La collaborazione tra Philippe Blache (Day Before Us ) e Giuseppe Verticchio (Nimh) è nata all’insegna della più emozionante musica dark-ambient. Un mondo indefinito, nato sulle rovine della cultura post-industriale più di venticinque anni fa.
Sulle cinque lunghe tracce di “Under Mournful Horizons” un velo di elettronica ricopre le note di un pianoforte, di un organo e di una chitarra elettrica, amalgamate assieme a field recording e campionamenti di varia natura. Il fine è quello di colpire l’ascoltatore con una colata di emozioni allo stato puro.
Il disco comincia con la preghiera mattutina di “An Uncertain Dawn”, carica di nebbie e luci smerigliate. I riflessi del pianoforte in un labirinto foderato di ovatta segnano l’incedere aulico della seguente “Surrounded By A Moonless Night”, la cui parte centrale è tormentata da un groviglio di umori industriali che solo nel finale coprono l’accecante improvvisazione al pianoforte di Blanche. L’eco di un coro in lontananza e il suono dell’acqua in una grotta, mescolati a rumori di natura indefinita, creano un cortocircuito tra passato e futuro, segnando magistralmente il finale del brano in modo epico.
Le melodie dei brani costruiti dai due alchimisti del suono responsabili del progetto si trascinano perdendosi tra nebbie mattutine e boschi incantati: Giuseppe Verticchio costruisce ambienti sonori che esaltano le qualità narrative delle improvvisazioni di Philippe Blache. Sull’ominoma “Under Mournful Horizons” i ruoli sembrano ribaltati: è Nimh a costruire con i suoi strumenti e i suoi campionamenti il soggetto della narrazione, mentre gli strumenti di Day Before Us appaiono quasi irriconoscibli sotto una coltre di rovine, prima del gran finale di “Frozen Gleams Of Eternity”, dove il pianoforte torna a galleggiare sopra ogni altra cosa.
Utilizzando la grammatica languida e decandente della dark-ambient, Blache e Verticchio hanno costruito microtessiture in decomposizione affini ai celebri loop di William Basinski.
19/12/2012