1. Jimi Hendrix – "First Rays Of The New Rising Sun" (1970)
Progetto ambizioso (doppio o triplo lp) in cui Hendrix si allontanava dalla forma canzone tradizionale verso una fusione sofisticata di soul, jazz e funk. Rimasto incompiuto alla sua morte, documenta il passaggio da chitarrista iconico a compositore visionario.
2. Pink Floyd – "Household Objects" (1974)
Album concepito senza strumenti musicali, costruito con suoni di oggetti domestici registrati ad Abbey Road. L’idea si rivelò impraticabile e venne abbandonata, anche se alcune intuizioni finirono in "Shine On You Crazy Diamond".
3. Marvin Gaye – "Love Man" (1979)
Pensato come ritorno a un funk più leggero e commerciale dopo "Here, My Dear". Problemi fiscali e dipendenze bloccarono tutto; il materiale confluirà in parte in "In Our Lifetime".
4. Prince – "Camille" (1986)
Album completo pubblicato sotto un alter ego femminile ottenuto via pitch-shift. Più sperimentale e bizzarro dei lavori precedenti, fu ritirato all’ultimo momento e in parte riassorbito in "Sign O’ The Times".
5. David Bowie – "The Gouster" (1974)
Versione grezza e funk-oriented che precede "Young Americans", ispirata alla cultura afroamericana urbana. Più ruvida e immersiva rispetto alla versione ufficiale poi rifinita.
6. The Who – "Lifehouse" (1971)
Opera rock fantascientifica estremamente complessa, centrata su una rete globale musicale anticipatrice di internet. Il progetto collassò per difficoltà narrative e stress, ma generò "Who’s Next".
7. The Beach Boys – "Smile" (1967)
Il più celebre album perduto: una “sinfonia adolescenziale a Dio” costruita con tecniche modulari e testi surreali. Pressioni interne e problemi mentali di Brian Wilson ne impedirono la pubblicazione originale.
8. Dr. Dre – "Detox" (anni 2000)
Progetto lavorato per oltre un decennio con decine di collaboratori. L’estremo perfezionismo di Dre ne impedì l’uscita, trasformandolo in mito urbano dell’hip-hop.
9. Genesis – "The Lamb Lies Down On Broadway" (versione film, 1975)
Trasposizione cinematografica mai realizzata dell’opera di Peter Gabriel su Rael. Restano solo frammenti visivi del tour, tra filmati amatoriali e fotografie.
10. Green Day – "Cigarettes And Valentines" (2003)
Album completato e poi perduto (secondo la leggenda rubato). La band ripartì da zero, dando vita a "American Idiot".
11. The Beatles – "Get Back" (1969)
Versione grezza e “live in studio” compilata da Glyn Johns, con errori e dialoghi inclusi. Accantonata per tensioni interne, sarà rielaborata dai Fab Four in "Let It Be".
12. Beastie Boys – "Hot Sauce Committee Part 1" (2009)
Primo capitolo di un progetto doppio, interrotto dalla malattia di Adam Yauch. Parte del materiale finirà nel secondo volume; la versione originale resta inedita.
13. Duran Duran – "Reportage" (2006)
Album più oscuro e chitarristico rispetto al loro synth-pop classico. Scartato dall’etichetta per mancanza di hit, sostituito da "Red Carpet Massacre".
14. Bruce Springsteen – "The Ties That Bind" (1979)
Versione iniziale, più compatta, di quello che diventerà "The River". Scartata perché ritenuta troppo leggera rispetto alle ambizioni narrative.
15. Kraftwerk – "Techno Pop" (1983)
Progetto perfezionato all’infinito e mai pubblicato nella forma originaria. Parte del materiale confluirà in "Electric Café", ma fuori tempo rispetto all’evoluzione del genere.
16. The Velvet Underground – "Lost Fourth Album" (1969)
Registrato dopo l’uscita di John Cale, avrebbe unito sperimentazione e canzone più accessibile. L’etichetta abbandonò il gruppo e il disco venne accantonato.
17. Neil Young – "Homegrown" (1975)
E' l'unico che alla fine "ce l'ha fatta", 45 anni dopo. Album acustico e autobiografico registrato durante una crisi sentimentale, considerato “troppo personale”, resterà inedito, fino al 2020, quando finalmente verrà dato alle stampe.