Il riflusso shoegaze, avvenuto da una decina d’anni a questa parte, non soltanto ha riportato alla ribalta alcuni mostri sacri che definirono a suo tempo le caratteristiche del genere, quali Slowdive e Ride, ma ha anche lasciato emergere nuovi protagonisti non meno rilevanti, quali Nothing e DIIV, giusto per fare un paio di nomi fra i più meritevoli. Come naturale conseguenza, molti giovani musicisti sono stati attratti dall’estetica shoegazing: hanno iniziato a sperimentare con chitarre ed effettistica “fissandosi le scarpe”, nel tentativo di emularne timbriche e dinamiche.
In Italia non siamo certo rimasti a guardare, grazie a progetti che non sfigurano al cospetto dei più reclamizzati esponenti internazionali. Penso ad esempio a Klimt 1918, Flying Vaginas, Arctic Plateau, Divenere, a molte produzioni marchiate Lady Sometimes Records, tutti nomi seguiti su queste pagine. Il caso più recente è un trio composto da ragazzi provenienti da tre aree completamente diverse della nostra penisola: Foreverboymush (Francesco Cingillo, da Palermo), Saint Abel (Tommaso Orlandi, da Rimini) e Moskova Div (Carmine Esposito, da Napoli).
I tre si sono conosciuti su Soundcloud e quasi per gioco hanno iniziato a postare una serie di proprie composizioni su TikTok, piattaforma social dove “shoegaze” è diventato di recente un trend piuttosto seguito, per via del mood introverso e delle scariche di energia che ben si sposano con la disillusione che sta segnando l’attuale confuso periodo storico. “Chiaroscuro”, il loro primo album, raccoglie otto canzoni costruite con liriche dreamy cantate in italiano, voci semi-nascoste sotto un muro di suono creato con chitarre, synth e batterie in sequenza, ma soprattutto con distorsori, feedback, delay e riverberi, un suono raccontato sul web con il termine “zoomergaze”, come dire “il nu-gaze ai tempi di Zoom”, un revival che pesca a piene mani dagli anni Novanta, perfetto per chi vuole evitare di legarsi esclusivamente al suono digitale tipico della pc music.
E’ possibile che nel prossimo lavoro il trio decida di presentarsi con un nome identificativo: al momento i tre musicisti hanno preferito ricorrere alla somma dei loro nomi d’arte, preservando ognuno la propria distinta individualità, regalandoci entusiasmanti centrifughe di suoni.
14/03/2024