Meat Puppets

Lollipop

2011 (Megaforce) | alt-country

Cosa dire di un nuovo album dei Meat Puppets? Potrebbe avere la sua inutilità. Già negli anni 90, all'apice della notorietà, la band di origini texane (ma presto trasferitasi a Phoenix, Arizona) faticò non poco per ritagliarsi un posto al sole. Pur apprezzati a fronte di quel capolavoro alt-country deviato che fu il loro secondo album ("Meat Puppets II", risalente al 1984), riuscirono a far conoscere il proprio nome a una platea più vasta soltanto grazie alla miracolosa apparizione nel celeberrimo "Unplugged" dei Nirvana. Cobain e soci (ma anche molti altri eroi della scena grunge) erano così innamorati della musica dei fratelli Curt e Cris Kirkwood, che li vollero al proprio fianco in quella leggendaria serata, proponendo addirittura tre brani di "II", immortalati per sempre nel live postumo che ne seguì. Sulla scia di quella grande opportunità, i Meat Puppets sfornarono un paio di lavori che ottennero un buon successo, ma sempre entro i confini americani, fino a quando i problemi legati alla dipendenza di Cris dalle droghe minarono la stabilità del gruppo, il quale arrivò a sciogliersi all'alba del nuovo millennio. Nel 2006 la reunion, giunta oggi al terzo capitolo.


Il sound di "Lollipop" è quello che ha caratterizzato gran parte del percorso artistico dei Meat Puppets, i quali dopo i primi esperimenti hardcore degli esordi, si spostarono decisamente verso i suoni della tradizione americana, attualizzandoli alle esigenze dei tempi e sfruttando l'onda lunga di chi riuscì a dare una bella riverniciata al country-folk delle praterie (i primi tre nomi che ci vengono in mente? Uncle Tupelo, Giant Sand, Lucinda Williams). Confermatissima la formazione a tre, con Curt Kirkwood lead vocals e chitarra (e a curare gli aspetti produttivi), il fratello Cris al basso e Shandon Sahm alla batteria.


"Lollipop" passa agilmente dall'alt-country speziato di Roy Orbison ("Incomplete") alle ballad più tradizionali ("Town"), dal rock senza mezzi termini ("Vile") a quello più stars and stripes ("Damn Thing", "Way What It Are"), dalle belle trame chitarristiche che accompagnano "Hour Of The Idiot" e "Lantern" alle tendenze in levare di "Shave It". Qualche traccia più debole c'è, senz'altro, e a tratti "Lollipop" perde anche un po' di verve, con le voci che tendono a essere terribilmente monocordi. Ma il mestiere c'è, e il disco resta a galla. Molti di questi brani sapranno sicuramente farsi apprezzare ancor di più dal vivo: paiono davvero divertenti da suonare. Saranno in molti a ritenere alquanto inutile un nuovo album dei Meat Puppets. Noi abbiamo grande rispetto per questa band, e consigliamo vivamente "Lollipop" a tutti coloro che amano certo country folk americano iper-contaminato.

(13/04/2011)

  • Tracklist
  1. Incomplete
  2. Orange
  3. Shave It
  4. Baby Don't
  5. Hour Of The Idiot
  6. Lantern
  7. Town
  8. Damn Thing
  9. Amazing
  10. Way That It Are
  11. Vile
  12. The Spider And The Spaceship
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