Bruno Dorella non è un musicista qualsiasi. Il suo nome è al centro di una grande quantità di progetti dell’underground italiano, molto diversi tra loro, che ne sottolineano la versatilità. Fa parte del progetto industrial/elettroacustico Sigillum S, suona la batteria nei celeberrimi Bachi da Pietra, è chitarrista e voce dei Ronin, batterista degli OvO, fondatore dell’etichetta discografica Bar La Muerte; recentemente, qualcuno ha avuto la fortuna di vederlo sonorizzare – insieme a Nicola Manzan dei Bologna Violenta – il capolavoro del cinema muto sovietico “La corazzata Potëmkin” (1925) di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.
Nel 2022 ha iniziato a collaborare con il gruppo di danza moderna nanou per “Paradiso”, musica per lo spettacolo ispirato a Dante Alighieri; nel 2025 ha ripreso la collaborazione con “Redrum”, stavolta chiaramente ispirato al kubrickiano “Shining”.
La musica di “Redrum” – celebre parola scritta sulla porta in una delle scene più iconiche del film di Kubrick — sembra creare tensione più che con il suono, con il silenzio. È una musica che vive di attese che non arrivano mai al dunque (ricorda, da questo punto di vista, uno dei migliori dischi dei Bachi da Pietra, “Non io”), dove elettronica, percussioni e rumori vari restano sempre in sottofondo. Talvolta simulacri di melodia emergono (“Grady”, “Grady Twins”), altre volte scompaiono nel nulla di substrati ipnotici e percussioni ridotte al minimo (“Lloyd The Barman”).
“Gold Room” alza lievemente il volume dei synth, con ritmi elettronici appena percepibili, prima di sfociare in “Tony”, costruita su una nota di basso ripetuta, uno sfondo di chitarra distorta e una batteria in quattro quarti che disegna una base quasi trip-hop. “Face Is Only Nose” ripete in loop un breve testo su una base elettronica dal sapore videoludico, risultando l’unico brano potenzialmente ballabile.
I due episodi più oscuri, che rimandano ai momenti più tragici di “Shining” (“Redrum”, “Room 237”), sono pura avanguardia sintetica: suoni alieni e atmosfere nere che alimentano una tensione costante, sospesa nell’attesa di un cambiamento che non giunge mai.
09/11/2025