Kaytranada

Bubba

2019 (RCA) | electro-funk, hip-house, nu-r&b

Anche più del clamore passeggero delle alte classifiche, avere un brand sonoro dall'appeal trasversale e le giuste amicizie è decisamente più vitale, per un producer dalle finalità pop. Se a ciò si aggiunge un talento effettivo e la capacità di saperlo applicare ai più disparati timbri vocali, si è fatto tombola. Sotto questo punto di vista, “99.9%” aveva già esplicitato a dovere la trascinante miscela, sampledelica e funk, di uno stile produttivo caldo, avvolgente, così istintivamente armonico da avvalersi già del supporto di validi e apprezzati vocalist. Pubblicato senza particolari battage pubblicitari, “Bubba” è l'ideale seguito al disco che ha contribuito a segnare sulla mappa il nome del musicista haitiano/canadese, lavoro che amplifica le direttive popular del precedente full-length e si avvale di un organico vocale ancora più sostanzioso, teso a fare del progetto un'effettiva collezione di canzoni, piuttosto che un campionario di (pur ottimi) beat con qualche intrigante tratto melodico giustapposto sopra. A giudicare dai tanti bei momenti dell'album, la strada presa è quella giusta.

È essenzialmente in due aspetti, tra loro collegati, che “Bubba” si presenta come progetto più solido e avvincente del precedente. Da un lato il minutaggio medio dei brani è drasticamente ridotto, fatto che consente alla sequenza di brani di sfilare veloce, flessuosa, scattante come il migliore dei dj-set. Dall'altro la giusta alternanza tra momenti strumentali e canzoni vere e proprie dona all'ascolto la dovuta andatura, tale da concedere necessari momenti di respiro e permettere ai tanti, lussuosi contributi vocali di risaltare con maggiore efficacia. C'è di che leccarsi i baffi, effettivamente: sopra i suoi suadenti tratteggi sonori, ancora una volta protesi a un eccitante blend di linee house, slancio funk e torsioni electro, il cast vocale qui chiamato è una vera e propria summa di vent'anni di urban anglofono, condensati attraverso un profilo melodico variegato, atto a valorizzare ogni voce messa in campo.

È così che gli influssi boogie che informano “Gray Area” possono affiancare la funktronica vibrante di “10%” (con una Kali Uchis sempre in ottimo spolvero), che l'eleganza austera di Charlotte Day Wilson riesce a completare la pensosa deep-house di “What You Need” e che due glorie dell'r&b anni Zero come Estelle e Teedra Moses sanno impreziosire i due momenti più lussuosi e atmosferici del lotto (“Oh No” e “Culture”).
Poco importa se non tutto funziona alla perfezione, se una superstar come Pharrell viene chiamata per un momento electro-cajun sì estivo e frizzante, ma tutto sommato alquanto privo di mordente melodico: con i giochi funk'n'b di “The Worst In Me” (che mettono in risalto la caratura espressiva di Tinashe) o le lussuose prelibatezze post-disco di “Scared To Death”, Kaytranada riesce a sopperire con classe alle leggere sbandate di traiettoria, piazzando numeri eccitanti e strutture trascinanti ad ogni angolo. Pur con l'effetto sorpresa giustamente dissipatosi, il producer prosegue insomma su una strada di raffinata e scintillante coerenza, irrobustita da piccoli ma efficaci cambiamenti. Che le porte della produzione mainstream possano infine schiudersi?

(30/12/2019)

  • Tracklist
  1. Do It
  2. 2 The Music (ft. Iman Omari)
  3. Go DJ (ft. SiR)
  4. Gray Area (ft. Mick Jenkins)
  5. Puff Lah
  6. 10% (ft. Kali Uchis)
  7. Need It (ft. Masego)
  8. Taste (ft. VanJess)
  9. Oh No (ft. Estelle)
  10. What You Need (ft. Charlotte Day Wilson)
  11. Vex Oh (ft. GoldLink, Eight9Fly, ARI Pensmith)
  12. Scared To Death
  13. Freefall (ft. Durand Bernarr)
  14. Culture (ft. Teedra Moses)
  15. The Worst In Me (ft. Tinashe)
  16. September 21
  17. Midsection (ft. Pharrell Williams)


Kaytranada on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.