Il Piemonte, e la Torino da cui provengono gli Stearica, non sono di certo nuovi a questo genere di exploit, se è vero che ben prima di loro gente come Negazione e Linea77 ha sdoganato con successo oltreconfine le sonorità dell’underground sabaudo.
Con il primo, promettente,”Oltre” (2007), gli Stearica avevano già fatto intuire le potenzialità alla base del progetto, nato intorno a un power trio strumentale di matrice post-rock, che concedeva ampio spazio a innesti sperimentali. Tornano oggi, dopo ben 8 anni di quasi incessante attività live, con un nuovo lavoro che trae ispirazione dalla primavera, intesa sia come stagione di rinnovamento e fertilità, sia come simbolo delle insurrezioni relative alla Primavera Araba, che hanno scosso il Medio Oriente dalla fine del 2010.
Va da sé che a fronte di questa dichiarazione d’intenti è lecito aspettarsi qualche novità.
Come a dire: la rivoluzione è qui, ma c’è spazio per il dialogo.
Se è vero che possiamo dire di essere talvolta dalle parti dei Mogwai in termini di mood, a colpire maggiormente è la decisa impronta hardcore, che non disdegna interessanti digressioni math-rock e stoner, come ad esempio nei 6 minuti della psichedelica e intensissima “Bes”.
Notevole anche sotto l’aspetto della produzione (curata dallo stesso Carlucci), “Fertile” è il vero punto di partenza artistico di una band che ha già imparato a giocarsela sui palchi internazionali. Far parte del roster dell’etichetta inglese Monotreme Records, da sempre molto attenta alle realtà nostrane (come i Niagara e gli M+A), è una dimostrazione ulteriore del valore del percorso intrapreso finora.
20/06/2015