Nick Cave, la rivelazione a sorpresa: “Volevo essere Freddie Mercury”

09-06-2026

Un riferimento inaspettato per Nick Cave. Il cantautore australiano ha rivelato che, da adolescente, il suo modello sul palco era una figura che pochi assocerebbero al suo immaginario artistico: Freddie Mercury. In una nuova risposta pubblicata sui Red Hand Files, il musicista australiano ha raccontato quanto fosse rimasto colpito dal carisma del leader dei Queen dopo averlo visto esibirsi dal vivo alla Festival Hall di Melbourne a metà degli anni Settanta. “Freddie irradiava una sicurezza totale e incrollabile: un pavone che si pavoneggiava sul palco, un frontman che sembrava nato per stare in scena. Da adolescente, guardandolo, provavo quel desiderio che avrei sempre sentito ogni volta che vedevo un grande intrattenitore; più di ogni altra cosa, volevo essere come Freddie: un performer”.

Cave ha spiegato di aver sempre ammirato quella capacità di dominare il palco, pur riconoscendo una differenza sostanziale tra il personaggio che immaginava di essere durante i concerti e la percezione che aveva di sé una volta sceso dal palco. Per questo motivo ha confessato di evitare quasi del tutto i filmati delle proprie esibizioni. “Cerco di evitare di guardare filmati di me stesso sul palco e non l’ho mai fatto volontariamente. Spesso penso che dovrei, per senso del dovere professionale, ma semplicemente non riesco a farlo”. Secondo l’artista di Melbourne, il disagio nasce dal contrasto tra l’immagine ideale che ogni artista costruisce nella propria mente e la realtà restituita da una registrazione. “Quando sono sul palco immagino di essere Elvis Presley, o Michael Jackson, o Beyoncé, o persino Freddie Mercury, ma in realtà non lo sono”, ha scritto. “Nelle rare occasioni in cui mi sono visto esibire dal vivo, l’illusione si è infranta rapidamente e brutalmente. Non assomiglio minimamente a nessuna di queste figure quasi divine. Qualunque cosa vedano gli altri quando mi guardano, io non la vedo. Sono, nel bene e nel male, semplicemente me stesso: la stessa figura fin troppo umana che ogni mattina mi guarda dallo specchio”.
Nelle sue riflessioni Cave sottolinea però come il rapporto con la propria immagine sia cambiato nel tempo. Quella sensazione di inadeguatezza che lo accompagnava da giovane si è progressivamente attenuata, lasciando spazio a una maggiore serenità: “È stato sostituito, a quanto pare, da una crescente compassione e accettazione di me stesso”.

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