The Ocean Tango

The Ocean Tango

2010 (Sunshine) | art-pop

La creatività della moderna pop-music si esprime in forme variegate e spesso contrastanti. Le esigenze del lo-fi hanno modificato la fruizione della musica, l'alta fedeltà è ormai un ricordo lontano per i suoi cultori, la stessa composizione è stata messa a nudo da un'esegesi minimalista e dalla cultura post-rock, spesso con risultati eccellenti; eppure, un recupero di formule più elaborate e una scrittura più colta sembrano essenziali per rinnovare il linguaggio sonoro del terzo millennio.
Louis Philippe
è uno dei pochi autori che ancora indugia sulla scrittura e sulla timbrica per un'elaborazione musicale sapiente e spesso un po' snob. L'arte del pop unita a un uso raffinato dell'orchestra e delle voci (oggi definito chamber-pop) ha caratterizzato parte della sua produzione per la mitica label El, mentre il jazz ha fatto capolino tra le sue fonti d'ispirazione, mitigandone i toni più beat e rendendo meno tangibile la forza lirica dell'insieme. 
Soffice, elegante, complessa ma mai eccessiva, la musica di Louis Philippe armonizza Beach Boys, Burt Bacharach, Antonio Carlos Jobim, Kenny Wheeler, Duke Ellington, Left Banke, Ravel e altre raffinate suggestioni stilistiche, dando vita a piccoli gioielli pop che sfuggono alla logica del successo per preservarne il fascino.
 
Frutto di una collaborazione con il gruppo dei Testbild!, "The Ocean Tango" è uno degli album più riusciti della lunga produzione di Louis Philippe. Il sound cristallino e umido della band svedese ha restituito vigore alla creatività del musicista, la scrittura più sofisticata e avvincente viene sottolineata dalla inconsueta cura dei particolari, l'eleganza degli arrangiamenti (valga ad esempio la produzione di "God Save The Clientele") annulla il gap della povertà di mezzi, estraendo sonorità pregevoli.
Musica che non teme la classificazione di melodica, senza cercare giustificazioni intellettuali con termini come craft, tuneful, romantic, dreamy per esorcizzare la paura dell'avversione critica degli eterni sostenitori della supremazia del blues, della sofferenza gothic, o del rock urlante che dagli Stooges ai Fall ha esercitato un fascino graffiante su ogni generazione.
Non sarebbe credibile il canto di Louis Philippe in un contesto ruvido o minimale, la sua musica è sublimazione sonora, articolazione spesso priva di toni incisivi e di geometrie ritmiche.

L'humus offerto dalle flessuose delizie acustiche dei Testbild! è non solo adeguato ma perfetto. In meno di cinque minuti i musicisti condensano innumerevoli trovate armoniche, ogni brano è una mini-suite di stili, come la accattivante "Hosanna", in cui chitarre acustiche e suoni liquidi si disperdono in una sensuale samba post-modern, tra effluvi lounge, accenni di tromba, piano, ritmiche compresse, inedite soluzioni timbriche e una sensualità cortese che, insieme, danno origine a un'inedita saudade sinfonica che sfida il chamber-pop a incontare il jazz.
Tutto l'album è un concentrato di riff armonici, tra accenni melodici che si avviluppano e si intrecciano con richiami alla musica anni 50 e 60, un puzzle disordinato che trova una sua figurazione intensa, sontuosa e priva di dimensione temporale nella ingegnosa "The Munich Train", una delle migliori composizioni dell'artista francese.
Autunnale ma non malinconico, sognante ma non illusorio "The Ocean Tango" si anima di sofisticate pulsioni jazz in "Christmas In July": concertina, vibrafono, piano si fondono con atipiche soluzioni noise di scuola Testbild!, spunti avantgarde, improvvisazioni jazz e delizie orchestrali, che completano l'anima di un'elegante sinfonia nella quale ogni nota sembra poggiarsi delicatamente su un manto di neve.
Non v'è traccia apparente di frivolezza, anche se due deliziosi interludi sonori, "In Flight" e "Par Hasard", alleggeriscono il tono plumbeo dell'album, e il vecchio twee-pop di scuola El apre le danze con "Stills".
Prevale un'eleganza che non accetta il tono ironico e disincantato alla Neil Hannon o la catarsi dei songwriter contemporanei.
 
La superba "Hirondelles" ostenta tutta la passione di Louis Philippe per il jazz, atmosfere notturne e malsane, corrotte da alieni intrecci vocali, scivolano tra tentazioni free e grandiose architetture, mentre il suono della tromba si libra in alto senza confini armonici. Più solare il jazz orchestrale di "Azimuth", dalle connotazioni abilmente retrò e infarcito di cori doo-woop e vocalizzi surf.
Incisiva la presenza dei Testbild! nella ondeggiante "A Friend" con glockenspiel, harpsichord e vibrafoni in prima fila; il romanticismo diventa più audace in "Forgotten Books", nella quale il violino introduce citazioni armoniche classicheggianti e sofisticate con vocalità soffici come nuvole a primavera, per un concentrato di puro romanticismo che farebbe innamorare due acerrimi nemici.
 
Spetta alla title track chiudere con classe: Louis Philippe affronta lo scoglio della canzone pop-jazz, esplorando sonorità che sposano Duke Ellington e gli Steely Dan, ancora una volta evitando toni calligrafici, in un trionfo della musica cromatica e dell'arte della composizione con soluzioni sonore che entusiasmano e invitano al riascolto, come il duetto piano e chitarra acustica che rimanda ai migliori High Llamas (non a caso all'album collabora anche Sean O' Hagan).
Anticipato da una pubblicazione solo in formato digitale e proposto in un'interessante performance acustica con Stuart Moxham, Sean O' Hagan e Louise Le May, "The Ocean Tango" è uno dei migliori album dell'artista francese e una conferma del talento dei Testbild!, un progetto che sfida le regole del business con sonorità originali e suadenti, un modo delicato di chiudere un anno variopinto.

(01/12/2010)



  • Tracklist
  1. Stills 
  2. Azimuth
  3. The Munich Train
  4. In Flight
  5. A Friend
  6. Forgotten Books
  7. Hosanna
  8. Par Hasard
  9. Christmas In July
  10. Hirondelles
  11. The Ocean Tango 
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