Nel 1994, Squarepusher autoproduce e distribuisce un Ep sotto il nome Stereotype, comprimendo quasi un’ora di musica su un singolo 12″. Pochi ne hanno tenuta una copia. Warp Records riporta ora quel documento alla luce, rimasterizzato dai nastri originali e distribuito su doppio vinile, CD e digitale per la prima volta, con due bonus track. Un gemello concettuale dl debutto come Squarepusher, “Feed Me Weird Things” del 1996, registrato nello stesso periodo su Rephlex Records.
I sedici minuti di “Whooshki” aprono con un giro di sintetizzatore che ripete un mantra ambient techno avvolto da distorsioni in ipervelocità. Il magnetismo non risiede nella potenza, ma nella vena melodica di prima scuola Idm intrecciata a un tappeto ritmico da officina siderurgica, con una linea acida che si contorce su casse Roland-909 nel pieno spirito allucinato di un Richie Hawtin degli esordi. “1994” spinge sulla tensione martellante e claustrofobica, scolpendo dieci minuti atonali di furia industrial techno più vicina a Woody McBride che alle trame nu-jazz di “Feed Me Weird Things”.
“O’Brien” apre scenari fantascientifici su breakbeat in fiamme, come se i Global Communication si fossero persi in un rave sotto anfetamine. E’ un’opera in cui dominano le distorsioni della sezione ritmica, i synth modulati e i lunghi accordi sottili come fumi digitali, sublimati in “Greenwidth”, viaggio ipnotico per esploratori interstellari. All’epoca, il disco fu un mezzo flop. Trent’anni dopo, il remaster di Warp che non addolcisce nulla, restituendo chiarezza senza spuntare l’energia abrasiva che scorre.
25/10/2025
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