HAYDEN THORPE - Moondust For My Diamond

2021 (Domino)
art-pop

Dissolta l’avventura dei Wild Beasts, l’ex-leader della band inglese ha preso in carico il pesante fardello emotivo e creativo di quel piccolo gioiellino che aveva consacrato l’art-pop della band, “Smother“. Che gran parte del fascino della band risiedesse nelle originali qualità vocali di Hayden Thorpe era evidente: al pari di Billy MacKenzie (Associates), Thorpe ha finito per identificare la formazione d’origine. E sono molte le similitudini che annodano il destino artistico dei due musicisti: l’inquietudine del canto e il fluire malinconico delle vibrazioni elettroniche possiedono l’identica mestizia che l’ex-Associates dispensò negli album solisti.

Thorpe è un uomo in cerca di se stesso, un musicista che pur non volendo rinunciare al proprio linguaggio artistico cerca nuove forme espressive, commettendo forse più errori ma nello stesso tempo restando vitale. Leo Abrahams lascia la produzione nella mani di Nathan Jenkins e Richard Formby, ritagliandosi uno spazio come chitarrista e accantonando l’uso del pianoforte, ma le coordinate sono le stesse di “Diviner”, fermo restando un maggior apporto dell’elettronica, che modella con classe atmosfere ricche di deja-vu (l’esotica samba di “The Universe Is Always Right”) e avvolge in felpate e vellutate sonorità intuizioni armoniche che lasciano il segno (“Golden Ratio”).

Al senso di mistero è subentrata la rassegnazione, alla seduzione è succeduta una sensualità agamica, il bagliore della luce è stato rimpiazzato dal grigiore della polvere. “Moondust For My Diamond” è il risultato di un irrisolto conflitto tra edonismo (“Material World”) ed epicureismo (“Supersensual”), suggellato da ultimi residui ritmici funky e pop che sono solo il residuo di una sensualità che trova però espressione nei testi più crudi e viscerali mai messi in campo dall’artista.
Ci sono autentiche deflagrazioni pop degne del passato, come l’incalzante funky-soul di “Metafeeling” o l’algido brio house della superba “Rational Heartache”, che sintetizzano al meglio il mix di lussuria, eleganza e natura selvaggia della musica di Thorpe.

L’artista inglese ha di nuovo ampliato la tavolozza di colori e sfumature a disposizione, ma la mancanza di intuizioni melodiche memorabili rischia di lasciare nell’ascoltatore una lieve frustrazione emotiva, costringendolo a un veloce accantonamento dopo pochi, eppur gradevoli ascolti.
“Moondust For My Diamond” è un disco decisamente mutevole e cangiante: all’oscura tenebrosa e malsana bellezza di “Parallel Kingdom” e al pulsante crescendo della misteriosa “Hotel November Tango” si contrappone un’indolenza che non sempre riesce a mettere a fuoco l’intrigante essenza ultraterrena della musica di Thorpe, lasciando irrisolte molte intuizioni armoniche che necessitavano di maggior azzardo e ambizione per colpire fino in fondo (“No Such Thing”, “Suspended Animation”, “Runaway World”).

La speranza è che il musicista inglese non si stia addentrando in una comfort zone e che la ricerca interiore e artistica serbi ancora sorpresa e stupore. C’è ancora tanta magia nel mondo di Hayden Thorpe.

07/12/2021

Tracklist

  1. Material World
  2. The Universe Is Always Right
  3. No Such Thing
  4. Parallel Kingdom
  5. Golden Ratio
  6. Metafeeling
  7. Supersensual
  8. Hotel November Tango
  9. Rational Heartache
  10. Spherical Time II
  11. Suspended Animation
  12. Runaway World

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