Pontiak

Echo Ono

2012 (Thrill Jockey) | psych-rock

Ci sono canzoni che possono far perdere la testa, e dentro "Echo Ono" ce ne è almeno una per tutti i gusti: che ognuno scelga la propria, a partire dall'iniziale "Lions Of Least", nobile riassunto in meno di tre minuti di decenni di hard rock in salsa psichedelica.
"Lions Of Least" è posta strategicamente in apertura, sprigionando la stessa forza dirompente di una "Immigrant Song", fungendo da battistrada per ulteriori otto tracce imperdibili, pronte a fare la gioia di tutti coloro che credono ancora nella potenza salvifica del rock.

In otto anni di carriera i Pontiak hanno prodotto un filotto di album invidiabili, uno più bello dell'altro, e ogni volta è stato spontaneo nominare il loro capolavoro definitivo. Eppure anche questa volta riescono a superarsi, firmando quello che (con tutta probabilità) sarà il disco di riferimento in area hard psych-rock per l'annata 2012.
Continua quindi a pieno regime la magia dei tre fratelli Carney, nati in Virginia tra il '78 e l'82 e tuttora lì residenti: il più grande è Jennings e si occupa di basso ed organo, quello di mezzo è Van, canta e suona la chitarra, mentre il più giovane, Lain, è responsabile dei suoni della batteria.
Il loro esordio discografico risale al 2005, e dopo i primi due dischi hanno inciso sempre per la Thrill Jockey, collezionando fra album, Ep e split la bellezza di nove pubblicazioni.

Già con "Maker" e "Living" raggiunsero vette significative, e pochi mesi fa l'interlocutorio (ma pur sempre egregio) e più atmosferico "Comecrudos" (dark-folk psichedelico in quattro movimenti) si dimostrò più che altro un esercizio atto a mantenere occupato il mercato.
Sì, perché un nuovo album era già in cantiere, e oggi con "Echo Ono" la bontà del lavoro del trio americano si estrinseca nuovamente in episodi che esplorano i mille rivoli della psichedelia, e lo fanno con il non comune dono della sintesi, troppo spesso assente in lavori di questo tipo.

Dentro "Echo Ono" c'è un mondo: ci sono i Black Mountain e Neil Young (ascoltate un po' "Silver Shadow"), i Sonic Youth e i Black Angels, i Grateful Dead (riferimento obbligato quando si parla di psichedelia, date un'occhiata al viaggio lisergico di "Royal Colors") e i Kyuss/Queens Of The Stone Age (aromi di "Desert Sessions" sono un po' ovunque), gli Arbouretum e mille altri che potrete divertirvi a scovare.
Eppure "Echo Ono" suona inconfondibilmente come un disco dei Pontiak, perché i signori della prateria hanno oramai creato un sound che li rende distinguibili da qualsiasi altra proposta coeva.
E oggi, quando fanno Americana, si confermano molto più efficaci di qualsiasi cantautore barbuto; quando propongono hard-rock si posizionano all'altezza delle migliori compagini del passato, quando si mettono in testa di creare rumorismi assortiti si impongono fra i migliori della scena, come nel caso di "Panoptica" che chiude il disco con oltre sei minuti di garage noise al fulmicotone, e un attacco massivo che non si sentiva dai Trail Of Dead di "Source, Tags & Codes".

"Echo Ono" ha anche il pregio di essere un disco bifronte, riuscendo a condensare in pochi minuti tremende frustate e dolci rotondità.
I Pontiak ci sanno maltrattare con scariche elettriche più ("Left With Lights") o meno ("Across The Steppe", con un basso sontuoso) fragorose, ma anche coccolarci amorevolmente con la calma che emerge in brani come "The Expanding Sky" o "Stay Out, What A Sight", nei quali resta comunque un'elettricità pronta a brillare sottopelle.
Oppure uniscono le due facce in momenti (è il caso di "The North Coast") plasmati su quello che oramai possiamo ritenere un inconfondibile marchio di fabbrica.
Band come queste vanno protette, vanno sostenute, vanno diffuse: bussate al vicino, chiamate gli amici, convincete la fidanzata, svegliate il papà, sì, anche il papà, perché chi mantiene imperterrito i piedi ben radicati nella seconda metà degli anni 60 si innamorerà di un disco come questo.




Lions Of Least

(09/04/2012)

  • Tracklist
  1. Lions Of Least
  2. The North Coast
  3. Left With Lights
  4. Across The Steppe
  5. The Expanding Sky
  6. Silver Shadow
  7. Stay Out, What A Sight
  8. Royal Colors
  9. Panoptica
Pontiak su OndaRock
Recensioni

PONTIAK

Dialectic Of Ignorance

(2017 - Thrill Jockey)
Eliminati arrembaggi sonici e divagazioni acustiche, il nuovo lavoro dei fratelli Carney è ..

PONTIAK

Innocence

(2014 - Thrill Jockey)
Riff granitici, hard psichedelia e brillanti ballate nel nuovo lavoro dei tre fratelli Carney

PONTIAK

Comecrudos

(2011 - Thrill Jockey)
Mezz'ora di suggestioni psichedeliche seventies per la band dei fratelly Carney

PONTIAK

Living

(2010 - Thrill Jockey)
Nuovo lavoro per l'iperprolifico trio della Virginia, stavolta davvero a un passo dalla perfezione ..

PONTIAK

Maker

(2009 - Thrill Jockey)
La brillante conferma del furioso trio di rock psichedelico

PONTIAK

Sea Voids

(2009 - Thrill Jockey)
Pubblicato solo in vinile il nuovo capitolo dei Pontiak, un mini-album ricco di nuove emozioni

PONTIAK

Sun On Sun

(2008 - Thrill Jockey)
Tre fratelli, innamorati della musica anni Settanta, spingono il vetusto rock verso nuovi fronti

News
Live Report
Pontiak on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.