A seguito dei due Ep pubblicati a sorpresa nel corso dell’anno, preceduti dal remix omaggiante il grandissimo e seminale Goldie a cui è seguito un ulteriore remix di “Deep Summer” di Mønic, Burial torna a presentarsi in questo caldissimo 2017 preannunciando come un normale producer (ebbene, sì!) l’arrivo del suo nuovo Ep da due tracce, intitolate “Pre Dawn” e “Indoors”. Stavolta, la vera notizia non è l’improvvisa apparizione del Nostro, bensì il suo momentaneo passaggio alla Nonplus di Alexander Green, aka Boddika. Una label più giovane e diversa come appeal e stile dall’ormai storica Hyperdub.
Ciò nonostante, Burial ha deciso di rimanere in parte fedele a sé stesso e al contempo di mettere in riga due bombe nucleari che per certi versi assecondano la sua follia, il suo distacco da tutto e tutti; mentre per altri versi lo proiettano su nuovi binari, nuove coordinate che alla fine del tunnel ci conducono in una sorta di giungla cibernetica in cui spunta supina una selvaggina hardcore da paura.
E’ quindi un Burial cattivissimo, selvaggio, cinematico, disturbante, coatto, quello che traspare nell’introduttiva title track. ll Burial che proprio non t’aspetti. Certo, le pause desolanti a metà del brano e le oscure frattaglie in coda sono da tempo immemore parte integrante del suo marchio di fabbrica, ma la ripartenza acidissima e viperina che ne consegue esalta e spiazza oltre ogni misura. Nell’altra metà del piatto, troviamo invece un arricchimento sonoro nei primissimi istanti decisamente più cinematografico. Ma è solo una fugace illusione. Pochi attimi e spunta una cassa sfibrata e pulsante con voce minacciosa e ripartenza house assolutamente magnifica.
La faccenda si amplifica con lo scorrere del tempo e l’andazzo killer non cessa fino a quando non subentra il solito stop&go dal piglio malinconico tutto breaks e sfarfallii cinetici. Insomma, con questo nuovo ed eccitante Ep siamo dinanzi a una sorta di capovolgimento di fronte dal guizzo industrial da cui è letteralmente impossibile fuggire. Qualcosa di deviato e inconsueto. Di certo, al momento non è lecito sapere se tutto questo possa fungere da preavviso a ulteriori sterzate. Viste le varie svolte dell’anno, e i cambi di direzione attuati, con Burial c’è da aspettarsi veramente di tutto. Nel frattempo, non resta che “leccarsi i baffi” e godersi a tutto volume queste due perle. Il futuro può attendere.
07/11/2017
Il primo Lp di un impenetrabile producer inglese
Il misterioso produttore londinese aggiorna la sua visione del dubstep
Tre succulente tracce nell'avvincente Ep di sua maestà William Bevan, aka Burial
Cassa dritta, ali spiegate e un'oscura speranza nelle tre tracce del genio inglese
Secondo Ep in questo 2012 per l'acclamato produttore londinese
L'improvvisa celestialità nel settimo Ep dell'acclamato produttore inglese
L'ennesimo Ep del misterioso e acclamato producer della Hyperdub
Il primo Ep a sorpresa dell'anno dell'acclamato e misterioso producer londinese
Sterzata deep house per William Bevan, con il sostegno adrenalinico di sua maestà Kode9
Il capolavoro assoluto del genere dubstep e della musica elettronica del nuovo millennio
La prelibata cernita dei singoli rilasciati negli ultimi due lustri dal producer londinese
Altre due tracce nell'ennesimo Ep del dj-producer inglese, tra alti(ssimi) e bassi
Il deludente ritorno del producer inglese, tra rumorismi, vapori assortiti e voci notturne
Nuovo Ep da tre tracce per il producer inglese, in una lenta e sfuggente catarsi spirituale
Cambio di casacca per William Bevan, tra assalti frontali in stile rave anni 90 e passi break dance
Il ritorno ancora una volta a due tracce del producer inglese, tra epiche ascese e pause improvvise
Una decisa svolta creativa per il chitarrista dei Radiohead
Un disordinato ma trascinante mix di psych-pop, funky-rock, soft-soul e southern-rock
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper