OndaDrops

OndaDrops Vol. 3:

Come all ye fair and tender maidens

di Francesco Amoroso, Gabriele Benzing, Alessandra Reale, Raffaello Russo

Dopo essersi lasciata ammaliare dalle fascinazioni dell'elettronica nel secondo volume, OndaDrops torna ad occuparsi dell'universo "songwriter", già esplorato nel primo capitolo della serie dedicato ai cantautori. A distanza di un anno esatto da quell'emozionante esordio, per il suo terzo appuntamento lo speciale di OndaRock contenente brani esclusivi in download gratuito si tinge di rosa, offrendo ai lettori 28 composizioni che riflettono le molteplici sfaccettature dell'universo femminile. Le artiste che hanno partecipato alla realizzazione di "Come all ye fair and tender maidens" modellano la musica tra le loro dita come creta, creando tante raffinate opere d'artigianato personalizzate in base al gusto e alla sensibilità individuali. I brani di questa doppia raccolta spaziano così tra ballate folk provenienti da un tempo lontano e sbarazzine suggestioni pop, tra introspezioni pianistiche di profonda intensità e variopinti carillon di suoni e rumori, tra suadenti country-blues e bozzetti acustici di estremo candore. Nel suo Orlando Furioso, Ariosto scriveva: "le donne sono venute in eccellenza di ciascun'arte ove hanno posto cura". A giudicare dai brani di OndaDrops 3 è davvero difficile dargli torto.


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Carol Anne McGowanCarol Anne McGowan
Cantautrice irlandese da pochissimo affacciatasi a una produzione discografica, Carol Anne McGowan si è già dimostrata seducente interprete di quel folk dal sapore antico e misterioso che ha in Marissa Nadler e in Meg Baird due delle sue più celebrate interpreti d'oltreoceano. Finora ha pubblicato soltanto un mini album in edizione limitata, "Songs From The Cellar", le cui sette tracce sono state, appunto, registrate in una cantina sita nella cittadina renana di Oestrich-Winkel, con il solo ausilio di una chitarra e di un microfono. Attraverso l'atmosfera ovattata dell'ambiente e la stessa bassa qualità di registrazione, rifulge già, tuttavia, lo splendore di una voce profonda e toccante, che sa essere al tempo stesso evocativa e suadente. Prova ne sia l'incantevole "So To The Sea", qui presentata in una versione in studio, più lunga e "rifinita" rispetto a quella inclusa in "Songs From The Cellar".
Carol Anne McGowan - So To The Sea (Studio Version)


KlimaKlima
Un passato nella band post-punk francese Ginger Ale, poi il trasferimento a Londra e il fondamentale incontro con Glen Johnson, che la elegge a principale musa dei suoi Piano Magic, e infine titolare di un proprio sfaccettato progetto a nome Klima. Questo il rapido excursus artistico di Angèle David-Guillou, voce femminile tra le più affascinanti ed espressive degli ultimi anni, ma anche polistrumentista e autrice versatile. Dal pop elettronico vagamente bjorkiano dell'omonimo debutto all'ispessimento del suo spettro sonoro nel recente "Serenades & Serinettes", la David-Guillou si sta dimostrando acuta creatrice di trame elettroacustiche, ora tenebrose ora leggiadre, e splendida interprete di cristalli musicali incantati. Oltre il dream-pop, oltre l'originaria timidezza autorale, Angèle non cessa di scandagliare nuovi territori, riempiendoli sempre con estrema grazia e spiccata personalità.
Klima - Something Good


Ezza RoseEzza Rose
Da Portland, da sempre attivissima fucina di talenti in ambito folk rock, giunge Ezza Rose, giovane artista dalla voce angelica e flessuosa, già titolare, nel 2009, di un esordio autoprodotto dal titolo "Through The Music Box". Attivissima nel circuito concertistico locale, dove ha già raggiunto una notevole fama, si appresta, nella primavera del 2011, a tentare il salto verso una più ampia affermazione artistica grazie a un nuovo lavoro al quale collaborano i bei nomi della scena cittadina. "2%", il brano che ci regala in anteprima, sarà contenuto nell'album ed è un walzer delicato e coinvolgente nel quale le straordinarie doti vocali della giovane Ezza vengono esaltate in maniera eloquente.
Ezza Rose - 2%

Rachael DaddRachael Dadd
Come testimoniano già a un primo sguardo gli ideogrammi dei quali è composto il suo sito ufficiale, Rachael Dadd, divide la sua attività tra il Giappone e la natia Bristol, ove ha fatto parte originaria del "Cleaner Records collective", insieme, tra gli altri a Rozi Plain. Non si tratta tuttavia dell'unico cenacolo artistico con cui è entrata in contatto questa cantautrice folk dalla voce sottile e dalla spiccata sensibilità melodica, visto che è di recente entrata nel giro del Wilkommen Collective e di quel ristretto novero di validi artisti gravitanti intorno all'etichetta Broken Sound Music. La stessa etichetta ha pubblicato i suoi due ultimi Ep, "Moth In The Motor" ed "Elephee", mentre per l'anno in corso è già annunciata la realizzazione di un atteso disco sulla lunga distanza da parte di questa artista che semplicemente con chitarra e banjo riesce a creare canzoni intrise di puro, sentito calore folk.
Rachael Dadd - Sticking In Pins


Odessa ChenOdessa Chen
Odessa Chen, natia di Oakland, senza tanti giri di parole, è un vero talento. Autodidatta alla chitarra, ma con un background classico per quanto riguarda la voce e il violoncello, nell'arco di due album ("One Room Palace" del 2003 e "The Ballad Of Paper Ships" del 2006) ha dimostrato di avere la capacità di scrivere brani e testi che riescono ad emozionare e a far correre brividi lungo la schiena dell'ascoltatore.
Nella sua quasi decennale carriera, Odessa ha condiviso il palco con artisti del calibro di Damien Jurado, Microphones, Mark Eitzel, Mirah, e Jolie Holland. Accostata, per la rarefazione della sua proposta musicale, allo slow core di band quali Spokane, Low o i primi Early Day Miners, l'artista californiana ha completato, dopo cinque anni di intenso lavoro, il suo terzo album, "Archives of the Natural World", incentrato sul difficile rapporto tra l'uomo e la natura. Il brano che ci ha concesso in anteprima è una sorta di canzone d'amore dove la natura recita un ruolo fondamentale. I cavalli del titolo simboleggiano i sogni che, messi da parte, vengono di nuovo alla luce e, finalmente, vengono realizzati.
Odessa Chen - Horses Are Knowing (Don't Wake The Dawn)


Louise Le MayLouise Le May
Basterebbero le parole di Louis Philippe, l'arrangiatore e musicista francese cui si deve la scoperta (insieme al Dj radiofonico Chris Evans) del talento di Louise Le May, per permettere all'ascoltatore di intuire le potenzialità di quest'artista londinese:"Una cantante che sembra abitare un mondo tutto suo, non codificato, capace di una dolcezza ultraterrena, ma, allo stesso tempo, concerto e pieno di desiderio. Desiderio anche fisico, espresso con straordinario coraggio e con l'eleganza di una vera musicista". Louise, proveniente dal sobborgo londinese di Hackney, deve proprio all'incontro con Philippe l'opportunità di incidere cinque delle sue composizioni, che vanno a formare il mini album d'esordio, "Tell Me One Thing That Is New", prodotto e arrangiato dal francese e uscito nel 2009 su Folkwit.
"Thunderbird" è un brano registrato da Louise appositamente per questa raccolta presso i Regal Lane Studios a Camden, Londra. Prodotto da Ken Brake e Danny Manners, che suona anche il piano, è stato scritto e arrangiato da Louise.
Louise Le May - Thunderbird


Cassie Morgan and the Lonely PineCassie Morgan And The Lonely Pine
"Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere", scriveva Gabriel García Márquez. È proprio alla lettura di "Cent'anni di solitudine" che Cassie Morgan si è ispirata per il bozzetto folk di "No More Tears", cercando di carpirne "il realismo magico e la ricchezza immaginifica". Cresciuta nel sud rurale dell'Illinois, la cantautrice americana ha formato nel 2008 un duo con Beth Bombara, proveniente dalle fila di una punk band tutta al femminile. Il primo album sotto l'egida di Cassie Morgan And The Lonely Pine, "Weathered Hands, Weary Eyes", è uscito nell'aprile del 2010 ed ha fruttato a Cassie Morgan il premio di "Best Vocalist" in occasione dell'edizione 2010 degli annuali "Music Awards" del "Riverfront Times" di St. Louis. Cassie Morgan ci ha voluto offrire una versione dal vivo proprio di uno dei brani del suo disco d'esordio, registrata negli studi della stazione radio locale KDHX.
Cassie Morgan And the Lonely Pine - No More Tears


JayMayJaymay
"Pensate a Woody Allen, se fosse giovane e femmina - e se sapesse cantare." Con queste parole nel 2007 l'Observer descriveva Jamie Kristine Seerman, in arte Jaymay, al suo esordio in Inghilterra con l'album "Autumn Fallin'". Piccola gemma della scena anti-folk newyorkese, prima di sbarcare a Londra per firmare con la Heavenly Records Jaymay aveva già deliziato la grande mela con il suo indie-folk zuccherino, conquistando consensi crescenti grazie al suo Ep "Sea Green, Sea Blue". Fresche e leggere, le composizioni di Jaymay rappresentano un tenero sguardo sul mondo, reale o immaginario che sia. A quest'ultimo, in particolare, è dedicata "Pinocchio's Demise", dolcissima nenia in cui tra uccellini e grilli (parlanti?) il burattino di Collodi sostiene fino allo stremo la propria parte: "I never told a lie, I never told a lie", cinguetta Jamie facendo il verso al Pinocchio di Shrek 2. Nato da un'improvvisazione voce-e-chitarra, il brano è stato poi rielaborato con contributi dell'amico Steve Lewis (slide guitar, bassi, bongo) e arricchito di violini e rumori di animali. "Pinocchio's Demise" sarà probabilmente incluso nell'Ep "10Under2", in uscita nel 2011, che conterrà dieci brani tutti di durata inferiore ai due minuti.
Jaymay - Pinocchio's Demise


heidi_elva_06Heidi Elva
Arpista e polistrumentista neozelandese impegnata in molteplici collaborazioni nella scena musicale australiana, Heidi Elva è anche autrice e cantante curiosa di sperimentare nuovi linguaggi in bilico tra elettroacustica minimale e vere e proprie canzoni incentrate quasi soltanto su delicati sfioramenti di corde e armonie scheletriche che rivelano un'incantevole sensibilità melodica.
La sua musica sa di un folk tradizionale e uggioso, interpretato con grazia tutta femminea, presenta ballate visionarie, sfiora notturni accenti di un trip-hop scarnificato e persino timide incursioni elettronico-ambientali. Dopo il suo debutto "Ships And Trees" (2008), Heidi si è concentrata sulla scrittura delle sue canzoni e sull'affinamento delle sue doti interpretative, manifestatesi in tutta la loro grazia eterea nella sua partecipazione al recente "Real To Reel" di Part Timer e integralmente confermate in "The Heart Is A Lonely Hunter", intrigante preludio di un atteso secondo album.
Heidi Elva - The Heart Is A Lonely Hunter


MuffinMuffin
Voce di seta e una sorprendente passione per folk acustico, cantautorato e psichedelia, la timida giapponese Mana Sasaki è cuore e mente di Muffin, progetto ideato fin dal 2001, ma giunto alle sue prime pubblicazioni soltanto dopo che Mana si è potuta vedere affiancata da una vera e propria band, in grado di supportare le sue canzoni e le sue qualità di polistrumentista (chitarra, pianoforte e organo). L'esordio su disco risale all'inizio del 2009, sotto forma dello splendido mini cd-r "Folklore", licenziato in edizione limitata dalla Reverb Worship, seguito a breve distanza dall'album "Grapes", risultato di un'accurata ricerca sonora, testimoniata da una varietà strumentale dalle origini plurime, che spazia da fiati e percussioni a banjo e bouzouki, fino all'esraj indiano, collocando la musica di Muffin in un contesto alieno da riferimenti spaziali e temporali, ma costellato di acquarelli dalle tinte gentili eppure vividissime. Come quello di "Hedera", brano scritto al ritorno in Giappone dopo un breve tour italiano e, dunque, da lei dedicato a tutte le persone con le quali è entrata in contatto nel nostro Paese.
Muffin - Hedera


Winter Took His LifeWinter Took His Life
Non sappiamo chi sia il "lui" che ha perso la vita durante la brutta stagione, ma probabilmente il trapasso è stato causato dal gelo che caratterizza i lunghi inverni scandinavi cui Susanna Brandin, la giovane musicista che ha scelto tale lugubre moniker per dare voce alla sua produzione solista, deve essere abituata, provenendo dalla fredda Svezia. La musica che Susanna suona, invece, è calda e avvolgente, nonostante sia spesso composta di sola chitarra e voce. Susanna ci ha regalato nel 2007 il sorprendente esordio "You Know What It's Like To Be Alone And Shut Down" cui spera di dare un seguito nel corso del 2011: anche lei, infatti, pensa che, nonostante al momento stia focalizzando le proprie energie nella sua band, Hunt, sarebbe davvero ora. "Could Go Now" è stata scritta e suonata da Susanna in solitaria in appena quindici minuti durante una lunga, buia e noiosa notte in quel di Göteborg.
Winter Took His Life - Could Go Now


Danielle DoyleDanielle Doyle
Certe canzoni sono troppo personali per finire in un album. Sono come pagine di diario, scritte più per sé stessi che non per essere fatte conoscere agli altri. È il caso di "Seventeen", sussurrata da Danielle Doyle nell'intimità della propria camera, con niente più che una chitarra acustica e un registratore. Nei suoi brani, di solito, la cantautrice del Massachusetts preferisce raccontare delle storie: storie come quella della moglie del cartografo, in perenne attesa del ritorno del suo uomo da qualche viaggio ai confini del mondo, che ha dato il titolo al suo disco di debutto  ("The Cartographer's Wife", pubblicato nel marzo del 2010). "Seventeen", invece, è diversa: "Una canzone super personale", la definisce Danielle Doyle stessa. E subito aggiunge: "Dev'essere una delle ragioni per cui non ho mai pensato di includerla nel disco". Ascoltarla è come essere invitati per un istante a condividere il respiro del suo cuore.
Danielle Doyle - Seventeen


Rozi PlainRozi Plain
Rozi Plain, al secolo Rosalind Leyden, è una giovane artista inglese originaria di Winchester e in seguito trasferitasi a Bristol, dove, lavorando a contatto con la natura dei boschi costeggianti l'Avon, ha sviluppato la propria sensibilità artistica, intesa a catturare scorci bucolici e intime istantanee della vita quotidiana. Insieme al fratello maggiore Sam e a Rachael Dadd, ha contribuito a fondare il "Cleaner Records collective", variegata riunione di cantautori della zona di Bristol, entrando poi nel più ampio collettivo gravitante intorno a James Yorkston e all'etichetta Fence, sulla quale ha pubblicato il suo album di debutto "Inside. Over Here" nel 2008. All'album e a numerose apparizioni in compilation, è seguito un Ep di sei tracce, nel quale ha dato ampio saggio di una scrittura folk semplice e vivace, che su strumenti tradizionali (chitarra acustica, banjo, fisarmonica) innesta briosi arrangiamenti ad opera di fiati e ritmiche sfumate e interpretazioni lievi e misurate.
Rozi Plain - Massive Nothing


PorcelainMalvina Meinier
Chitarra elettrica, ukulele, carillon, campanelli, strumenti giocattolo, ma soprattutto pianoforte sono gli strumenti attraverso i quali la francese Malvina Meinier ha plasmato il suo progetto artistico, in passato denominato con l'alias Porcelain, nel quale coniuga suadenti melodie pianistiche con brandelli di canzone e una miriade di suoni velati di un sottile incanto polveroso. In tal modo, traccia l'affresco di un mondo nuovo, che si dischiude dinanzi ai suoi occhi, un universo da lei stessa descritto come reale ma impalpabile, nel quale l'amore e la musica si disperdono nella moltitudine delle dimensioni fisiche. Le sue composizioni assumono alternamente forma di ballate compunte, ovvero di armonie giocose che, novella Ofelia, la destano da un sonno infinito e da quello stato di coscienza latente nel quale il suo mondo fragile si adagia dolcemente, quasi in silenzio, nella quiete irreale di un inverno...
Malvina Meinier - Hiver



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Kristen ToedtmanKristen Toedtman
"Che fai tu, luna, in ciel?". Il pianoforte di una chiesa deserta, la notte di Los Angeles e la ferita di un cuore spezzato: gli occhi di Kristen Toedtman si perdono nel chiarore della luna piena, carichi di domande antiche quanto l'animo stesso dell'uomo. "La luna sembra conoscere quello che noi umani non riusciamo a capire: che strada devo prendere?". La sua voce era già apparsa nel primo volume di OndaDrops al fianco dell'amico attore/songwriter Brendan Hines, in una versione dal vivo di "The Butcher's Son". Ora, invece, la cantautrice americana si presenta in solitudine, con un'ode pianistica dalla densità soul degna di Joan As A Police Woman, in cui non è difficile scorgere l'eco della sua formazione classica (che l'ha portata a partecipare anche ad alcuni ensemble di musica barocca e rinascimentale, prima di esordire come solista nel 2009 con l'album "The Fall"). Le gobbe della luna, così lontane eppure così misteriosamente familiari, sembrano la mappa del nostro destino: "Oh moon, why won't you take me?".
Kristen Toedtman - Old Gibbous


allysen_callery_05Allysen Callery
Dai boschi e dalla natura incontaminata del suo Rhode Island, Allysen Callery trae ispirazione per la sua creazione artistica, sia musicale che letteraria, custodita con cura e racchiusa come messaggi in bottiglia, destinati a essere rivelati solo ai pochi davvero determinati a scoprirli. L'essenza preziosa della sua musica è infatti affidata ad autoproduzioni del tutto aliene da qualsiasi tipo di autopromozione che non sia la semplice offerta di qualche brano in ascolto sulla sua pagina Myspace. È quella la chiave di ingresso al suo mondo musicale, finora popolato da due dischi, "Hopey" e "Hobgoblin's Hat" nei quali, discostandosi dalla vicina tradizione appalachiana, ha coniugato con grande eleganza le fascinazioni per il più classico folk britannico con interpretazioni sinuose e con una sottile vena psych, esaltata dal supporto ad opera del produttore e polistrumentista Myles Baer (chitarra elettrica, contrabbasso e hammond).
Allysen Callery - Favourite Son


Therese AuneTherese Aune
La norvegese Therese Aune suona evocative canzoni dream-pop su pianoforte, tastiere giocattolo e vari altri strumenti. Ha cominciato a suonare il piano all'età di dieci anni, sviluppando nel tempo una personale forma espressiva che si manifesta alternamente in modo calmo e compassato, oppure giocoso e volutamente sgangherato. La sua voce aspra e potente offre all'ascolto materia viva con la quale confrontarsi, nella ricerca di suggestioni alle quali è difficile restare indifferenti. Ad affiancarla, vi è spesso una vera e propria piccola orchestra, costituita da violino, violoncello, fisarmonica e percussioni, la cui intersezione sposta la bussola dei suoi brani da avvolgenti drone a ritmiche vivaci. Si è finora fatta conoscere soltanto attraverso un demo autoprodotto nel 2008, mentre il nuovo pezzo che offre alla nostra raccolta apre il suo mondo a nuove esperienze, essendo stato registrato presso i Greenhouse Studios di Reykjavik, con la collaborazione di Mio Þorrison, ingegnere del suono già all'opera con Owen Pallett e Valgeir Sigurðsson.
Therese Aune - Grey Ghost


Lay LowLay Low
Non fa mistero del suo amore per il cinema, Lovísa Elísabet Sigrúnardóttir, in arte Lay Low: già nel 2008 la cantautrice islandese aveva prestato un paio di brani al regista Baltasar Kormákur per il suo "Brúðguminn" (vincitore dell'Oscar islandese come miglior film dell'anno). Un legame, quello con il grande schermo, che si è rinnovato nel 2010 grazie alla pellicola di un altro connazionale, "Kóngavegur" di Valdís Óskarsdóttir. La carezza country-folk incorniciata di lap steel di "3. Nótt", scritta in origine proprio per la colonna sonora di quel film, era rimasta fino ad oggi nel cassetto di Lovísa. Chi ha avuto occasione di vedere Lay Low sul palco, in tour attraverso l'Europa come supporto di Emiliana Torrini, non faticherà a riconoscere una grazia delicata vicina a quella dell'autrice di "Fisherman's Wife". Chi conosce già i suoi dischi, "Please Don't Hate Me" e il più recente "Farewell Good Night's Sleep", ritroverà i lineamenti gentili della ragazza innamorata di Dolly Parton e dei vecchi dischi honky tonk. Per tutti gli altri, sarà come andare alla scoperta del confine immaginario tra l'America e l'Islanda.
Lay Low - 3. Nótt


Kesang MarstrandKesang Marstrand
Nata a Woodstock, da madre danese e padre tibetano e ora residente, per motivi sentimentali, in Tunisia, Kesang trae la prorpia ispirazione da tale incandescente melting pot culturale. Scoperta la musica grazie a un pianoforte di una scuola del Colorado, dove è cresciuta tra sconfinate distese e profondo silenzio, ben presto, trasferitasi a New York, ha cominciato a esplorare le infinite possibilità che la chitarra e la sua voce, calda e suadente, potevano offrirle.
Autrice, nel 2008, di un debutto, "Bodega Rose", capace di suscitare immediatamente emozioni forti e persistenti, oltre che la netta sensazione di trovarsi davanti a un piccolissimo, importante "evento" musicale, Kesang ha, l'anno successivo, inciso "Hello Night", una raccolta di lullabies da lei scritte e cantate che ne confermano la delicata ispirazione e le straordinarie doti interpretative. Impegnata in vari progetti e protesa verso la realizzazione del suo terzo lavoro, in "Spike Driver's Blues", la giovane musicista americana ci regala una cover di Mississippi John Hurt, cimentandosi con il classico blues del Delta.
Kesang Marstrand - Spike Driver's Blues


Audie DarlingAudie Darling
Audrey Jarvis, fanciulla originaria di Nashville, Tennessee, ma ben inserita nella incredibilmente prolifica scena musicale di Portland, ha scelto l'alias di Audie Darling per proporre la propria produzione musicale solista fatta di canzoni che, grazie anche a una voce diafana e aerea ma di gran fascino ed eleganza, disegnano delicate miniature a base di chitarra e pianoforte.
Per il suo debutto, datato 2009, dal conturbante titolo "Full Of Ghosts", ha scelto di farsi affiancare da un'ampia band comprendente, tra gli altri, il talentuoso Leonard Mynx, e, soprattutto, il produttore e musicista Adam Selzer che, ancora una volta, ha contribuito in maniera decisiva a creare un piccolo gioiello di intimismo folk.
Audie si trova ora a Nashville, dove, con il supporto del padre, a sua volta noto musicista, sta registrando il suo secondo album. Nel frattempo, però, non ha voluto farci mancare il proprio contributo musicale, donandoci un brano che fa essere molto ottimisiti circa la riuscita del suo "difficult second album".
Audie Darling - Penny For Your Thoughts


Delphine Dora and Half AsleepDelphine Dora and Half Asleep
Quello tra Delphine Dora e Valérie Leclercq sembra un incontro artistico davvero predestinato: entrambe "donne al piano" o alla chitarra, entrambe cultrici dell'autoproduzione e della bassa fedeltà, entrambe in passato transitate attraverso esperienze di musica libera sulla rete attraverso netlabel o distribuzioni gratuite personali. La prima è francese e ha pubblicato quattro lavori di melodie scarne e puntute, rese ancora più scheletriche dall'estetica lo-fi e da una voce relativamente aspra; la seconda è belga e fin dai primi anni Duemila ha intrapreso il progetto personale Half Asleep che, fedele all'alias prescelto, è tanto ovattato nelle ambientazioni sonore quanto lento nelle uscite, visto che Valérie da poco ha annunciato l'uscita del lavoro che segnerà il seguito del precedente "(We Are Now) Seated In Profile" (2005) e del magnifico debutto su Hinah "Just Before We Learned To Swim" (2003).
Delphine Dora & Half Asleep - Zelda


Lotte KestnerLotte Kestner
Lotte Kestner, è l'alter-ego di Anna-Lynne Williams, ovvero l'ammaliante voce femminile apprezzata negli album dei Trespassers William, che sotto tale denominazione ha destinato i suoi lavori solisti. Le sue interpretazioni vellutate e sognanti costituiscono ovviamente il fulcro intorno al quale ruota un cantautorato al femminile delicatissimo ed essenziale, che dei tratti della band conserva soltanto le atmosfere di incantata malinconia, tuttavia calate in un umbratile contesto acustico, costituito da melodie appena accennate e da un cantato tanto intimo e cullante da risultare persino timido nella sua fragile dolcezza.
Su scarne note acustiche, intervallate soltanto da saltuari accenni pianistici o da un'ovattata guitar ambience, a enfatizzare il contesto etereo dell'album, Anna-Lynne spazia tra bisbigli, gorgheggi e vocalizzi che si rincorrono in spirali lucenti, lasciate libere di disegnare arabeschi fluttuanti o, più spesso, intese alla costruzione di vere e proprie ballate, dalle melodie definite e all'interpretazione fortemente sentita, come quelle racchiuse nel suo prezioso debutto solista "China Mountain".
Lotte Kestner - Nurse


HarukoHaruko
Alias e fattezze vagamente "esotiche" non svelano molto della fanciulla che si fa chiamare Haruko. Il suo vero nome è infatti Susanne Stanglow, giovane artista tedesca che reinterpreta secondo la propria sensibilità frammenti di folk evocativo, scritto e realizzato in maniera del tutto casalinga, attraverso una strumentazione ridotta all'osso e secondo un'estetica naturalmente tendente alla bassa fedeltà.
Il mondo visionario di Haruko è descritto dal suo picking gentile ma ossessivo e da una voce sottile, che narra di allucinate avventure dal sapore letterario, strette parenti delle novelle della tradizione orale europea e delle vicende amorose e fantastiche dei trovatori. La stessa semplicità della formula espressiva e il candore dei testi del suo album di debutto "Wild Geese" ricorre anche in "Made Of Paper", canzone che lei stessa racconta essere stata concepita durante un tragitto notturno in bicicletta, alla visione delle foglie morte sollevate dal vento: "Sometimes I feel like I'm made of paper and the wind is whirling me around and then I think I need some heavy boots to keep my feet down on the ground".
Haruko - Made Of Paper


Natalie AbulhosnNatalie Abulhosn
Origini libanesi, cresciuta a Dubai e di recente trasferitasi da Portland a New York, Natalie Abulhosn intreccia culture e stili, così come fa con le diverse forme espressive delle arti visuali e della musica. Da quest'ultimo punto di vista non ha ancora all'attivo alcuna pubblicazione ufficiale, ma una lunga serie di demo che la vedono spaziare da semplici brani acustici su chitarra o pianoforte, registrati in maniera del tutto casalinga, alle pulsazioni di un'elettronica minimale che costituisce la più recente delle sue scoperte, sicuramente incentivate dagli incontri con Benoît Pioulard e con artisti impegnati in oblique manipolazioni elettro-acustiche. In attesa di vederla, finalmente, raccogliere i frutti della sua eccentrica formazione artistica in un'opera organica, ha deciso di offrire a OndaDrops un saggio del suo profilo più intimo e melodico, in un pezzo cantato a due voci insieme a sua sorella.
Natalie Abulhosn - Birdsircle


A Book About ElephantsA Book About Elephants
Dietro il bislacco alias di "A Book About Elephants" si cela Christina Tsui, cresciuta nella California suburbana, tra file interminabili di negozi di abiti da sposa e libri illustrati che avevano per protagonisti animali parlanti. La musica di Christina è molto vicina ai libri che leggeva da ragazzina: piena di storie curiose e originali, dipinta in colori pastello, semplice eppure piena di immaginazione. Dopo un mini album, "Milk The Moon", in free download per la Hush Records e un successivo album di registrazioni casalinghe reperibile anch'esso gratuitamente su Bandcamp, "A Book About Elephants" ha in animo nel 2011 di portare in giro la propria musica con una band di supporto, e, magari, di scrivere anche qualche canzone elettronica ballabile (!).
"Eve", il brano che ci propone, descrive la sensazione che si prova quando ci si trova in uno stato liminale per così tanto tempo che tutto ciò che si desidera è soltanto riuscire a muoversi, in qualsiasi direzione.
A Book About Elephants - Eve

 
MilenasongMilenasong
Milenasong è il progetto musicale di Sabrina Milena, pittrice e cantautrice di origini slavo-norvegesi, ma artisticamente cresciuta in ambienti berlinesi e impegnata in una serie di eterogenei progetti musicali. Forse è per questo che non ha ancora dato un seguito al suo album di debutto "Seven Sisters" (2007), grazie al quale si era segnalata per la sua personale interpretazione di un folk acustico lento e minimale, venato di esili tracce elettroniche.
La sua folktronica chiaroscurale è costituita dalla frequente circolarità concentrica di delicatezze acustiche, discrete intrusioni elettroniche e linee melodiche eteree, appena tracciate, volutamente lasciate sospese, quasi ad accrescere l'astrattezza di una musica costituita da pochi, semplici elementi. Sia che si esprimano in mantra tenebrosi o in filastrocche cullanti e malinconiche o ancora in saggi di intimismo acustico, le canzoni di Milena introiettano riferimenti musicali mitteleuropei e nordici, riassumendoli in miniature variopinte e ricche di suggestioni oblique. "Love Will Appear" ne è una valida rappresentazione, autoprodotta dalla stessa Milena e realizzata insieme al chitarrista Leo Abrahams, mentre Fredrik Ness Sevendal ne ha curato il mastering.
Milenasong - Love Will Appear 
Milenasong - Love Will Appear (video)


Ilona VIlona V
Ilona V si autodefinisce una musicista solitaria ed è di stanza a Brooklyn. Non suona mai dal vivo e di solito incide la sua musica in casa, dove realizza gioielli, disegna, dipinge e colleziona oggetti arcani e affascinanti. Dopo un Ep autoprodotto nel 2006 e un eccellente singolo, "Good Morning", che le ha fruttato paragoni illustri con artiste del calibro di Joni Mitchell e Carole King, Ilona ha nel 2011 in programma un nuovo singolo di sole cover per l'etichetta inglese Fruits de Mer - che realizza esclusivamente limitatissimi vinili colorati con brani psych-folk degli anni 60 e 70, reinterpretati da giovani artisti - e un album in collaborazione con un misterioso amico di cui si sa solo che è un noto musicista che ha inciso per la Creation Records. Nel frattempo ci regala "Southern Butterfly" di Tim Hardin, profumata di Mazzy Star e registata dal vivo nella sua casa newyorkese.
Ilona V - Southern Butterfly


FreschardFreschard
Non è facile immedesimarsi nei versi altrui: bisogna che qualcosa riecheggi nel profondo, fino a quel punto segreto dove ci si scopre fatti dello stesso desiderio. Forse è per questo che in tanti si sono misurati con le canzoni di Daniel Johnston: perché i suoi brani hanno in sé l'innocenza di chi è abituato a lasciar parlare il cuore senza difese. "Don't want to be free of hope", annuncia sin dall'incipit "Life In Vain": Clémence Freschard accarezza ogni parola con il suo suadente accento francese, facendola propria con leggerezza disarmante. Cresciuta nelle campagne della Borgogna e scoperta da André Herman Düne in un caffè parigino, Freschard ha già tre dischi solisti alle spalle. È proprio Düne, sotto lo pseudonimo di Stanley Brinks, ad accompagnare Freschard in "Life In Vain" con delicati intarsi di chitarra, basso e soffi di clarinetto. Alla batteria c'è David Tattersall degli Wave Pictures, con cui Freschard e Brinks hanno recentemente collaborato per la realizzazione del primo album solista del songwriter londinese, "Happy For A While". Insieme, lasciano palpitare gli interrogativi di Johnston con lo spessore delle domande più vere.
Freschard - Life In Vain



OndaDrops Vol.3

OndaDrops Vol. 3: Come all ye fair and tender maidens
Cd1: download
Cd2: download

Tutti i brani contenuti in OndaDrops sono stati concessi dagli artisti ai fini di download gratuito. OndaRock non ha alcuna pretesa di proprietà sui brani, che rimangono di esclusiva proprietà dei rispettivi copyright, artisti, etichette discografiche e società di pubblicazione.
Si ringraziano gli artisti, le label e tutti coloro senza il cui supporto questa raccolta non avrebbe mai potuto vedere la luce. Un ringraziamento particolare a Valeria Campana per il supporto "tecnico".

All songs included in OndaDrops are provided by artists and intended for free download. OndaRock makes no claims of ownership to any of the songs, that are sole property of their copyrights, artists, record labels and publishing companies.
We would like to thank the artists, the labels and everyone whose support made this compilation possible. A special thanks goes to Valeria Campana for her "technical" support.

Playlist

A Book About Elephants - Two-Dream Tuck (2010)

Allysen Callery - Hobgoblin's Hat (2010)

Audie Darling - Full Of Ghosts (2009)

Carol Anne McGowan - Songs From The Cellar (2010)

Cassie Morgan & The Lonely Pine - Weathered Hands, Weary Eyes (2010)

Danielle Doyle - The Cartographer's Wife (2010)

Delphine Dora - On The Other Side (2010)

Ezza Rose - Through The Music Box (2009)

Freschard - Moonstone (2008)

Haruko - Wild Geese (2009)

Half Asleep - (We Are Now) Seated In Profile (2005)

Heidi Elva - Ships And Trees (2008)

Ilona V - Good Morning (2008, Ep)

Jaymay - Autumn Fallin' (2007)

Kesang Marstrand - Bodega Rose (2008)

Klima - Serenades & Serinettes
(2010)

Kristen Toedtman - The Fall (2009)

Lay Low - Farewell Good Night's Sleep
(2009)

Lotte Kestner - China Mountain (2008)

Louise Le May - Tell Me One Thing That Is New (2009)

Milenasong - Seven Sisters (2007)

Muffin - Grapes (2009)

Odessa Chen - The Ballad Of Paper Ships (2006)

Rachael Dadd - After The Ant Fight (2008)

Rozi Plain - Inside Over Here (2008)

Winter Took His Life - You Know What It's Like To Be Alone And Shut Down (2007)
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