L’archivio dei Sonic Youth è qualcosa di sconfinato: centinaia, forse migliaia di registrazioni, alcune delle quali stanno componendo un programma di pubblicazioni curato personalmente dai membri del gruppo. Materiale che ripercorre l’intera parabola artistica della band newyorkese, una gioia per le orecchie di tutti coloro che non riescono a darsi pace per la loro disintegrazione, conseguenza della rottura del rapporto personale fra Thurston Moore e Kim Gordon.
Questa volta è stata recuperata la registrazione di un concerto gratuito che i Sonic Youth tennero nella loro città d’adozione, New York, il 4 luglio 2008, l’Indipendence Day, nello spazio verde del Battery Park. Dopo una diffusione carbonara – originariamente in regalo con il pre-order di “The Eternal” – la Matador concede ora uno spazio più ampio a questo live, suonato con l’aggiunta di Mark Ibold dei Pavement, che in quegli anni rivestì il ruolo di quinto membro della formazione.
L’ipnosi sonica di “She Is Not Alone”, la vivida energia di “Bull In The Heather”, “Hey Joni” e “100 %”, l’apocalittica cavalcata free noise “The Sprawl”, con Moore che scende a maltrattare la chitarra in mezzo al pubblico, e la deragliante “Silver Rocket” sono alcuni dei punti salienti di un’esibizione che non conosce momenti di stanca. Diversi i brani estratti da “Daydream Nation”, freschi di rappresentazione in sequenza nel tour celebrativo del 2007.
Tre anni più tardi, a ottobre del 2011, i Sonic Youth sarebbero finiti in stand-by a tempo indeterminato, senza però mai annunciare il definitivo scioglimento. Thurston, Lee Ranaldo e Steve Shelley hanno continuato a incrociare le proprie strade, mentre Kim si è divisa fra cervellotici progetti iper-sperimentali e la scrittura del discusso libro “Girl In A Band”. Il sogno di chi li ha amati in tutti questi anni è rivederli tutti assieme su un palco. Nel frattempo, attingere dai loro archivi consente di lasciare accesa quella fiamma, che illumina l’amore incondizionato nei confronti di una band davvero unica al mondo.
02/07/2019
La svolta pop-rock degli straordinari creatori del noise-rock
La nazione dei sogni dell'alternative-rock americano degli anni 90
Dopo gli esperimenti targati Syr, Moore e compagni si confrontano ancora con il proprio suono consolidato
I coniugi Moore da New York alla Croisette per la sonorizzazione della pellicola di Fabrice Gobert
I quattro alfieri del noise rock chiudono l'avventura Geffen con una raccolta di outtake e b-side
Quaranta minuti di sperimentalismi strumentali dalle session di "Made In Usa"
Sotto una Luna Maligna, tutti gli incubi dell'America reaganiana esorcizzati a suon di feedback in uno dei capisaldi del noise-rock
Cinque rarità del periodo 2000-2010 fra avanguardismo melodico e sperimentazioni rumoriste
Diventa un disco ufficiale l'ultimo concerto tenuto dalla band newyorkese in Nord America, con una setlist davvero "alternativa"
Acquisisce lo status di disco ufficiale un bootleg del 1986 che documenta una selezione da tre concerti londinesi
L'imprevedibile connessione tra gli alfieri della "Daydream Nation" alt-rock e la Material Girl all'ombra della Grande Mela
"Impossibile batterli". Così esclamò Thurston Moore quando si trovò di fronte alla prima esperienza live con i Nirvana
L'estetica lercia e mutante dei Sonic Youth attraverso una disamina inedita del loro microcosmo audiovisivo
Il resoconto della prima di tre date italiane dell'ex-cantante e bassista dei Sonic Youth
Un cremoso, sensualissimo abbraccio dal profeta dell'afropiano
Ancora un gran debutto dal Cile, questa volta in bilico tra Arcade Fire e confessioni C86
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente