PEARL CHARLES - Desert Queen

2025 (Taurus rising)
soft-pop, urban cowboy

C’è stato un tempo in cui quel grosso e meraviglioso calderone chiamato, perlopiù, soft-pop, finì, soprattutto nei primi anni 80, per strizzare l’occhio al country e a un’estetica tipicamente western. Si parlò così di urban cowboy, sottogenere in realtà abbastanza vasto, portato in auge da cantautrici come Rosanne Cash, Juice Newton, Linda Ronstadt, Crystal Gayle e ovviamente la madrina di tutte, Dolly Parton, tornata in quegli stessi anni a produrre grandi dischi dopo l’epopea d’oro vissuta a cavallo tra i 60 e i 70.

La losangelina Pearl Charles è a pieno titolo l’erede delle musiciste appena citate, sia per gli outfit da dominatrice di un rodeo a caso del sud degli States, e non solo, sia per l’attitudine compositiva.

Se i primi due Lp, “Sleepless Dreamer” e “Magic Mirror”, pubblicati rispettivamente nel 2018 e 2021, esaltano in genere l’approccio country-rock della Charles, le undici canzoni di “Desert Queen” suonano come il manifesto di un’inclinazione a certo urban cowboy, appunto, ormai sfacciata, amplificata dalla recente scelta della musicista californiana di trasferirsi da Los Angeles a Joshua Tree, dove ha anche messo in piedi uno studio di registrazione casalingo per comporre la sua musica lontana dal frastuono della metropoli.

Accanita lettrice di Eve Babitz e Joan Didion, Pearl Charles canta di tempi andati e cortei in piccoli paesi ammirati dai finestrini del vagone di un treno (la melanconica ballata “Just What It Is”) e rievoca con gioia le trame care a uno dei suoi fari indiscussi, Christine McVie, nel duetto con Tim Burgess (“Gone So Long”). E’ infatti il pianismo talvolta da saloon texano della compianta cantautrice britannica uno dei modelli a cui tende a chiare note la Charles. Un esempio? L’atmosfera notturna di “Step Too Far”.

Non mancano poi momenti vagamente disco music, con tanto di archi epici a enfatizzare tutto, come evidenzia il singolo “City Lights”, e altri, invece, in perfetta scia Shivaree (!), come mostra il passo lunare di “Does This Song Sound Familiar?”. Spuntano anche episodi più smooth soul, come i quattro minuti di “Birthday”, e potenziali hit radiofoniche con il ritornello a metà tra Abba e Linda Ronstadt (“Givin’ It Up”).

I brani di “Desert Queen” scorrono uno dietro l’altro con estremo piacere, ed è curioso che la Charles abbia, come dichiarato in diverse interviste, più estimatori a Londra che a Los Angeles. Evidentemente, la nostalgia per l’urban cowboy non è ancora (ri)emersa del tutto nella città degli angeli. Ma questa è, in fondo, un’altra storia.

21/04/2026

Tracklist

  1. 1. Does This Song Sound Familiar?
  2. 2. City Lights
  3. 3. Step Too Far
  4. 4. Middle Of The Night
  5. 5. Just What It Is
  6. 6. Givin' It Up
  7. 7. Birthday
  8. 8. Smoke In The Limousine
  9. 9. Nothing On Me
  10. 10. Gone So Long
  11. 11. You Know It Ain't Right

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