Fabulous / Arabia

Unlimited Buffet

2011 (Jakarta) | soul-pop

James Milne è uno che di fuochi d'artificio collaterali ne ha lanciati pochi nella sua carriera ultradecennale, ma a scoppio ravvicinato e con soluzioni cromatiche sgargianti, così da attirare quel minimo di attenzione in un frangente di riposo tra "Chant Darling" e "The Sparrow". Risale proprio al biennio 2010-11 la sua scelta di concedere una licenza a Lawrence Arabia per dedicarsi ad altro, evidentemente rinfrancato dai risultati del suo progetto principe ma un po' tediato dal controllo e dall'affettazione di quelle produzioni chamber-pop.

È entrato quasi per acclamazione a far parte dei BARB, sorta di supergruppo tutto neozelandese guidato dai figli d'arte Liam Finn (rampollo di Neil, leader dei Crowded House) ed Eliza Jane Barnes (figlia di Jimmy Barnes dei Cold Chisel), e a fargli compagnia ha trovato la promessa psych-pop Connan Hosford, meglio noto come Connan Mockasin, nel cui fortunato esordio "Please Turn Me Into The Snat" ha anche suonato il pianoforte e contribuito ai cori. Oltre a una serie di tour, il collettivo ha realizzato un album eponimo a fine 2010, nel solco di un art-rock corale decisamente sopra le righe, alla maniera dei Polyphonic Spree e, se possibile, anche più chiassoso e sbalestrato.

Nel quadro delle piacevoli amenità parallele di questa fase ultrarilassata pare tuttavia persino più significativa la collaborazione con Mike Fabulous - conosciuto anche come Lord Echo - già cantante e chitarrista nella band dub dei Black Seeds, culminata nel 2011 con la pubblicazione di un Lp scritto, suonato e prodotto in proprio dai due musicisti e cointestato ai rispettivi alias.

Tra felici suggestioni disco e un notevole opportunismo nella scelta degli artifici pop, questo "Unlimited Buffet" si presenta come un cocktail di generi dalla confezione impeccabile, calligrafico e patinato seppur nella prospettiva dei cultori affezionati, quindi a fin di bene. "Up To My Neck in Shit" è episodio paradigmatico del tono ironico e delle fluide cadenze funk-soul al calor bianco di cui il disco è pregno, con la sua effettistica vintage filologicamente corretta, le orlature minimali e il tocco frivolo à la Scissor Sisters, solo un tantino meno caciaroni e più raffinati. Da "Give Me Love Tonight" a "Tony's Chord", Milne largheggia con il falsetto in un clima festoso ma mai sbracato ed è bravo a irretire l'ascoltatore meno pignolo anche quando - come nella caracollante e flemmatica "Eugenics" - i ritmi si fanno blandi.

Non mancano i diversivi strambi, dai languori caraibici e il clima da air-conditioned sun vagheggiato da Beck ("Perm") alle dilatazioni estatiche non esenti da qualche sbadiglio (la conclusiva "You Won't Remember This Feelings at All"), anche se le coordinate di massima non si allontanano mai troppo dalla gradevole norma di un sottofondo a base di velluto, luci soffuse, vertiginosi rinforzi corali e stucchi orchestrali ammiccanti ma leggeri, giostrati dal duo Fabulous/Arabia con la dovuta disinvoltura.

Una joint-venture anomala e apparentemente estemporanea, insomma, un inciso da piena comfort-zone per il songwriter di Christchurch. Che avrà strascichi imprevisti cinque anni più tardi, quando i due torneranno a registrare assieme per il quarto capitolo dell'avventura di Lawrence Arabia.
Ma questa, chiaramente, è un'altra storia.

(14/07/2016)

  • Tracklist
  1. The Ballad of State Highway 1
  2. Give Me Love Tonight
  3. Perm
  4. Eugenics
  5. Up To My Neck In Shit
  6. It (Will Kill You)
  7. Tony's Chord
  8. Southern Gentleman
  9. The Groynes
  10. You Won't Remember This Feeling At All
Lawrence Arabia su OndaRock
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