Lilac Time

No Sad Songs

2015 (Tapete) | folk-pop

Non ha mai mostrato rimpianti o rimorsi, Stephen Duffy, per aver lasciato il suo ruolo di cantante e compositore nei Duran Duran, un ruolo dismesso proprio alla vigilia del contratto con la Emi.
Il basso profilo delle sue successive avventure discografiche (Tin Tin e Lilac Time) ha messo in chiaro le sue attitudini per un pop moderno e fuori dalle mode e la sua avversione per batterie e strumenti sintetico-digitali. Le memorie giovanili legate alla figura di Nick Drake hanno retto le fila della sua ispirazione, dando vita a delicati e raffinati bozzetti di folk-pop pastorali.

Collaboratore part-time di artisti come Robbie Williams, ideatore del progetto chillout-house Dr Calculus Mdma con Roger Freeman dei Pigbag, Stephen Duffy è passato dall’avventura con Andy Partridge degli Xtc (“& Love For All”) alle tensioni classiche del violinista Nigel Kennedy (“Music In Colors”) incurante della continuità stilistica tanto gradita alle case discografiche.
Anche le regole delle etichette indipendenti sono state sempre strette per Duffy, dalla sottovalutata avventura con la Creation (“Astronauts”) alle non meno nobili presenze discografiche del secondo millennio. La carriera dei Lilac Time ha trovato riscontri positivi solo in Giappone e in un successivo status di cult-musician che ha scatenato una sotterranea ma consistente follia collezionistica.

“No Sad Songs” è l’album della memoria per Stephen Duffy, dove mette in atto il recupero dell’ispirazione primigenia, che avviene con un candore che lascia stupiti. Con l’aiuto della moglie Claire e il fratello Nick, il musicista si immerge nella nostalgia senza rinunciare alla fantasia e al desiderio, con dieci tracce che non temono il confronto con i classici della band.
Bozzetti acustici ricchi di armonia, che sono frutto di una filosofia di vita dove la tecnologia resta ai margini, un mare irrefrenabile di romanticismo che si tinge di epica nelle note dell’introduttiva “The First Song Of Spring”, con banjo e orchestra a condurre le danze (con un'atmosfera che evoca in modo curioso ”Le Nuvole” di Fabrizio De André) e prosegue inarrestabile fino alle cristalline note della conclusiva  “A Cat On The Long Wave”.

Dopo il flebile riscontro di “Runout Groove” del 2007, Stephen Duffy aveva in verità deciso di non pubblicare più dischi, e molte delle canzoni di “No Sad Songs” sono bozzetti dedicati a racconti e sentimenti privati, come “The Wedding Song” una ballata con steel guitar e banjo che il musicista ha scritto per la moglie e la loro figlia, o “She Writes a Symphony”, un folk psichedelico che nel finale rievoca un'altra band dimenticata della stagione new wave acoustic ovvero i Dream Academy (il coro ricorda la loro “Life In A Northern Town”).
Alla vivace ed esotica “Babylon Revisited” sono affidate le tematiche più politiche e sociali dell’album, ma il prevalente mood malinconico delle canzoni viene istantanemante ripristinato con la title track, una ballata noir che non sfigurerebbe in un album di Richard Hawley.
Non manca il colpo di genio, il piccolo classico da aggiungere a una già rispettabile carriera si scrittore, ovvero “The Western Greyhound”, una canzone on the road che mette insieme anni e anni di songwriting, da Brian Wilson a Bob Dylan passando per Nick Drake e Joni Mitchell.

“No Sad Songs” è il trionfo della coerenza, una qualità che non è mai mancata ai Lilac Time, un angolo discreto dove far scorrere la voglia di sognare ad occhi aperti, un idillio sonoro che è un piacere riscoprire dopo anni e anni di falsi profeti di folk-pop che possono solo restare a guardare e ascoltare quello che un vecchio genietto della musica inglese può ancor tirar fuori dal suo cappello magico, mai come in questo caso vale il vecchio buon detto: la classe non è acqua. Bentornato Stephen.

(14/04/2015)



  • Tracklist
  1. The First Song of Spring
  2. She Writes a Symphony
  3. The Wedding Song
  4. Babylon Revisited
  5. No Sad Songs
  6. The Dream That Woke Me
  7. Prussian Blue
  8. The Western Greyhound
  9. Rag Tag & Bobtail
  10. A Cat on the Long Wave




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