Jess Williamson

Cosmic Wink

2018 (Mexican Summer) | alt-folk

Sono passati quattro anni dal timido esordio di Jess Williamson, quattro anni durante i quali l’autrice ha messo a punto il raffinato incrocio stilistico tra il folk pastorale e a tratti spirituale tipico delle province americane e le ambizioni letterarie e poetiche della Grande Mela. In questo processo di crescita, l’autrice ha imparato a convivere con fragilità e incertezze, rigenerando quelle suggestioni sonore che da Townes Van Zandt a Buffy Sainte-Marie hanno tratteggiato uno dei capitoli più interessanti della musica country.

“Cosmic Wink” è l’album della consapevolezza: uno stato mentale frutto anche di decisioni dolorose e importanti, come lasciare il Texas per la California.
Di conseguenza la musica assume contorni più vividi, tangibili, pur restando fortemente ascetica ed emotivamente intensa.
Jess Williamson entra con delicatezza nel mondo dei sogni ma senza mai cedere al fascino velleitario del fiabesco. La voce a volte carezza l’anima con il dolente romanticismo di Angel Olsen, altrove scava sotto pelle alla maniera di Patti Smith.

Musicalmente “Cosmic Wink” è un album ricco di citazioni spurie, quasi aliene. Non è infatti peregrino pensare ai Pink Floyd mentre scorrono le note psych-blues di “Dream State”, ed è altresì interessante e stimolante cogliere, tra le trame oscure di “Thunder Song”, richiami alla cruda poetica di Patti Smith, al misticismo di Van Morrison e perfino alle suggestioni voodoo di Dr John e dei Creedence Clearwater Revival.
Il fascino del terzo album della cantautrice americana risiede nell’avventuroso alternarsi di luce e ombre, tra gli echi lucenti dei Byrds percepibili in “I See White” e i riverberi malinconici in bilico tra Mazzy Star e Cowboy Junkies della rarefatta “Forever”, quest’ultima abilmente puntellata da accordi minimali di chitarra elettrica e note diluite di organo.
Le canzoni sono a volte come delle preghiere agnostiche, dove la fede è rappresentata dall’amore incondizionato di una madre per i figli, un sentimento raccontato prima a fil di voce, e poi con un crescendo emotivo che toglie il fiato nell’eccellente “Mama Proud”.

Ciò che affascina e convince è la sicurezza con la quale Jess Williamson affronta prima la vivacità folk-rock tipicamente seventies nella vibrante “White Bird”, per poi sfidare, con la stessa abilità, sonorità più oscure e criptiche nel gospel-folk di “Wild Rain”. La voce fluttua tra le maglie di una stratificazione sonora che assomiglia a un tessuto, dove fa capolino ora l’onirica dolcezza di “Awakening Baby”, ora la carnalità sensuale e avvolgente di “Love On The Piano”, in un puzzle emotivo che richiede autentica e affrancata partecipazione.

Non paga delle innumerevoli influenze stilistiche, l’autrice fa confluire in “Cosmic Wink” tutti i recenti interessi non solo musicali ma anche culturali. La psicanalisi di Jung, il simbolismo e l’astrologia si fondono in un linguaggio ai confini del misticismo, dove l’unica redenzione possibile risiede nell’amore, che come pioggia purificatrice scivola tra le note, lasciando una piacevole sensazione di nostalgica malinconia che difficilmente lascerà indifferenti.

(17/07/2018)



  • Tracklist
  1. I See The White
  2. Awakening Baby
  3. White Bird
  4. Wild Rain
  5. Thunder Song
  6. Mama Proud
  7. Dream State
  8. Forever
  9. Love On The Piano




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