Appena quattro mesi sono passati dal ritorno degli scudieri di casa Warp con "Oversteps", che gli Autechre non perdono molto tempo a licenziare "Move Of Ten". L'uno-due firmato da Sean Booth e Rob Brown ricorda nemmeno troppo da lontano l'abbinata "Kid A"-"Amnesiac" dei Radiohead.
Tralasciando sia la proposta musicale sia la qualità complessiva dell'operazione, la sensazione di trovarsi, come nel caso dei dischi di Yorke & Co., di fronte a due fatiche che siano facce diverse di una stessa medaglia è piuttosto evidente.
Laddove "Oversteps" dilatava al massimo la materia sonora, plasmandola in un continuo gioco di allunghi, "Move Of Ten" concentra l'attenzione sul versante più pulsante del sound del duo. L'iniziale "Etchogon-S", fra celesti beat dance e cristallini fendenti verticali, apre le porta al fitto brulicare di "y7".
La dimensione tetra e sinistra affiora negli sciami cibernetici di "pce freeze 28i" e secche e finissime basi puntellano il vuoto che scorre in "nth Dafusederb".
La scuola industriale riaffiora con vigore negli spettri tiepidi di "Iris Was A Pupil" o nelle placidità dub-ambientali di "No Border". A chiudere il cerchio ci pensano prima l'afflato ambientale di "ylmo" e infine le distese ambient-breackcore di "Cep puiqMX".
Dopo una serie di lavori mediocri, gli Autechre tornano nell'Olimpo. Musica elettronica per tutti i gusti, dalla techno, all'industrial, all'ambient. Una gioia per le orecchie.
18/07/2010
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