OndaDrops

OndaDrops Vol. 2:

Take the sounds, turn them into words

di Raffaello Russo

Il primo volume di OndaDrops era incentrato su un'intersezione di piani avente ad oggetto le parole: quelle scritte dai cantautori protagonisti di quella pionieristica raccolta e giustamente relegate in secondo piano di fronte alla viva sostanza della musica, da sola capace di comunicare ben più di quanto mille parole potrebbero fare. Seguendo idealmente la stessa scia attraverso forme del tutto diverse, il secondo appuntamento con la compilation di brani esclusivi, offerti da OndaRock in download gratuito ai suoi lettori, accantona sostanzialmente quasi del tutto le parole, lasciando che siano i suoni ad assumerne la funzione, con il loro codice comunicativo in apparenza afasico, eppure sempre denso di suggestioni.
Sono infatti le infinite possibilità offerte dall'elettronica, intesa nel senso più ampio del termine, ad essere le protagoniste del secondo volume di OndaDrops: dall'ambient più profonda a pulsazioni prossime a matrici dance, da torsioni droniche e leggiadre confluenze elettroacustiche, senza tralasciare incursioni in retaggi post-classici, questa nuova doppia raccolta, emblematicamente intitolata "Take The Sounds, Turn Them Into Words", si prefigge di offrire un ampio spaccato di tante interessanti elaborazioni musicali che in qualche modo hanno a che fare con l'ambient-music e l'elettronica in generale, impiegata ora quale cardine di composizioni costruite intorno a synth e tastiere, ora in veste di elemento accidentale o manipolativo di musica generata da una strumentazione reale.
Un occhio di riguardo, nella sua compilazione, è stato riservato ad artisti italiani, con il dichiarato intento di dimostrare come anche nel nostro Paese operino realtà molto valide, che nulla hanno da invidiare a celebrati nomi internazionali.
Ascoltare per credere, emozioni e parole verranno da sé.

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portroyal_01port-royal
Non ha certo più bisogno di presentazioni quella che senza timore di smentita rappresenta ormai  la realtà italiana più conosciuta e apprezzata all'estero. Da Genova al mondo, dai retaggi shoegaze e vagamente post del debutto "Flares" al superamento della paura di ballare nell'ultimo "Dying In Time", i port-royal hanno elaborato con grande carattere la propria formula di una deca-dance che non disdegna incursioni nell'idm più profonda, ma non dimentica mai di rifondere in musica la propria weltanschauung e quello spirito che ne ha modellato la fisionomia fin dagli esordi.
Scritta e realizzata da Attilio Bruzzone, Ettore Di Roberto ed Emilio Pozzolini tra la fine del 2009 e i primi mesi dell'anno in corso, la traccia gentilmente offerta in esclusiva per il secondo volume di OndaDrops, "Günther Anders", rappresenta la loro prima testimonianza artistica successiva a "Dying In Time". Oltre a mostrare ulteriori segni evolutivi nel curatissimo suono della band, i riferimenti culturali del brano mantengono fede alle sue altre due grandi passioni accanto alla musica: l'Europa orientale e la filosofia. 
port-royal - Günther Anders

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Illuminated Faces
Tra i nuovi talenti della scena russa, Roman Tsepelev con il suo progetto Illuminated Faces riporta l'elettronica allo spirito positivo e sfrontato delle origini acid house degli anni 90, dei rave e delle trasformazioni della new wave in beat scatenati.
Urgenza ritmica e dolcezza melodica si fondono nella sua musica con uno spirito fresco, capace di rideclinare l'intersezione tra synth e chitarre in trame vibranti, che sono già valse a Tsepelev i positivi riconoscimenti tributati al suo album di debutto "Roadbag", pubblicato nel 2006, e al seguente "Good Morning Light" del 2009. I medesimi elementi ricorrono anche in "Difficult, Spain", uniti a un crescendo di scie luminose che riconduce le recenti prove degli M83 a una briosa impronta est-europea.
Illuminated Faces - Difficult, Spain

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Nemmeno in questa occasione Mr. 36 ha inteso diradare il mistero che avvolge la sua identità, le informazioni a proposito della quale permangono tuttora inesistenti, se non fosse per il riconoscimento di un suo generico retroterra in veste di produttore e artista elettronico. I sospetti che il numero nasconda in realtà qualcuno di ben noto sono stati già alimentati in occasione del suo debutto "Hypersona", album autoprodotto che ne ha rivelato se non altro l'abilità nella costruzione di raffinatissime tessiture ambientali. Quel disco rappresenta peraltro il primo capitolo di una trilogia che ha appena trovato seguito in "Hollow" e dalla quale è lecito attendersi ulteriori interessanti sorprese, come ben dimostra "Just One Night", brano che scompagina da subito in maniera decisa quel poco che dell'artista inglese si è finora potuto carpire.
36 - Just One Night

apartApart

Apart rappresenta ormai ufficialmente la seconda vita artistica di Francis M. Gri, sempre più lontano dalla galassia dark che lo ha visto protagonista insieme agli All My Faith Lost.
Una certa propensione per atmosfere vaporose e oscure era ancora riscontrabile nei solchi del suo recente doppio album "Winter Fragments", ma pulsazioni sognanti, riverberi e flessuosi soffi sintetici lasciavano già intravedere una mutazione più decisa, che adesso in "New Day" (titolo che pare quanto mai emblematico) muove un ulteriore passo in avanti, innestando ritmi più decisi su un tessuto ormai dominato da un'elettronica vitalissima e cangiante. La transizione di Gri può dirsi ormai completa.
Apart - New Day

ambidextrousAmbidextrous
Antesignano dell'elettronica russa, Nick Zavriev ha alle spalle oltre una decina di pubblicazioni, ripartite tra numerose collaborazioni e il progetto solista Ambidextrous. I suoi interessi artistici sono equamente ripartiti tra l'ambient-idm, coltivata soprattutto all'inizio della sua attività, e la successiva scoperta di sperimentazioni di più marcato stampo dance, che insieme al continuativo rapporto con i port-royal, lo hanno condotto verso territori sintetici e alla riscoperta delle sonorità sviluppate nel corso degli anni 70-80.
A questo secondo ambito si può senz'altro ascrivere "Grey's Noir Theme", le cui tastiere rilucenti, supportate da decisi beat, riportano sotto una luce attualissima le fascinazioni di quei tempi pionieristici dell'elettronica da ballo.
Ambidextrous - Guy's Noir Theme

dedo_01Dedo

"Un ragazzo in una stanza che usa un computer per fare musica": è così che si autodefinisce Stefano Panzera aka Dedo, artista bolognese impegnato a coniugare atmosfere liquide e rarefatte con una vena più schiettamente elettronica, non aliena da esplicite tentazioni dance.
Tappeti elettronici e battiti cadenzati da un lato, sferraglianti fremiti chitarristici e onirici echi shoegaze dall'altro, si mescolano e si ricombinano in continuazione in "The Wave", così come già nell'album d'esordio "Solar Day", stabilendo un punto d'equilibrio tra filtraggi e liquide folate sintetiche in una formula di diretto impatto sonoro ed emotivo.La dance più esplicita è appena un passo più in là, ma per Dedo l'elettronica è soprattutto uno strumento espressivo, appena al di sotto del quale resta ben percettibile una formazione artistica radicata nell'indie italico ma che sa rivolgere il proprio sguardo anche altrove.
Dedo - The Wave

elisaluu_01Elisa Luu
Polistrumentista romana coinvolta fino al 2007 in numerosi progetti artistici in prevalente ambito jazzistico, da allora a oggi Elisabetta Luciani ha cambiato pelle, trasformandosi in Elisa Luu e dedicandosi alla composizione elettronica, senza tuttavia dimenticare il suo sax alto, il flauto e la chitarra, che continuano a costituire il substrato delle sue composizioni.
Dopo un Ep e altre tracce più o meno sparse per la rete, l'album "Chromatic Sigh", pubblicato dall'australiana Hidden Shoal, ha rivelato sensibilità di Elisabetta nel trascendere le stesse definizioni di musica ambientale ed elettroacustica, attraverso una ricchezza di sfumature vitalissime nelle quali torsioni melodiche si avviluppano a un tappeto di armonie e moderato rumorismo. È quel che avviene anche in "Piano 5-1", sulla cui liquida pacatezza iniziale irrompono ritmi decisi e frammenti acustici, eredità del passato jazz adesso mutate nel nuovo contesto.
Elisa Luu - Piano 5-1

puffinonmyside_01Puffin On My Side

Puffin On My Side è il progetto solista di Alessio Mecozzi, chitarrista e membro fondatore dei post-rockers romani Mokadelic. La sua musica è caratterizzata da atmosfere dilatate, arrangiamenti minimali e coinvolgenti, che uniscono la delicatezza del post-rock alla spazialità dell'ambient e dello shoegaze. Sonorità sognanti in cui gli intrecci chitarristici, le trame ambientali e un'avvolgente elettronica si combinano in una dimensione poeticamente visionaria.
Una colonna sonora per dare libero sfogo alle proprie emozioni, come ben esemplificato in questa sua preghiera dal sottosuolo, che muove dalle brumose vibrazioni di echi e riverberi per poi arricchirsi di battiti pulsanti e di un immaginario sinuoso e romantico.
Puffin On My Side - Underground Prayer

bersarinquartett_01Bersarin Quartett
Di Thomas Bücker si conosceva poco o nulla ai tempi dell'esordio omonimo del suo progetto Bersarin Quartett; adesso almeno la sua identità è stata svelata, anche se le sue apparizioni permangono saltuarie, così come le sue produzioni, ferme a quello splendido debutto e in lento movimento verso un seguito che - parole sue - potrebbe farsi attendere ancora anni.
Per questo, "Perlen, Honig Oder Untergang" rappresenta un succulento strappo alla regola nella solitaria filosofia artistica di Bücker, le cui melodie, ancora fondate sul filtraggio elettronico di loop originati dagli archi, assumono lentamente forme irregolari, stratificandosi in ritmiche asciutte e dissolvendosi in sciabordii e aperture in crescendo. A ciò si aggiunge qui la presenza del pianoforte, che apporta romanticismo contemplativo all'indole cinematica di Bücker e alle sue ottime capacità di rendere in musica pennellate autunnali, dense di suggestioni austere e malinconiche.
Bersarin Quartett - Perlen, Honig Oder Untergang

unvorticedibassapressione_02Un Vortice Di Bassa Pressione
Il giovane catanzarese Attilio Novellino, titolare in solitaria del suggestivo alias Un Vortice Di Bassa Pressione, è uno dei nomi più interessanti tra gli ormai numerosi artisti italiani che distribuiscono liberamente le proprie opere attraverso la rete. Dopo svariate collaborazioni, il suo mini album di debutto, "Anonymous Said" ne ha rivelato la sensibilità applicata alla giustapposizione di chitarre, filtraggi elettronici, samples e sparse note di piano: se gli elementi essenziali della sua musica sono ormai piuttosto comuni, la loro combinazione si dimostra decisamente personale nelle sue oscillazioni tra retaggi post-rock cosmici e intricate modulazioni elettroniche. Comune denominatore delle composizioni di Novellino resta comunque sempre un pronunciato lato emotivo, che trova il proprio veicolo comunicativo nelle soluzioni sonore, ma anche nei saltuari field recordings prescelti per affiancarla. È proprio il caso di "Why Not", brano costruito su spoglie cadenze pianistiche, puntelli elettronici e infiltrazioni distorsive, e impostato su un'ispirazione concettuale che gli ascoltatori più attenti sapranno cogliere tra le righe.
Un Vortice Di Bassa Pressione - Why Not

tehoteardo_01Teho Teardo

Teho Teardo è un fiume in piena. Solo ad elencare i progetti in cui è stato coinvolto viene un giramento di testa.  Ultimamente è stato impegnato sui palchi di teatri e festival a musicare testi di Claudia Castellucci con l'aiuto di Alexander Balanescu, Blixa Bargeld e Chiara Guidi. In passato ha suonato con molti degli eroi del mondo sotterraneo, dai Cop Shoot Cop a Lydia Lunch, dai Nurse With Wound ai Zeni Geva, dai Pain Teens a  Mick Harris, dai Girls vs Boys a Erik Friedlander. Dopo anni di lavoro spesi a sperimentare tra rock, noise ed elettronica, Teardo si vede infine riconoscere un ruolo di rilievo come autore di colonne sonore. I primi lavori restano nell'ombra ma con "L'amico di Famiglia" di Paolo Sorrentino e "La Ragazza sul Lago", di Andrea Molaioli le cose cominciano a cambiare. Nel 2009 Teardo vince il prestigioso David di Donatello per la colonna sonora de "Il Divo" di Paolo Sorrentino. 
Teho Teardo - Waxed

nimh_01Nimh

Nimh (Giuseppe Verticchio) nasce a Roma nel 1965.
Appassionato di musica ambient, sperimentale ed elettronica, e informatico di professione, si avvicina alla produzione di questo genere musicale nel 1994.
Nel 1996 si trasferisce per un anno a Koh Samui, in Thailandia, e in questo periodo inizia a maturare l'interesse per le musiche tradizionali orientali, interesse che progressivamente lo porterà ad avvicinarsi sempre più agli strumenti etnici, e ad inserirli in modo rilevante in alcuni suoi lavori.
Dal 2001 inizia ad utilizzare lo pseudonimo "Nimh" per firmare le proprie realizzazioni. La sua musica riunisce influenze di vario genere, gli album sono spesso molto diversi l'uno dall'altro, e contengono varie miscele di elementi di musica sperimentale, ambient, dark-ambient, industriale, elettronica, isolazionista, etnico-rituale. 
Nimh - A Short Passage


CD 2

glenjohnsonGlen Johnson
Benché Piano Magic sia la sua creatura più longeva e conosciuta, la febbrile passione di Glen Johnson per la musica si manifesta in molti diversi rivoli e denominazioni, oltre che da ultimo nella nuova avventura dell'etichetta Second Language. Come lui stesso rivelava nel corso di una recente intervista a OndaRock, la sua estrema prolificità artistica lo porta a passare molte ore al giorno al pc, riempiendo il suo hard-disk di musica per Piano Magic, Textile Ranch, Future Conditional o per tanti altri progetti senza nome. In particolare, i suoi esperimenti elettronici sono abitualmente andati sotto il nome sotto l'alias Textile Ranch e, più di recente, sotto il suo stesso nome di battesimo, che per la prima volta ha identificato l'album dello scorso anno "Details Not Recorded". Su quella falsariga di elettronica vintage, giocosa e, come di consueto, alquanto spettrale, si colloca "Nuit Paranoïaque", il brano che Glen Johnson ha deciso di pescare dall'hard-disk per regalarlo al suo affezionato pubblico italiano.
Glen Johnson - Nuit Paranoïaque

con_cettacon_cetta

Primo e unico italiano ad aver inciso un disco - il suo album d'esordio "Micro" - sulla prestigiosa Moteer, il siciliano Giuseppe Cordaro è un vero e proprio scultore di miniature sonore, cesellate con cura attraverso intarsi elettroacustici rigorosamente minimali. Il ventaglio di suoni e strumenti del suo progetto solista Con_cetta spazia da tastiere notturne e note di piano a crepitii elettronici e loop sintetici. Ritroviamo adesso tutto il suo universo condensato nel microcosmo di "Glicine", brano che si struttura gradualmente a partire dalle iniziali sospensioni ambientali, innalzando cumuli vaporosi su sciabordii e disturbi lontani, presto diradati da riflessi folktronici e vitalissimi innesti elettroacustici. Caldo, avvolgente, ma sempre sottilmente inquieto, il fragile equilibrio raggiunto da Cordaro rappresenta una piccola gemma tutta da scoprire nelle sue tante, curatissime sfaccettature.
con_cetta - Glicine

dergarDergar

Christos Garbidakis aka Dergar è un artista greco che di recente ha debuttato con l'album in free download "Fraternity" e ha avuto modo di stabilire un proficuo rapporto con i nostri port-royal. L'idea filosofica di fratellanza trascende gli aspetti strettamente musicali della sua produzione, la cui ispirazione trae origine dalla nostalgia per il tempo della fanciullezza, un tempo del quale Christos conserva ricordi quali l'ascolto delle composizioni di Mikis Theodorakis nella macchina dei genitori. Intrisa di un tepore fragile e descrittivo, la sua traccia "Our Warm Hearts" richiama al contempo istantanee private e concetti universali, da un raggio di sole al canto degli uccelli, quest'ultimo catturato dal vivo all'alba e utilizzato a mo' di puntello del pacifico bozzetto del testo e dei filtraggi elettronici di una strumentazione che comprende chitarra, basso e anche una pipa cretese.
Dergar - Our Warm Hearts


dollboyDollboy
Artista decisamente eterogeneo, Oliver Cherer nel corso di quattro album ha guidato il suo progetto Dollboy attraverso significative trasformazioni, dall'iniziale rimaneggiamento elettronico di semplici melodie a base folk all'inedita incursione nelle canzoni di "A Beard Of Bees".
In parallelo, Cherer ha tuttavia continuato a coltivare la sua passione per la cattura di frammenti sonori e per strumentazioni particolari, convogliata da ultimo nello spettrale itinerario sotterraneo descritto in "Ghost Stations". In parziale continuità con quel lavoro, nel nuovo brano "Sinister, Dexter" si susseguono tutte le giocose manipolazioni di Cherer in quello che lui stesso definisce un breve melodramma sintetico realizzato con strumenti logori.
Dollboy - Sinister Dexter

eerranteEmanuele Errante
Compositore e polistrumentista napoletano, Emanuele Errante è una delle figure più interessanti e attive nel panorama ambient ed elettroacustico italiano e non solo, come testimonia la pubblicazione dei suoi due album "Migrations" e "Humus" rispettivamente, sulle etichette Apegenine e Somnia, e la prossima realizzazione di un album collaborativo insieme a Dakota Suite. Particolarmente attento agli aspetti visuali della musica, Errante disegna paesaggi sonori visionari e introspettivi, arricchendone le modulazioni e latenti pulsazioni di riflessi acustici affidati alla chitarra, al pianoforte o all'arpa, che vi aggiungono un tocco caldo e personale, evidenziando il legame mediterraneo delle sue avvolgenti composizioni.
Emanuele Errante - Later, Earlier

aoyomaAoyomA
Fabrice Mougin è un compositore francese, specializzato nella realizzazione di colonne sonore per film e documentari televisivi di vario stampo. Il suo progetto personale che va sotto l’alias AoyomA è animato dal medesimo spirito narrativo, finalizzato alla creazione di musica in grado di raccontare storie, dipingere quadri e creare atmosfere nelle quali si muovono i passaggi di una pellicola immaginaria. La missione è, in questo caso, affidata esclusivamente alla musica, svincolata dal legame con le immagini e dunque ridotta a pura essenza.
Attraverso il pianoforte e poco altro, Mougin modella miniature incantate e fuggevoli, che finora hanno trovato una sintesi nel mini “Epilogue”, licenziato nel 2007 dalla netlabel Aerotone, del quale “Jour Après Jour” costituisce un’ideale prosecuzione, incentrata sullo scorrere del tempo, sulla quotidianità e su quelli che lo stesso Mougin, nel presentare il brano, definisce “soffici souvenir”.
Aoyoma - Jour Après Jour

mesagetobearsMessage To Bears

Polistrumentista originario di Oxford, Jerome Alexander ha incentrato il suo progetto Message To Bears sulla ricerca di un bilanciamento tra ambient e folk, in grado di creare un flusso sonoro dai contorni smussati, la cui fragile emozionalità si esprime in melodie estremamente sobrie e misurate.
Nel suo primo lavoro sulla lunga distanza, "Departures", Alexander ha intessuto serene trame contemplative, realizzate attraverso la solitaria esecuzione di un ampio novero di strumenti, che vanno dalla chitarra acustica al pianoforte, dal glockenspiel a samples elettronici. Alle aggraziate sfumature in penombra di quel lavoro, Alexander sembra adesso voler aggiungere melodie e frammenti di quelle che potrebbero presto diventare vere e proprie canzoni: e chissà che i delicati arpeggi e i vocalizzi di "New Beginning" non rappresentino davvero il primo passo di un'imminente trasformazione delle sue modalità espressive.
Message To Bears - New Beginning

librarytapesLibrary Tapes
Sempre attivo sotto ormai numerose denominazioni e collaborazioni (Forestflies, Xeltrei, Le Lendemain e il nuovissimo Murralin Lane), lo svedese David Wenngren si è però fatto conoscere e apprezzare soprattutto con il suo principale progetto Library Tapes, la cui minimale formula di piano-glitch si è gradualmente accresciuta di complessità e struttura, implicando da un lato una più decisa spinta orchestrale e dall'altro un'accurata ricerca sui tempi e sulle cadenze delle note e degli immancabili piccoli disturbi elettronici.
In quest'ultima direzione va il frammento "Terese", anticipazione del prossimo disco di Library Tapes, gli interstizi tra le cui poche note di pianoforte sono tempestati di decostruzioni rumoriste sempre più sfrigolanti e irregolari, sfocianti in un vero e proprio deragliamento finale.
Library Tapes - Terese

absentwithoutleave_02Absent Without Leave

Absent Without Leave è il progetto attraverso il quale si è fatto conoscere un intraprendente giovane greco, George Mastrokostas, che attraverso illustri collaborazioni, quali quella con i Port-Royal, e un paio di valide pubblicazioni a suo nome (l'Ep "Bon Voyage" e l'album "Postcards From Nowhere") si è guadagnato una meritata credibilità in quell'affascinante ambito a cavallo tra retaggi post-rock, approcci con l'elettronica e dilatati paesaggi ambientali. Particolarmente ampio il ventaglio dei suoi interessi stilistici, dunque, concentrati però soprattutto nell'elaborazione di atmosfere lente e ovattate, realizzate attraverso l'iterazione di toni chitarristici, e solo a tratti affiancate o filtrate dall'elettronica. La presenza dell'elettronica permane inalterata, sebbene ridotta a soli sfrigolii e manipolazioni sonore, anche in "Not Enough", brano che vede Mastrokostas indirizzarsi in maniera decisa verso trame slow-core, che qui per la prima volta presentano vocalizzi impalpabili.
Absent Without Leave - Not Enough

shaula_01Shaula
Ultima in ordine di tempo tra le innumerevoli artiste elettroniche provenienti dal Sol Levante, la misteriosa Shaula si è affacciata in sordina alle pubblicazioni musicali attraverso l'album dello scorso anno "Haze", licenziato in 150 copie dall'acutissima etichetta Under The Spire.
Modulazioni sognanti e fragili sensazioni acquatiche contrassegnano l'immaginario dilatato e la ricerca della quiete riposta nell'ambient music di Shaula, che in "Origin Of Mirage" ha provato appunto a racchiudere una visione tratta dal racconto che ha ispirato la traccia e avente ad oggetto il sogno di un mollusco che vive nelle profondità dell'oceano. Shaula invita dunque a immaginare questo miraggio, chiudendo gli occhi in modo che possa apparire riflesso sulle palpebre, accompagnato dalla sua musica.
Shaula - Origin Of Mirage


thebeautifulschizophonicThe Beautiful Schizophonic
Partiture ambientali evanescenti e modulazioni ammantate di fascino sinistro connotano la monumentale sperimentazione del portoghese Jorge Mantas, che sotto l'alias The Beautiful Schizophonic ha già offerto ampie prove della sua classe compositiva. Finissimi drone e field recordings, ma anche inserti acustici e aperture romantiche, popolano la sua autodefinita "neoclassical laptopia", quasi una coltre di frequenze cosmiche filtrate e lievemente distorte, attraverso le quali scorrono istantanee cangianti e flutti pulsanti, magnificamente racchiuse negli ultimi due album "Musicamorosa" ed "Erotikon".
Come già in quei lavori, anche in "Dreaming In The Proximity Of Mars", Mantas lavora sulla persistenza di raffinatissime modulazioni droniche, in un processo di graduale innalzamento e saturazione, capace di creare atmosfere oniriche dai contorni totalmente alieni.
The Beautiful Schizophonic - Dreaming In The Proximity Of Mars

cloistersThe Cloisters
Meglio conosciuto sotto l'alias di Plinth, fin dall'inizio degli anni 2000 il poliedrico compositore inglese Michael Tanner si cimentato in una lunga serie di produzioni e collaborazioni, che spaziano dal folk ancestrale degli United Bible Studies alle colonne sonore sintetiche di Cat Lady, progetto che lo vede insieme a Matt Shaw.
The Cloisters rappresenta dunque l'ultima delle sue tante identità artistiche e, almeno a giudicare da "Riverchirst", sembra collocarsi nel solco di quelle fascinazioni per microsuoni spettrali, vero marchio di fabbrica di Plinth fin dai tempi della sua "Victorian Machine Music" e di recente confermata nella collaborazione con Glen Johnson in "The Rest I Leave It To The Poor". Voci lontane si affacciano su atmosfere solenni e immobili, e trasportando in un altrove spazio-temporale popolato da fantasmi e cristalli che racchiudono un equilibrio di suoni fragile e incontaminato.
The Cloisters - Riverchrist

marconiunionMarconi Union & Giorgio Li Calzi
Duo inglese formato da Richard Talbot e James Crossley, i Marconi Union sono un esempio di passione musicale riservata e volontariamente marginale rispetto alle più diffuse platee che la loro qualità avrebbe meritato.
Dalle dilatazioni in bilico tra Mogwai e Talk Talk del debutto "Under Wires And Searchlights" (2003), alla più marcata indole elettronica affacciatasi nella sua musica nel corso degli anni, la band si è sempre concentrata nella creazione di sinuosi paesaggi musicali, attraverso la combinazione di chitarre, synth e archi secondo uno stile in bilico tra l'ambient e il dub, che non dimentica incursioni dell'elettronica più profonda ma nemmeno più sfumate timbriche jazzy.
Proprio queste ultime sono le protagoniste di "Blue Lights", brano frutto di una recente collaborazione con Giorgio Li Calzi, eterodosso jazzista torinese, la cui tromba conferisce tonalità immaginifiche al notturno mediterraneo generato da questo incontro tra anime, stili e modalità espressive meno distanti di quanto si potrebbe pensare.
Marconi Union & Giorgio Li Calzi - Blue Lights



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OndaDrops Vol.2: Take the sounds, turn them into words
Cd1: download
Cd2: download

Cover photo: Annabelle Sallé©

Un sentito ringraziamento per la collaborazione a Roberto Mandolini, ad Alessandra Reale per la parte grafica, a Giovanni Zangrillo per il mastering, e a tutti gli artisti che si sono resi disponibili a condividere la loro musica con i lettori di OndaRock.

Tutti i brani contenuti in OndaDrops sono stati concessi dagli artisti ai fini di download gratuito. OndaRock non ha alcuna pretesa di proprietà sui brani, che rimangono di esclusiva proprietà dei rispettivi copyright, artisti, etichette discografiche e società di pubblicazione.

All songs included in OndaDrops are provided by artists and intended for free download. OndaRock makes no claims of ownership to any of the songs, that are sole property of their copyrights, artists, record labels and publishing companies.

Playlist

36 - Hypersona (2009)
36 - Hollow (2010)

Absent Without Leave - Postcards From Nowhere (2008)

Ambidextrous - Errorism (2001)
Ambidextrous - Rocket Mind (2007)

AoyomA - Epilogue (2007)

Apart - Winter Fragments (2009)

Bersarin Quartett - Bersarin Quartett (2008)

con_cetta - Micro (2008)

Dedo - Solar Day (2009)

Dergar - Fraternity (2009)

Dollboy - A Book Of Bees (2009)
Dolboy - Ghost Stations (2010)

Elisa Luu - Chromatic Sight (2009)

Emanuele Errante - Migrations (2006)
Emanuele Errante - Humus (2008)

Glen Johnson - Details Not Recorded (2009)

Illuminated Faces - Roadbag (2006)
Illuminated Faces - Good Morning Light (2009)

Library Tapes - Alone In The Bright Lights Of A Shattered Life (2005)
Library Tapes - Höstluft (2007)

Marconi Union - Under Wires And Searchlights (2003)
Marconi Union - A Lost Connection (2008)

Message To Bears
- Departures
(2009)


Nimh - The Unkept Secrets (2008)
Nimh - Travel Diary (2009)

Plinth (The Cloisters) - Plays Victorian Machine Music (2006)
Plinth & Textile Ranch - The Rest, I Leave It To The Poor (2008)

port-royal - Afraid To Dance (2007)
port-royal - Dying In Time (2009)

Puffin On My Side - Early Morning (2009)

Shaula - Haze (2009)

Modern Institute - Excellent Swimmer (2006)
Teho Teardo - Il Divo (2008)

The Beautiful Schizophonic
- Musicamorosa
(2007)
The Beautiful Schizophonic - Erotikon (2009)

Un Vortice Di Bassa Pressione - Anonymous Said (2009)

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