Father Murphy

Croce

2015 (Flenser) | gothic, avant-rock

La linea evolutiva del rock sepolcrale del trio veneto dei Father Murphy ha portato dalla lunga, scheletrica cantata di affabulazioni medievaleggianti di "And He Told Us" (2008), ai tuonanti e psichedelici 8 minuti di "We Now Pray With Two Hands" dell'Ep "No Room For The Weak" (2010), alle astratte soundscape elettroniche di "Anyway Your Children" (2012), e al piccolo saggio di composizione irrazionale e illogica dell'Ep "Pain Is On Our Side Now" (2014).

In "Croce" questo procedimento subisce una sonora battuta d'arresto. Federico e Chiara provano superficialmente a importare novità nel suono anziché abbattere nuove frontiere: in "Blood Is Thicker Than Water" scimmiottano certo Canterbury Sound (in effetti il duetto delle loro voci sembra quasi orchestrato da Daevid Allen), e in "A Purpose" la loro tipica litania prende giri, spedita al limite della body music. Nessuna delle due impressiona.

Il loro marchio di fabbrica anti-armonico rivive solo all'inizio di "So This Is Permanent", un terrificante urlo con distorsione elettronica, prima che diventi un rosario senza vita, e pure nei 7 minuti di "We Walk By Faith" la loro messa esoterica stavolta non si eleva e non si sviluppa (solo strumenti accarezzati e ronzii di sottofondo).

Dove il combo dimostra di aver fatto tesoro di un effettismo d'avanguardia è piuttosto in "Long May We Continue", tutta battiti metallici, tremori e riverberi, così come nelle percussioni sataniche di "All The People Yelling Fire", spettacolari se non durassero solo due minuti. A queste fanno comunque contraltare due episodi ben più sempliciotti, la lugubre sonata di "In Solitude" e gli allungati accordi d'organo di "They Won't Hurt You", un sottofondo poco comunicativo e tutt'al più gradevole, non abbastanza cosmico e non abbastanza gotico.

Seconda uscita senza il batterista Vittorio De Marin (che nel frattempo ha avviato il nuovo progetto Formellana). Una radicale mancanza d'idee e un approccio distratto e manierista provano che il suo ruolo era tutto meno che secondario. Registrato da John Dietrich, masterizzato da Greg Saunier, nel concept globale della band rappresenta l'oltremorte dopo tanti anni di musica tremebonda, nello stile è disorientato e, alla meglio, transitorio.

(13/03/2015)

  • Tracklist
  1. Blood Is Thicker Than Water
  2. A Purpose
  3. So This Is Permanent
  4. In Solitude
  5. Long May We Continue
  6. All The People Yelling Fire
  7. We Walk By Faith
  8. They Won't Hurt You
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