Chic

C'est Chic

1978 (Atlantic) | disco

La fenomenologia della disco music è una materia complessa che sfugge da tutte le parti. Nile Rodgers asserì che si trattava una forma di festeggiamento per la conquista dei diritti civili da parte di categorie fino a quel momento discriminate. Il femminismo, il black power e gli attivisti Lgbt avevano formato un fronte che, lungi dall'essere compatto e scevro da contraddizioni interne, aveva comunque messo in crisi l'ordine costituito. All'inizio degli anni Settanta, fino a verso la metà, l'illusione di Rodgers - e certo non solo la sua - fu di essere a un passo dal compimento del percorso.
Altri protagonisti di quella stagione ne diedero però una lettura diversa. Si pensi a George McCrae, che giustificò il successo di "Rock Your Baby" (1974) con la necessità di fuggire da una società in cui le divisioni erano in realtà ancora laceranti, non essendo mai stata davvero assorbita la rivoluzione degli anni Sessanta. In più, gli Stati Uniti stavano sprofondando nel baratro economico della stagflazione, la cui diretta conseguenza, alla fine del decennio, sarebbe stata l'avvento di Ronald Reagan e del neoliberismo più aggressivo.

La visione di Rodgers e quella di McCrae non appartengono comunque a due realtà parallele: se viene difficile integrarle, è anche vero che possono essere messe una in conseguenza dell'altra. In sostanza, all'euforia per l'iniziale sensazione di vittoria, può fare seguito la necessità di evitare una realtà in cui i risultati sperati non sono stati raggiunti.
Quando una percezione dovesse sfociare nell'altra è ovviamente questione di sensibilità personale: McCrae nel 1974 già percepiva un clima di disgregamento sociale, mentre ancora l'anno successivo Rodgers riteneva ci fosse di che festeggiare, indicando nella fine della guerra in Vietnam il momento di sua massima convinzione.
Sia che si preferisca di netto una delle due interpretazioni, sia che si ritenga veritiero agganciarle l'un l'altra, non cambia tuttavia il risultato: alla prova dei fatti, la disco music allentò la tensione politica.
Non è infatti vero, come talvolta sostenuto, che fu il primo movimento in cui il pubblico bianco e quello nero risultarono interscambiabili. Se i bianchi compravano i dischi degli Chic e i neri compravano i dischi dei Bee Gees, è impossibile non notare come già negli anni Sessanta i bianchi comprassero gli artisti Motown e i neri i Beatles, e si potrebbe andare molto più indietro, ai festival jazz come quello di Newport, dove Ella Fitzgerald e Duke Ellington si esibivano per un pubblico esclusivamente bianco.
L'unica minoranza che abbia guadagnato dalla disco music a livello politico è stata quella Lgbt, che ha potuto sferrare un robusto attacco al machismo forzato dell'uomo occidentale con una serie di personaggi capaci di mettere in mostra il proprio lato femminile (o viceversa, con donne più maschili della media, come Grace Jones).
Per donne e neri fu tuttavia un abbassamento della guardia, che comportò a lungo andare conseguenze a cui il movimento disco non riuscì a far fronte. Si potrebbe dire, per paradosso, che la disco nacque già contenendo i motivi della propria disfatta.
Il 12 giugno del 1979, neanche un anno dopo la pubblicazione del disco degli Chic a cui è intitolato questo articolo, si sarebbe tenuta la Disco Demolition Night, forse il singolo evento più violento e reazionario nella storia della musica popolare anglofona (non è questa la sede in cui analizzarlo, ma si invita il lettore a documentarsi al riguardo).

Tutto ciò significa che questo calo di tensione politica dovuto alla disco sia da giudicarsi negativamente? Non è detto: l'edonismo è parte della natura umana e merita le proprie valvole di sfogo. Di certo per una grande fetta della popolazione urbana più povera, la disco rappresentò un'ancora di salvezza psicologica in uno dei periodi economicamente più sfortunati del dopoguerra statunitense. Non è un merito da poco.

Nile Rodgers non è però come teorico della disco che passerà alla storia, quanto piuttosto come suo più importante produttore. Formidabile chitarrista ritmico, ma anche abile solista alla bisogna, al fianco del bassista Bernard Edwards è stato fondatore e mente degli Chic, nonché deus ex machina delle Sister Sledge, accumulando un repertorio difficile da eguagliare.
Gli Chic hanno debuttato nel 1977, ottenendo subito notevole successo con i singoli "Dance, Dance, Dance" e "Everybody Dance". I due erano del resto già in giro da diversi anni come turnisti (avevano lavorato per la band r&b New York City, per Luther Vandross, per il celebre show televisivo "Sesame Street") e non fu troppo difficile trovare il contratto presso una grande casa discografica quale la Atlantic, fatti salvi quel paio di rifiuti di rito che ogni musicista con una certa gavetta porta sulle spalle.

Nulla li aveva però preparati per l'impatto che avrebbe avuto il loro successivo album. Anzi, prima ancora, una precisa canzone, "Le Freak", che pubblicata nel settembre del 1978 raggiuse tre mesi più tardi il primo posto della classifica americana e ci rimase per sei settimane, diventando uno dei 45 giri più venduti di tutti i tempi sul mercato locale (meglio comunque non esprimersi sul numero esatto di copie vendute, dato che ogni fonte riporta un dato diverso: l'unica costante è che nessuna scende sotto i due milioni di copie, il che è del resto coerente con la performance in classifica del brano).
Stando a Rodgers, la canzone nacque da jam con Edwards, guidata da un refrain che ripeteva "fuck off" ("vaffanculo"): l'insulto era rivolto al celebre Studio 54 di New York, in quanto al duo era stato vietato l'accesso durante una festa di Grace Jones. In seguito decisero di cambiarlo in "freak out" ("dare di matto"), pensando che un'eccessiva aggressività verbale ne avrebbe compromesso il potenziale radiofonico.
Lo completarono quindi con una frase in francese: "le freak, c'est chic". Un'espressione che sembrava avere scopo esclusivamente fonetico, data l'assonanza fra "freak" e "chic", ma in realtà densa di significato per gli autori: il freak era uno stile di ballo, fra i più popolari sulle piste durante quel periodo. Il duo decise di agganciarcisi per sfruttarne il senso di familiarità che avrebbe evocato presso il pubblico. Elevandolo però socialmente: con loro il freak non è più il ballo del ceto medio che va a sfogarsi nei locali nel fine settimana, ma come da sentenza, diventa chic.
Rodgers ha spesso dichiarato la sua grande ammirazione per l'era jazz dei grandi bandleader neri come Count Basie o il già citato Ellington, che avevano scalato la società e raggirato la divisione razziale grazie alla loro arte. Per quei musicisti non si trattava tuttavia di un atto politico o di una ribellione: al contrario era un'aderenza alle regole di una società che non avevano deciso loro e di cui apprezzavano il benessere diffuso ai piani più alti. L'essere chic, caratteristica associata alla parte più ricca della società, diventava un modo per simulare l'appartenenza a un'élite: o meglio, per Rodgers era ormai un fatto, dopo aver venduto milioni di dischi, ma era suo interesse trasmettere la sensazione anche al proprio pubblico.
Teneva a mostrarsi elegante e gradiva il pensiero che ad ascoltarlo fosse gente elegante, o che almeno si prendeva cura del proprio aspetto in rapporto alle proprie possibilità. Una sorta di condivisione ecumenica di edonismo e raffinatezza, probabilmente accentuata dalla sua fissazione per i Roxy Music e per la figura dandistica di Bryan Ferry (ma in generale, i gusti musicali di Rodgers in quel periodo erano molto più bianchi di quanto si potesse pensare).

L'album esce nel novembre del 1978 e sfruttando l'onda di "Le Freak", ottiene un istantaneo successo transatlantico, raggiungendo il numero 2 in Gran Bretagna e il numero 4 negli Stati Uniti. Un paio di mesi più tardi ne viene tratto un secondo singolo, "I Want Your Love", che pur non bissando "Le Freak", raggiunge a sua volta la top 10 di un po' tutti i mercati anglofoni.
Gli Chic non sono evidentemente fra gli inventori della disco, avendo debuttato nel 1977, ma ciò non gli ha impedito di segnare la storia della musica popolare in qualità di autori e produttori particolarmente prolifici, graziati dall'elevata qualità tecnica dei musicisti di cui si circondavano e da un approccio al lavoro al contempo rapido, preciso e metodico.
Si trattava di una vera catena di montaggio: prima le strutture di base, registrate sempre in una singola sessione (con qualche eventuale sovraincisione per gli assoli). Una volta realizzato l'intera scaletta, si contattavano le sezioni d'archi e fiati, facendogli registrare le parti per tutto il disco nel giro di un paio di giorni. Infine si aggiungevano tutte le parti vocali, che a livello strutturale erano meramente accessorie e servivano solo come aggancio radiofonico.
Questo non significa ovviamente che non fossero di valore: i cantanti coinvolti, di estrazione soul, erano impeccabili. In questo disco troviamo Alfa Anderson, Diva Gray e Luci Martin per le voci femminili, David Lasley e Luther Vandross per quelle maschili.

L'album contiene funk minimalisti e ripetitivi ("Cheer Chic"), jam con estesi bridge strumentali che accumulano intensità ("Le Freak"), smooth jazz strumentale con superbi virtuosismi di chitarra, non distanti da George Benson ("Savoir faire"), disco onirica e ovattata guidata da temi di campane tubolari ("I Want Your Love"), lunghe ballate soul ("At Last I Am Free") con divagazioni strumentali (assoli di basso, chitarre arpeggiate, ariosi temi d'archi).
Edwards si ritaglia due spazi come cantante solista, con "Happy Man" e "Sometimes You Win", dimostrandosi cantante ricercato e suadente, corrispettivo perfetto per le sue evolute, avvolgenti linee di basso.

La macchina del suono degli Chic toccò il suo apice con questo album perfetto. Una macchina cui molti avrebbero guardato negli anni immediatamente successivi, anche mentre la disco si andava disgregando sotto l'attacco furioso di DJ, giornalisti e politici. Vi avrebbe guardato John Deacon dei Queen, cercando di imitare lo stile di Edwards nell'album "The Game", vi avrebbe guardato David Bowie nel momento in cui si trovò a elaborare "Let's Dance" (richiedendo l'aiuto di Rodgers), i Duran Duran con le loro cavalcate post-disco in chiave fantascientifica, ma persino il Paul Simon di "Hearts And Bones", per quanto stilisticamente distante, non poté fare a meno di desiderare la mano di Edwards in un suo disco.

L'eco si andrà poi gradualmente spegnendo, salvo riaccendersi nel nuovo millennio: basti pensare al Bruno Mars di "Treasure" (2012) o ai Daft Punk, con l'intero "Random Access Memories", che ha conquistato le classifiche di mezzo mondo sull'onda di "Get Lucky" e del caratteristico strumming di Rodgers. Ancora oggi, nel 2020, gli Chic serpeggiano neanche troppo sotterranei in molto r&b, soprattutto sul versante più alternativo e raffinato.

(30/08/2020)

  • Tracklist
  1. Chic Cheer
  2. Le Freak
  3. Savoir faire
  4. Happy Man
  5. I Want Your Love
  6. At Last I Am Free
  7. Sometimes You Win
  8. (Funny) Bone






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