Cuarto ha spesso un’impronta molto tradizionale, visibile nei ritmi cadenzati di “Harco’s e-mail” o nei brani tecnici come “Excusa perféct”, più assimibile a un saggio da studente all’ultimo anno. Fortunatamente questa sua caratteristica scompare quando Cuarto si contamina con la modernità, in brevi momenti elettronici, come ad esempio nella sognante “Indioenelcuarto”.
Indiosingracia, invece, mostra – pur nelle brevità delle sue composizioni (cinque brani per un totale di dieci minuti) – decisamente un passo avanti, con vari aspetti che, andando molto oltre la chitarra tradizionale, rendono i suoi brani decisamente più interessanti.
Vari momenti rimandano a fiati che ricordano sia Canterbury, sia il Rock In Opposition, sia il Frank Zappa più sperimentale (“Cuarto primera” o “Tour cupra madre”); vocalizzi quasi wyattiani che accompagnano le note delle chitarra e voci registrate si ritrovano in “Aplauso en blanco”.
Il ricercato finale “Ayrton la sena” conferma il superamento della tradizione spagnola e del folk in generale per ricercare nuovi suoni che vanno dalle manipolazioni di nastri a piccole e ironiche bizzarrie elettroniche che si perdono in un doppio finale; prima nebbia elettronica dai rimandi ambient, poi divertimento a metà tra carillion e musica da videogame.
25/02/2016