PAPERCUTS - Life Among The Savages

2014 (Easy sound / memphis industries)
psych-pop

Dopo un evento come la produzione dell’esordio solista di un suo idolo come Dean Wareham, Jason Quever ritorna col suo progetto Papercuts, successore del buonissimo “Fading Parade”, che magari non gli avrà fatto fare lo sperato (e forse programmato data la pubblicazione con la Sub Pop) salto di popolarità, ma che sicuramente gli ha garantito l’attenzione di molti appassionati.
“Life Among The Savages” segna infatti l’abbandono della tentazione di seguire l’hype dei Beach House, manifestatosi in quell’occasione, e il ritorno al sound Papercuts più classico, una versione più ovattata e granulosa di un pop alternativo che va dai Beatles ai Galaxie 500, passando naturalmente per i Velvet Underground.

Dal pianoforte trasognato e languidamente rotolante di “Easter Morning”, all’incalzante lamento di “New Body”, il sommesso divagare del disco fa pensare a un’uscita Woodsist (“Psychic Friends”, “Staring At The Bright Lights”), a cui si sovrappongono gustose digressioni orchestrali, in quella title track che è decisamente il brano migliore del disco, con un’apertura che ricorda i Beatles più maturi, e nell’iniziale “Still Knocking At Your Door”, ancora più Beatles-iana.

Nella ritrovata vena personale, anzi autarchica, si perde un po’ il tiro che aveva caratterizzato lo sforzo più collettivo di “Fading Parade” (dalla scrittura comunque più incisiva), e il tutto suona come un ritorno a casa certamente felice, ma dal retrogusto agrodolce.

06/05/2014

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