La nostra missione è quella di portarvi la nostalgia di eventi di cui non avete mai fatto davvero esperienza, come gli anni Sessanta, il primo bacio della vostra cotta delle elementari e la volta in cui avete comprato con il vostro migliore amico quel fantastico 45 giri e lo avete ascoltate sul giradischi dei vostri genitori". Così si presentano i Satellite Stories, quartetto indie-rock finlandese di stanza a Oulu. Con alle spalle una manciata di singoli (e in attesa del debutto sulla lunga distanza), ci offrono un brano a base di chitarre nervose in odore di Feelies, in cui la ritmica svelta si intreccia con cori e battimani dal frizzante tono power-pop. Non a caso, tra le influenze dichiarate del gruppo spiccano nomi come Wombats e Vampire Weekend. "This is not a love song", proclamano i Satellite Stories. Ma in fondo, ci sono davvero canzoni che non parlano d'amore?
Satellite Stories - Arrest Me [download]


The Fiery PianoThe Fiery Piano
Un pianoforte in fiamme. A dirla con lo svedese Gustaf Montelius, è forse l'immagine romantica di un gruppo di persone che cerca di sopravvivere all'impietoso gelo sacrificando al fuoco anche l'ultimo, prezioso, oggetto ligneo rimasto in casa. Oppure è l'emblema di una contraddizione di termini da cui scaturisce una tensione, come una "calma violenta" o un qualche altro connubio ossimorico. Ed è proprio a quest'ultimo genere di tensione che aspira la musica di Gustaf Montelius, in arte The Fiery Piano: sulle deliziose melodie indie-pop dei quattro brani che compongono il suo Ep d'esordio "Sirens", in download gratuito sul suo Bandcamp, si stratificano infatti distorsioni e pulsioni elettroniche delle più svariate, che conferiscono al "bedroom pop" dell'artista di stanza a Stoccolma un'aria sofisticata, esaltandone nel contempo la delicata freschezza. Ricca di distorsioni ed effetti speciali è anche "Pegasus", una storia fantastica che trasporta l'ascoltatore in un crescendo emozionale a cavallo di un pegaso alato e che assume l'emblema della forza degli affetti sinceri e incondizionati.
The Fiery Piano - Pegasus [download]


MylittleponyMylittlepony
I Mylittlepony vengono da ogni angolo della Norvegia, ma si sono incontrati e vivono a Oslo. Sono in cinque e la loro massima aspirazione artistica è quella di rimanere una "piccola band che canta belle canzoni". A giudicare dai loro due album ("Think Too Much" e "Making Marks") ce la stanno facendo!
I paragoni con i Belle & Sebastian si sono sprecati sin dall'inizio della loro breve carriera, ma i giovani norvegesi sostituiscono al fascino retrò della band di Glasgow, l'anima naif che è propria di tante band dell'underground scandinavo.
Con il loro secondo lavoro, "Making Marks", distribuito ad inizio 2011 in Italia dalla We Were Never Being Boring, Ola Innset e compagni hanno raggiunto la maturità e si sono in buona parte affrancati anche dagli ingombranti (seppur inevitabili) paragoni.
La loro musica, sensibile, sincera e piena di melodie accattivanti è perfettamente rappresentata da "1943", un brano già presente in "Making Marks", ma qui presente in una versione più scarna ed eseguita in presa diretta: "Pensavamo di incidere tutto l'album in questo modo" ci racconta Ola "ma dopo aver fatto gran parte del lavoro, il nostro hard disk si è rotto e quasi tutto è andato perduto".
"1943 (Demo Version)" è uno dei due brani rimasti a testimoniare quella prima, ingenua e spontanea sessione di registrazione.
Mylittlepony - 1943 (Demo Version) [download]


Einar StrayEinar Stray
Il ventunenne norvegese Einar Stray ha esordito all'inizio del 2011 con "Chiaroscuro", lavoro osannato da riviste e webzine di tutto il globo. Ascoltando i suoi brani, composti in maniera mirabile e asciutta, nonostante spesso siano lunghi anche più di sette minuti, non si può che essere d'accordo con chi ne ha già tessuto le lodi sperticate.
Guidate dagli archi e da una sezione ritmica sempre in bella evidenza e impreziosite da chitarre, samples e strumentazione elettronica, le sue composizioni risultano sempre a fuoco e perfettamente eseguite. Non è poco per un artista che, nonostante la giovane età, si prefigge sin dagli esordi traguardi piuttosto ambiziosi.
Il brano che ci ha concesso finirà probabilmente nel suo secondo album, per il quale è già al lavoro: si tratta di una registrazione dal vivo eseguita alla Jakob Culture Church nell'ottobre del 2011. I musicisti che lo accompagnavano in quell'occasione erano Therese Aune, Hanna Furuseth, Ofelia Østrem Ossum e Pål Moddi Knutsen ai cori, con Jørgen Nordby alle percussioni.
Einar Stray - For The Country (Live)
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Nicky BendixNicky Bendix
La meditazione arriva nelle infinite notti nordiche.
Compositore, pianista, sound designer e direttore d'orchestra, il danese Nicky Bendix si è cimentato, nell'arco del proprio percorso artistico, in ogni campo della scena musicale: pianista jazz tra i migliori del proprio paese, per un decennio ha spaziato dal Dixieland allo swing all'hard-bop, senza, tuttavia, tralasciare, la composizione, l'orchestrazione e la conduzione di musiche per danza moderna, teatro e cinema.
Nel nuovo millennio, peregrinando alla ricerca di una nuova ispirazione tra la Germania e la Colombia, Bendix ha cominciato a sperimentare con i sintetizzatori, immergendosi in improvvisazioni ambientali e new age, e producendo, spesso affiancato da poeti, pittori e fotografi, una serie di performance estemporanee e lavori di profondo spessore e spiritualità.
"The Sanctuary", un lungo e introspettivo brano in bilico tra musica ambient, sperimentazione e modern classical è solo un assaggio della profondità emotiva raggiunta dal pianista danese all'apice della propria ispirazione artistica.
Nicky Bendix - The Sanctuary [download]


OndaDrops Vol.5

OndaDrops Vol. 5: Postcards from the North
Cd: download

Un sentito ringraziamento a Sabrina Gabrielli per l'ideazione e la realizzazione della splendida coverart che accompagna questo volume di OndaDrops.

Tutti i brani contenuti in OndaDrops sono stati concessi dagli artisti ai fini di download gratuito. OndaRock non ha alcuna pretesa di proprietà sui brani, che rimangono di esclusiva proprietà dei rispettivi copyright, artisti, etichette discografiche e società di pubblicazione.
Si ringraziano gli artisti, le label e tutti coloro senza il cui supporto questa raccolta non avrebbe mai potuto vedere la luce. Un ringraziamento speciale a Roberto Mandolini per il fondamentale contributo nella fase finale di masterizzazione.

All songs included in OndaDrops are provided by artists and intended for free download. OndaRock makes no claims of ownership to any of the songs, that are sole property of their copyrights, artists, record labels and publishing companies.
We would like to thank the artists, the labels and everyone whose support made this compilation possible. A special thanks goes to Roberto Mandolini for his essential contribution in the final mastering.
Playlist

Christine Owman - Throwing Knives (2010)

Einar Stray - Chiaroscuro (2011)

Emerald Park - For Tomorrow (2008)

I'm Kingfisher - Arctic (2010)

Klifton Filente - Breaking The Clouds (2011)

Koria Kitten Riot - The Lows & The Highs (2011)

Lady Space - Long Lost In A Twilight Head (2010)

Mountain Low - At One With The Tide (2007, come Nilkas Hegfalk & The Sanctuary Seekers)

Mylittlepony - Making Marks (2011)

Nicky Bendix - Midnight in the Enchanted Forest (2011)

Old Lost John - Faceless (2009)

Symfoniorkestern - IV (2011, Ep)

The Fiery Piano - Sirens (2011, Ep)

Turn Off Your Television - Turn Off Your Television (2011)

Útidúr - This Mess We've Made (2010)

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