SHINTARO SAKAMOTO - Like A Fable

2022 (Zelone records/ secretly distribution)
psych-pop, songwriter

Cosa succede se si mettono insieme David Byrne, Kool & The Gang e Caetano Veloso? Fatte le debite proporzioni, a occhio e croce dovrebbe uscire fuori un disco di Shintaro Sakamoto, il capelluto ed estroso ex-leader degli Yura Yura Teikoku. Alla guida della gloriosa formazione del Sol Levante tra 1989 e 2010, ha pubblicato una ventina tra album originali, Ep e singoli vari, quindi dopo lo scioglimento del gruppo ha fondato un’etichetta propria, la Zelone Records, tramite la quale ha già prodotto alcuni lavori solisti di mirabile ingegno, capaci di mescolare una sconfinata gamma di situazioni e generi mutuandoli da epoche diverse per renderli propri. Nel debutto del 2011 “How To Live With A Phantom” era riuscito a districarsi con disinvoltura tra bossa nova, disco-pop anni 70 e soft-rock, nei successivi “Let’s Dance Raw” del 2014 e “Love If Possible” del 2016 convogliava invece cantautorato, lounge ed exotica. Ora, a sei anni di distanza, è tornato con questo interessantissimo “Like A Fable”, concepito durante i giorni di quarantena e per questo un filino più malinconico e meditativo dei precedenti, ma dal punto di vista sonoro non meno audace e intrigante.

 

I dieci brani in scaletta raccontano dei disagi quotidiani e dei cambiamenti dovuti alla pandemia, in un mondo che nel giro di un paio di anni pare aver irrimediabilmente smarrito il cammino. Ma il microcosmo musicale di Shintaro, sempre uguale a se stesso, non ha affatto perso la bussola, proprio “come in una favola” in cui  tempo e spazio sono concetti astratti che lasciano aperte le porte di un’esplorazione senza regole: “Floating Weeds” e “One Day”, ad esempio, volgono l’ago a certe atmosfere in bilico tra pista da ballo e B-movie poliziottesco, con ritmi che tradiscono la sua innata passione per il tropicalismo (nel 2019 ha collaborato insieme a Devendra Banhart all’Lp “Atràs/Alèm” degli O Terno, rock band di San Paolo), “You Have Time But I Don’t” gioca con il surf’n’roll, mentre la civettuola title track dall’andazzo balneare “Like A Fable” torna ancora più indietro, paragonando il caotico scenario post-pandemico al Kamishibai o “teatro di carta”, una forma di spettacolo di strada nato nei templi buddisti del XII secolo (poi divenuto popolare nel Giappone anni 30) in cui la narrazione veniva affidata a delle tavole illustrate posizionate su palchi in miniatura (nel videoclip del singolo, il cantante è spalleggiato dalla sensuale ballerina Tanishq, regia di Yasuyuki Yamakuchi).

Nel complesso è anche il suo album più pop, e ad accompagnarlo in questa ennesima metamorfosi ci sono gli amici di vecchia data Aya (è l’attuale bassista degli OOIOO), Yuta Suganuma alla batteria e Tetsu Nishiuchi a sax e flauto, così Sakamoto (suo anche l’artwork retrò) può restare in qualche modo ancorato alla comfort zone consolidata, salvo uscirne in sporadiche occasioni senza rischiare più di tanto ( il raffinato jazz-dubby “The Thickness Of Love” e la ninna nanna “Star”). L’apertura “That Was So Illegal” è dominata da drum-machine metalliche e dal trombone di Ken Ken degli Urban Volcano Sounds, ospite anche su “You Still OK?, inoltre gli arrangiamenti sono ovunque dolci e ben curati, a conferma di un talento creativo che pensa ancora a migliorarsi senza rinunciare al tradizionale ruolo predominante della lap steel guitar hawaiiana, che in passato aveva fatto le sue fortune (qui in primo piano in “Sad Errand” e “The Whereabouts Of Romance”).

“Like A Fable” traduce in realtà le mille idee di un acrobata della canzone contemporanea, in grado di trovare sempre il giusto equilibrio tra suono e significato: un disco positivo e ottimista, consigliato anche a chi non mastica il giapponese.

08/07/2022

Tracklist

  1. That Was So Illegal
  2. You Still OK?
  3. Like A Fable
  4. You Have Time But I Don't
  5. Sad Errand
  6. The Star
  7. Floating Weeds
  8. Thickness Of Love
  9. One Day
  10. The Whereabouts Of Romance

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