The Mountains And The Trees

I Made This For You

2010 (Killbeat) | songwriter, folk orchestrale

Vola basso, Jon Janes: con un nome così "facile", perfetto per fare da spalla all'ennesimo cantautore in gita nelle sperdute lande del Newfoundland (Canada), non fa però che perpetuare lo "stile Killbeat", inaugurato dalla quasi contemporanea uscita dei Wilderness Of Manitoba. Da bravo canadese, Janes instilla una freschezza da parvenu nelle sue composizioni: a volte pare sfogli l'abbecedario del cantautore - specialmente quando si tratta di scrittura - eppure rimane comunque credibile, anche quando riprende tematiche che sembravano sepolte in un tempo mitico, o confinate in isole felici di qualche sagra di provincia ("Goodbye Little Town", "Travellin' Song") - per destinarle a un risveglio naturale, spontaneo, come nei conterranei Rural Alberta Advantage.

Sarà per i continui arricchimenti di archi, fiati, pianoforte - una fioritura appassionata - o per il duetto con la limpidezza tradizionalista dei gorgheggi della compagna di viaggio Jillian Freeman, che questo "I Made This For You" sa comunque risvegliare qualcosa, sebbene le trovate melodiche di Jon siano quasi sempre piuttosto ordinarie. Allo stesso tempo il cantautore di St. John's supplisce alla mancanza di estro con arrangiamenti mai scontati, riuscendo a trasfigurare certe banalità - come nel bozzetto beamiano di "Up & Down", anche se il beat sintetico appiattisce parecchio.
Manca decisamente qualcosa (e forse di più) per poter ambire alla classe di un Billy Bragg: suggerire una veracità di intenti ma non di sostanza è poco, così come pensare che l'ariosità di una "Make Amends" possa far dimenticare i passi ancora da compiere in termini di profondità compositiva - per adesso si assiste, al massimo, alla rappresentazione di Indelicates edulcorati sia sotto il profilo musicale che tematico.

Più convincente il leggero romanticismo di "Minimum Wage Lovers", in cui Janes dà sfoggio di una maturità insospettata, in un gran bel pezzo di delicate soluzioni pop: una melodia finalmente fortunata, sorretta da abili e mai eccessive soluzioni, dal violino iniziale ai fiati e al piano del ritornello. Gli fa eco lo scanzonato infantilismo di "Fear Of Ghosts", stevensiano motivetto animato da un'orchestra giocattolo, rievocazioni di mondi notturni accesi di colori e risate di compari immaginari.
Sensazioni di un folk-pop albeggiante, di emozioni gentili che possono ricordare i Leisure Society (le belle "Sun's Low" e "Crossing Crows"): raggi di sole di un'ispirazione percepibile filtrano nel duetto di "Wedding Song", anche se i racconti di Janes di vecchie relazioni davvero non lasciano il segno.

Va lasciato insomma il tempo al giovane canadese di affilare le proprie armi cantautorali: chissà che sul cartello del proprio locale di fiducia non appaia un giorno il suo moniker là in alto, col carattere più grande di tutti gli altri.

(23/07/2010)



  • Tracklist
1. Fear Of Ghosts
2. More & More & More
3. Crossing Crows
4. Goodbye Little Town
5. Travellin' Song
6. Minimum Wage Lovers
7. Up & Down
8. Sun's Low
9. Wedding Song
10. Make Ammends
11. The Times
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