WESTSIDE COWBOY - So Much Country ‘Till We Get There

2026 (Nice swan recordings)
alt-country, indie-rock

The world is waiting for you, you don’t need a head start

“Britainicana”, o di come folk e country americano incontrano la tradizione Diy indie/post-punk inglese, abbracciando idealmente le influenze di nomi come Friko, Car Seat Headrest, Geese, Wilco, Big Thief, Dove Ellis, Black Country, New Road, caroline, Arcade Fire e Ratboys. Tale definizione è stata coniata ironicamente dai Westside Cowboy per descrivere il loro sound. Quartetto mancuniano fondato nel 2023 da Jimmy Bradbury (voce, chitarra), Reuben Haycocks (voce, chitarra), Aoife Anson O’Connel (voce, basso) e Paddy Murphy (voce, batteria), la cui popolarità è in libera ascesa, ha attualmente all’attivo due soli Ep, “This Better Be Something Great” (2025) e il nuovo “So Much Country ‘Till We Get There”. Quest’ultimo vede la partecipazione di Loren Humphrey (Cameron Winter, Wunderhorse, Automatic) in veste di producer e prosegue il percorso iniziato nel 2025, focalizzandosi su composizioni leggermente più ambiziose, sia in termini di sonorità sia di liriche.

Si parte lentamente con gli archi in crescendo e i vezzi chamber pop di “Strange Taxidermy”, lasciando prendere progressivamente il sopravvento a piano e synth in stile britpop con un fondo di basso, anticamera della successiva e ben più catchy “Can’t See”, prima canzone a essere stata assemblata in studio, caratterizzata da ritmi più veloci, chitarre armoniche e la presenza di conga. Il tempo e i continui cambiamenti sfuggono al controllo dell’essere umano in “Don’t Throw Rocks”, nella quale ripetuti litigi, scanditi da passaggi strumentali sempre più intensi tra una strofa e l’altra, conducono all’inevitabile rottura di una relazione sentimentale.

I’m waitin’ for a sign
To tell me I’m alive
To tell me I’m alright
And I know that you know that I know that we could never be
And I know it’s just another dumb American dream

Le esplosioni e i cori in direzione power pop di “The Wahs” rappresentano un naturale prosieguo della traccia precedente, dove il protagonista paragona il suo tentativo di avvicinarsi alla persona amata allo scalare una montagna con le mani dietro la schiena, mentre l’amara e scarna chiusura “In The Morning” descrive una vita vissuta in maniera infelice, cullata da note country old school.
“So Much Country ‘Till We Get There” è un breve episodio niente male, ma il futuro dei Nostri è ancora tutto da (scrivere e) vedere, possibilmente al di là della fitta coltre di hype.

12/05/2026

Tracklist

  1. Strange Taxidermy
  2. Can't See
  3. Don't Throw Rocks
  4. The Wahs
  5. In The Morning

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