Genesis

Come Phil Collins diventò il cantante dei Genesis

Nel 1975 i Genesis affrontarono uno dei cambi di formazione più importanti nella storia del rock: l’uscita di Peter Gabriel, frontman carismatico e principale artefice dell’immaginario teatrale e visionario del gruppo, aprì la strada alla “promozione” di Phil Collins da batterista a cantante. Fu l’inizio di una trasformazione graduale che avrebbe portato la band dalle complesse architetture progressive degli anni Settanta al successo planetario del decennio successivo.
I primi segnali della separazione erano emersi durante la lavorazione di “The Lamb Lies Down On Broadway“, pubblicato nel 1974. Gabriel si era temporaneamente allontanato per valutare una collaborazione con il regista William Friedkin, reduce dal successo de “L’esorcista“. “Friedkin non voleva che i Genesis finissero”, ha raccontato Steve Hackett. “Peter tornò nella band, ma col tempo divenne evidente che avrebbe fatto questo album e lo avrebbe portato in tour con noi, in modo da non piantarci in asso. Ma poi avremmo dovuto trovare un nuovo cantante”.

Individuare un sostituto non fu semplice. Il gruppo organizzò numerose audizioni, senza riuscire a trovare una voce capace di raccogliere l’eredità di Gabriel. Eppure la soluzione era già presente all’interno della band. Collins aveva dimostrato da tempo di saper cantare: aveva interpretato “For Absent Friends”, in “Nursery Cryme”, e “More Fool Me”, in “Selling England By The Pound“, oltre a partecipare all’album solista di Hackett “Voyage Of The Acolyte”. Il chitarrista ricordava anche il momento in cui i compagni si erano accorti per la prima volta delle sue qualità vocali: “Eravamo fermi con il furgone a fare benzina, Phil ha iniziato a cantare qualcosa e noi ci siamo girati e gli abbiamo detto: ‘Hai una bella voce, ricorda quella di Steve Winwood‘”.
Collins, tuttavia, non sembrava affatto intenzionato a entrare nel ruolo. “All’inizio Phil non voleva diventare un frontman”, ha spiegato di recente Hackett. “Strano anche perché quando è arrivato nei Genesis aveva già avuto una carriera da attore. Era una star, ma voleva essere solo un batterista. La storia non gli ha dato ragione”.

Prima di dedicarsi alla musica, Collins aveva infatti lavorato come attore: ancora adolescente era apparso come comparsa nel film dei Beatles “A Hard Day’s Night” e aveva interpretato Artful Dodger nel musical “Oliver!” nel West End. Una familiarità con il palcoscenico che, paradossalmente, non bastava a convincerlo ad abbandonare il posto dietro la batteria. All’interno dei Genesis permaneva inoltre una perplessità di carattere scenico. “Avevamo una persona tra noi che poteva farcela, ma c’era la preoccupazione di avere un batterista che cantasse, mentre fino a quel momento avevamo avuto un frontman che si travestiva, correva sul palco e faceva ogni genere di cose”, ha ricordato Hackett. “L’idea di avere un ragazzo che cantava dietro ai tamburi ci sembrava visivamente molto difficile”.

A indicare la strada fu Jon Anderson, cantante degli Yes, incontrato da Hackett nel 1975 durante il primo matrimonio di Collins. “Mi disse: ‘Phil ha una voce fantastica, perché non fate di lui il cantante e inserite un altro strumentista?’. Io risposi: ‘Hai assolutamente ragione e sono d’accordo con te’. Pensavo che fosse la cosa giusta da fare, ma gli altri non erano ancora convinti di questa strategia”.
La svolta arrivò durante le registrazioni di “A Trick Of The Tail”. I Genesis avevano cominciato a incidere le parti strumentali senza sapere chi avrebbe cantato nel disco, mentre le audizioni continuavano senza risultati. Collins, che spesso aiutava i candidati mostrando loro le melodie vocali, a un certo punto perse la pazienza: “Fatemi provare questa canzone”.

Il brano si intitolava “Squonk”. E l’interpretazione di Phil Collins fu così convincente da sciogliere ogni dubbio. Tony Stratton-Smith, fondatore della Charisma Records e manager della band, si affacciò nello studio dopo averlo ascoltato e pronunciò il verdetto: “Bene, ragazzi, sembra che abbiate trovato il vostro cantante. Ciao!”. Quindi se ne andò prima che potesse cominciare qualsiasi discussione.
“Se Phil fosse stato rifiutato, per qualsiasi motivo, sospetto che avrebbe deciso di entrare in un’altra band”, ha osservato Hackett. “Per fortuna Tony lo convinse a rimanere con noi”. Sul palco Collins avrebbe inizialmente continuato a suonare la batteria in alcuni momenti, affidandola per il resto del concerto a Bill Bruford e successivamente a Chester Thompson.

Il passaggio da Gabriel a Collins non trasformò immediatamente i Genesis in una formazione pop: “A Trick Of The Tail” e “Wind & Wuthering” conservarono gran parte della complessità e dell’ambizione progressive del gruppo. Ma quella scelta apparentemente azzardata rese possibile una seconda vita che pochi avrebbero potuto prevedere. Il batterista che non voleva stare al centro del palco diventò prima la voce dei Genesis e poi una delle figure più popolari della musica degli anni Ottanta.

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