Kim Gordon è diventata una delle figure più influenti del rock alternativo degli ultimi quarant’anni, eppure – a quanto pare – non ha mai pensato a sé stessa come a una musicista. L’ex bassista dei Sonic Youth ha ripercorso il suo rapporto con la chitarra e l’eredità lasciata dalla band in un’intervista concessa ad Andrew Trendell per NME, in occasione del lancio della sua prima Fender Jazzmaster signature, uno strumento personalizzato che porta il suo nome.
Dentro la no wave
Il suo approccio alla musica è nato quasi per caso, attraverso il mondo dell’arte contemporanea e la scena no wave newyorkese dei primi anni 80. “La mia coinquilina mi regalò una chitarra che aveva ricevuto dal fidanzato, dopo che si erano lasciati. Jeffrey Lohn dei Theoretical Girls venne a casa e mi insegnò a suonare degli accordi jazz utilizzando soltanto metà delle corde”. Quello stesso strumento sarebbe poi finito nelle mani di Thurston Moore, che lo utilizzò per “Burning Spear”, inserendo una bacchetta da batteria tra le corde e percuotendole con un’altra per ottenere suoni insoliti.
A influenzarla furono soprattutto il free jazz, la libertà espressiva della no wave e le sperimentazioni di Glenn Branca e Rhys Chatham. “Suonavo a orecchio e non ho mai imparato davvero. All’inizio mi avvicinavo alla musica soprattutto come artista visiva. Non mi sono mai considerata una musicista e non avevo alcuna aspirazione a suonare il basso o la chitarra. Ci sono finita dentro, come tante persone della scena post-punk, affascinate dall’idea che la musica potesse essere uno strumento di espressione contro la cultura delle grandi aziende”.
Il passaggio al basso
Quando nacquero i Sonic Youth, Gordon cominciò suonando la chitarra, ma si accorse presto di costruire soprattutto linee di basso e decise quindi di passare allo strumento a quattro corde. Quell’approccio istintivo e sperimentale avrebbe contribuito a ridefinire il linguaggio della chitarra elettrica, rendendo familiari sonorità che all’epoca venivano considerate provocatorie o sgradevoli. “Quando abbiamo cominciato, la parola ‘noise’ veniva usata in senso dispregiativo”, ha ricordato Gordon a NME. “Per noi era semplicemente una sfumatura, un colore. Era un modo realistico di esprimerci e di riflettere il mondo. Oggi la gente usa normalmente la dissonanza e non ne ha più paura”.
La nuova Fender Jazzmaster signature nasce da uno strumento che Gordon aveva ricevuto durante l’ultima tournée sudamericana dei Sonic Youth: una Mexican Standard del 2008, ora reinterpretata con colori invertiti e alcune modifiche tecniche, tra cui un pickup humbucker al ponte e un tradizionale single coil Fender.
Il lancio della chitarra arriva in una fase in cui Gordon si sta allontanando dalle sonorità chitarristiche più tradizionali. Il suo ultimo album solista, “Play Me”, privilegia infatti ritmi elettronici, atmosfere trip-hop e strutture costruite attorno ai beat. “In questo disco alcune parti di chitarra vengono campionate e inserite nei brani. Dal vivo praticamente non la suono, tranne forse in una canzone, perché devo concentrarmi molto sul canto”, ha spiegato. Quanto al futuro, l’artista ha rivelato di aver già realizzato due o tre nuove canzoni, senza però aver deciso quale direzione prenderà il prossimo progetto.
America oggi
Nell’intervista Gordon è tornata anche sulle proprie preoccupazioni per la situazione politica ed economica americana, denunciando la concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di pochissime persone e gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. “Mi sembra che le cose siano persino peggiorate. Tutto il potere e la ricchezza sono nelle mani di circa cinque persone. Si stanno spendendo cifre incredibili per i data center dell’intelligenza artificiale, che non sono redditizi. E il fatto che gli agenti AI possano ormai violare qualsiasi cosa significa che Internet non è più sicuro”.
Nonostante le difficoltà economiche che oggi affrontano musicisti e artisti emergenti, Gordon continua a considerare la pratica musicale un’esperienza fondamentale, indipendentemente dal successo commerciale. “Dipende da cosa vuoi ottenere dalla musica. Per molte persone è uno stile di vita. Diventa sempre più difficile guadagnarsi da vivere suonando e tanti devono fare anche altri lavori. Ma la musica fa bene all’anima. Suonate e basta”.
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